TESTIMONIANZE
   
 

Dadim - Etiopia

Il grido della fame




"Venite, andiamo a visitare le case dove la gente soffre", mi sono sentita dire dal personale, mentre svolgevo il mio servizio sanitario di tutti i giorni. Siamo andati insieme e sono rimasta stupita e sorpresa nel constatare la situazione del villaggio. Davanti alle case mucche e cammelli ammalati e gonfi. Appena incominciavano ad ammalarsi, la gente ne uccideva alcuni per mangiarli. Mi è giunto anche un lamento: "Abbiamo molta fame, dateci del cibo per il nostro bestiame".


  L'anno scorso la siccità ha raggiunto il più alto grado in molte parti dell'Etiopia, Dadim incluso, e ha causato malattie e morte.
Ha divorato l'erba, prosciugato l'acqua, distrutto la vegetazione. La gente ha cominciato ad emigrare in cerca di acqua e di pascoli per il bestiame.
Avendo ascoltato il grido del popolo, l'Unione Europea ha visitato le zone più colpite. Il vescovo di Awassa ha chiesto ai missionari di procurare i rifornimenti necessari. Anche il personale dell'ospedale si è assunto questa nuova missione; altri si sono uniti a noi. Tra questi la signora Maggi, una laica missionaria dei Comboniani del Canada e suo marito Mark, i quali erano già al servizio della diocesi di Awassa nell'ospedale di Bushio. La signora è rimasta con noi più di due mesi per sostenere i poveri nella loro sofferenza, come responsabile della fase iniziale del programma di alimentazione autonoma. Suo marito nell'ufficio della diocesi organizzava seminari e corsi di specializzazione.

Con la signora Maggi abbiamo percorso le quindici tappe di lavoro previste, seguendo oltre tremila persone malnutrite. La dedizione della signora era veramente meravigliosa ed è stata per noi un sostegno non indifferente per portare avanti questo impegno nel cuore del deserto.
Con questa esperienza ci siamo rese conto che la siccità ha colpito soprattutto i gruppi più vulnerabili: i poveri, i bambini sotto l'età di cinque anni, le mamme prima e dopo il parto, le vedove, gli anziani e la gente che possiede meno risorse.
Tra i gruppi monitorati abbiamo scelto i più bisognosi. Per undici mesi abbiamo dato generi alimentari come Famix, olio e biscotti.

Un poco alla volta il numero degli assistiti è diminuito. Ora la situazione a Dadim è migliorata. Gradualmente abbiamo attuato il progetto di alimentazione autonoma. Con l'aiuto della diocesi di Awassa continuiamo però a sostenere alcune persone malnutrite.


Suor Sherly Joseph
 






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