TESTIMONIANZE
   
 

Treviso - Italia
Vivere insieme la speranza



A volte rimango stupita per quanto accade nella vita di ciascuno di noi e nei momenti più impensati del nostro cammino umano-spirituale. Da anni sono impegnata nella pastorale familiare a livello parrocchiale e diocesano: come ogni realtà umana, anche il volto della famiglia riflette luci e ombre. Spesso, incontrando le famiglie, mi sono imbattuta in situazioni cariche di sofferenza, di solitudine, di attese deluse, di fallimenti, ma ho anche conosciuto sposi, genitori pieni di speranza, desiderosi di vivere l'amore coniugale come un dono e un compito a loro consegnato nel giorno del matrimonio, con la voglia di costruire 'insieme', di dare vita a una famiglia come Dio l'ha voluta e amata. Mai, però, avrei pensato che sarebbe arrivato il momento di un nuovo percorso pastorale: condividere il dolore di tante famiglie ferite (divorziati, separati, conviventi) che, pur avendo vissuto la realtà del fallimento matrimoniale, vogliono rimanere fedeli al "sì" e al "per sempre" pronunciato nel giorno del matrimonio.

La diocesi di Treviso sta facendo e offrendo un significativo percorso in questo campo.



  Con tutto il cuore posso dire di essere fortunata. Questa esperienza mi aiuta a comprendere e ad accoglioere quella porzione di Chiesa che, dopo tanto dolore, tanto smarrimento, tante notti oscure, trova in Cristo Redentore la forza di risorgere, di dare un significato a quanto è accaduto nella vita, senza rancore, nella speranza di 'ricucire' lo strappo avvenuto.

Come? Ristabilendo un dialogo amichevole con il coniuge che se ne è andato, incontrando i figli nella libertà, cercando di allontanare eventuali sospetti o gelosie, vivendo quanto è accaduto alla luce della fede, riconoscendo i limiti, la fragilità. Tutto questo per non trasmettere ai figli solo la negatività dell'amore uomo-donna.

A queste persone ferite viene offerta la possibilità di partecipare a percorsi formativo-spirituali della durata di qualche anno, organizzati dall'Ufficio di pastorale familiare della diocesi. L'incontro avviene una volta al mese. Sono circa quaranta le persone presenti. Ascoltare le loro esperienze di vita non lascia indifferente nessuno, perché sono espresse con dolore, ma anche con tanta fede ritrovata nella persona di Gesù, con quella fiducia reciproca che nasce dal forte bisogno di avere qualcuno con cui condividere quanto si ha a cuore.

Il responsabile, don Sandro Dalle Fratte, è fortemente sensibile a questa realtà. Quest'anno ha promosso a livello vicariale una veglia di preghiera per le famiglie ferite, ma aperta anche a chi voleva partecipare. Vi ho partecipato personalmente con profonda commozione e con la convinzione che tutti, senza distinzione di persona, siamo figli dell'unico Padre che sempre ci accoglie. L'icona di questi incontri ha messo in luce la 'bellezza' delle due mani accoglienti della Chiesa: l'abbraccio del Padre ai figli feriti da varie prove e la gioia dei figli nel sentirsi nuovamente a 'casa'.
 
 

Una persona, che ha partecipato alla prima veglia, così si è espressa: "Ora non mi sento più sola, incompresa. Ho iniziato a capire il vero significato di questa celebrazione. E' stato come sentirsi di nuovo a casa ritrovando pace, serenità interiore, voglia di continuare a insegnare ai miei figli che la 'Casa di Dio' è un luogo dove l'amore sgorga. Oggi, dopo molto tempo, ho avuto il coraggio e la forza di dire a una mia figlia che sarebbe stato bello andare a trovare Gesù nella sua Casa, dire le preghiere non solo la sera nella sua cameretta, ma anche in chiesa. Ti ringrazio, mio Dio, per avermi fatto sentire tutto il tuo amore".

Molti gli echi positivi e le lacrime versate da queste persone per la gioia di sentirsi nuovamente accolte e sostenute nel dolore, di non essere più sole, ma di far parte di una grande famiglia.

Spero che questa esperienza si divulghi anche in altre diocesi, in altre realtà pastorali. Vivere la certezza che siamo tutti figli dell'unico Padre è avere una marcia in più. Nessuno deve sentirsi escluso e nessuno deve escludere il proprio fratello: siamo insieme per compiere un cammino verso la Casa del Padre.


suor Lidia Lazar




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