TESTIMONIANZE
 

Un dono che mi porto nel cuore

Una fiaba speciale


C'era una volta una famiglia composta di una mamma un po' ansiosa, di un papà tranquillo e di un bimbo molto timido. Abitavano in un posto incantato, la Valle dei Primi anni, dove i giorni erano fatti di coccole e giochi e profumavano di latte. Ma al terzo compleanno del bambino la mamma e il papà si resero conto che non potevano tenerlo fra le loro braccia per sempre e iniziarono a cercare un luogo accogliente che lo avrebbe aiutato a crescere. Avevano sentito dire che nel vicino Bosco dei Progressi c'era una scuola molto speciale, perché ci abitava una bimba appena nata, Maria Bambina, che dalla sua culla vegliava e proteggeva tutti gli altri bimbi.

Un giorno decisero di bussare a quella porta e furono accolti da una sorridente signora con un bel copricapo, che li guidò fra stanze luminose e colorate, piene di vocine allegre, e cortili assolati, ideali per giocare all'aperto. Capirono subito che lì il loro piccolo sarebbe stato felice e decisero di entrare a far parte di quella grande famiglia. Ma il bambino, purtroppo, tanto contento non sembrava. Ogni mattino, quando la mamma lo accompagnava, piangeva disperatamente e lei se ne andava via con il cuore pesante. Del resto le continue malattie che lo affliggevano, costringendolo a rimanere a casa, non erano certamente d'aiuto! Poi, a poco a poco, le cose cambiarono, grazie alla dolcezza delle maestre-fatine e alla mano ferma e rassicurante della signora dal bel copricapo, che ogni giorno accoglieva quella del bimbo nella sua. Il piccolo iniziò ad aprirsi agli altri come un bocciolino che si schiude e, alla fine, si trasformò in un ometto socievole e solare, felice di stare con i suoi nuovi amichetti ed entusiasta di tutte le attività svolte.

Il bambino lasciò la scuola (molto dispiaciuto, bisogna dirlo!) in una bella giornata estiva, pronto a iniziare una nuova avventura in un posto leggermente più grande, la Pianura delle Elementari. Ma la sua mamma e il suo papà erano tranquilli, certi che la protezione di Maria Bambina lo avrebbe accompagnato anche nella nuova parte del suo percorso di vita.



  Visto che la programmazione dell'anno scolastico trascorso è stata incentrata sulle tre fiabe di Biancaneve, Cappuccetto Rosso e Pinocchio, mi è venuto spontaneo aggiungerne una quarta, quella che è stata scritta per noi negli ultimi tre anni all'interno della scuola per l'infanzia «Maria Bambina» a Rimini, dall'abile penna della direttrice e delle maestre, che hanno sempre saputo coniugare professionalità e dolcezza, pazienza e fermezza, riuscendo a comprendere fin dall'inizio le peculiarità di ogni bambino e a svilupparne le potenzialità.
Una fiaba sicuramente a lieto fine, dove le paure iniziali di un genitore che per la prima volta affida ad altri il proprio figlio e i naturali timori del bambino stesso si sono subito stemperati nel caldo e rassicurante abbraccio di questa grande famiglia.

Ho amato moltissimo la festa dell'8 settembre dedicata a Maria Bambina, quando i bambini vengono riuniti tutti insieme per la prima volta e messi sotto la sua protezione. Veramente un bellissimo rituale d'accoglienza, sia per i genitori sia per i piccoli, e un inizio beneaugurante per l'anno scolastico in procinto di cominciare.
Molto utili le riunioni iniziali, dove sono sempre stati spiegati con estrema chiarezza la programmazione didattica e gli obiettivi formativi in base all'età del bambino.
Gli argomenti scelti nei tre anni della nostra permanenza («Giravolta di stagioni», «Progetto acqua», «C'era una volta nel bosco») sono stati affrontati in maniera varia e interessante e sono piaciuti moltissimo a mio figlio, che ha anche dimostrato una particolare predilezione per l'inglese (tornava a casa e mi enumerava colori, animali e mesi 'in lingua'!) e, l'ultimo anno, per il pregrafismo. È rimasto entusiasta anche dell'attività motoria, grazie alle competenze specifiche dei due insegnanti, che mi hanno subito fatto un'ottima impressione.

Ho notato che un'attenzione particolare è sempre stata volta a favorire l'autonomia dei bimbi e la formula delle classi miste 3-4- 5 anni, con attività suddivise per fasce di età, è certamente proficua, in quanto stimola la responsabilizzazione dei grandi nei confronti dei piccoli e favorisce più rapidi progressi nei piccoli derivanti dall'esempio e dall'imitazione dei grandi.
 

 

Per quanto riguarda l'insegnamento della religione cattolica ho apprezzato la cura con cui sono state presentate le figure della Bibbia, in particolare del Vangelo, e il fatto che i momenti principali della giornata dei piccoli siano stati scanditi da una preghiera o da un canto. Ho inoltre trovato molto educativo il fatto di chiedere loro, durante la Quaresima, di risparmiare dei soldini per aiutare altri bimbi lontani e meno fortunati con l'adozione a distanza: non è mai troppo presto per imparare i valori della condivisione e della solidarietà.

Ammirevoli la pazienza e l'attenzione con cui sono stati organizzati da parte della direttrice e delle insegnanti gli spettacoli di Natale e di fine anno, momenti di grande partecipazione emotiva per i genitori e, per i bambini, importanti occasioni per dimostrare i frutti del loro impegno. Sicuramente non dimenticheremo mai le feste al campo di don Pippo, con la cena di tutte le famiglie allegramente riunite sotto il tendone, e le divertenti e istruttive gite didattiche, le cui destinazioni sono sempre state scelte in funzione del programma in corso, per rafforzarne la valenza didattica. E credo che la mitica ciliegiata di giugno sarà sempre fra i ricordi più belli di mio figlio. La scuola ha sempre cercato di coinvolgere in maniera attiva le famiglie, non solo per renderle partecipi dei progressi dei bambini, ma anche per favorire la coesione a livello di gruppo, e penso che questo sia un importante valore aggiunto.

Quando, a fine maggio, si è svolta la cerimonia dei diplomi per i grandi, mi sono profondamente commossa vedendo lui e i suoi compagni con il 'tocco' (cappello per la laurea) in testa, la medaglia e il diploma fra le mani, mentre cantavano: «Noi siamo le colonne della prima elementare». Ho capito che un ciclo importante della sua vita si stava per chiudere e che uno altrettanto importante si stava per spalancare. Sono convinta che la scuola «Maria Bambina » gli abbia dato tutti gli strumenti per iniziare questa nuova avventura nel modo migliore: il mio piccolo timidone, inizialmente chiuso nel suo guscio, si è trasformato in un ometto pronto ad affrontare un mondo sempre più grande e, speriamo, altrettanto pieno d'amore.


Michela Guidi




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