TESTIMONIANZE
 

Con infinito amore

Incontri in terra indiana


Quest'estate abbiamo ricevuto la grazia di vivere un'e¬sperienza missionaria in India, nella provincia di Mangalore. Desideriamo ora condividere la gioia di questo incontro ricco di volti, di colori, di sapori, di musiche.
Il 20 luglio 2012 siamo partite da Milano-Malpensa; avevamo nel cuore il desiderio di incontrare le nostre sorelle e la disponibilità ad accogliere tutto ciò che il Signore ci avrebbe donato... e ci ha donato molto! Uscite dall'aeroporto di Bangalore, abbiamo visto suor Vinaya e suor Irene Jane e ci siamo sentite subito a casa. E così è avvenuto in ogni comunità in cui siamo state. Il nostro arrivo è sempre stato accolto con gioia calorosa, espressione dell'ospitalità tipica di questo popolo che considera la visita di una persona come un dono. Un'accoglienza fatta di gesti molto concreti: una ghirlanda di fiori, una piccola stanza per riposare, anche solo dopo pranzo, una brocca d'acqua, un ristoro con i frutti tipici.


 

Questa gioia per la presenza di due sorelle italiane ci ha permesso di capire il forte legame delle comunità con l'Italia e il loro senso di appartenenza all'Istituto. Nei volti abbiamo visto la gratitudine e la commozione nel sapersi ricordate alle Sante a Lovere e a Maria Bambina a Milano. Siamo riconoscenti al Signore per aver potuto costatare da vicino ciò che le nostre sorelle italiane hanno seminato e che ora è portato avanti con passione.

Visitando i villaggi raggiunti dal Social Welfare Unit della comunità di Mangalore-Jeppoo siamo state colpite dalle condizioni di povertà in cui vivono: case di pochi metri quadri, senza arredi, prevalentemente buie e diroccate. La semplicità della gente nell'accogliere nella propria casa e nell'offrire quel poco che ha contrasta con la preoccupazione così diffusa da noi di curare l'apparenza. Non possiamo dimenticare la finezza con cui ci porgevano l'acqua di cocco o nell'accompagnarci per mano lungo le strade del villaggio perché non cadessimo. La comunità in cui siamo state, «Infant Mary's Convent» a Mangalore-Jeppoo, esprime quotidianamente la carità di Gesù verso i più poveri. In questa realtà vivono, insieme alle nostre suore, bambine povere e con difficoltà familiari, anziani soli, disabili nel corpo e nella mente: persone che non hanno niente e nessuno, e trascorrono qui la loro vita, trovando nelle suore quell'amore che non hanno potuto ricevere.

Nell'incontro con i poveri abbiamo visto realizzata una frase letta a Bangalore, proprio all'inizio della nostra esperienza: «Le nostre forze creano competizione, le nostre debolezze creano comunione». La carità delle nostre sorelle si esprime nella dedizione totale e quotidiana, fatta di preghiera incessante e di servizio umile e nascosto. Accostando questi uomini e queste donne abbiamo notato come sappiano aiutarsi reciprocamente. Tony, un giovane di trentaquattro anni, poliomielitico, si prende cura di Prattam, un bambino disabile, che non può né camminare né parlare. Monica, una ragazza con problemi mentali, imbocca Veronica, una ragazza completamente paralizzata. I miracoli dell'Amore!

La struttura che li accoglie è sobria ed essenziale, non esistono particolari figure professionali né specifici progetti. Molti sono orfani e hanno trascorso qui il maggior tempo della vita. Eppure dentro tutto questo spira un senso di appartenenza e di famiglia poiché ciascuno mette in atto quello che può per il bene dell'altro.

Un'esperienza particolare è stata la settimana a Nellyady, dove si trova una comunità per la riabilitazione di donne malate psichicamente. La ricordiamo per la pioggia ininterrotta di cinque giorni, ma soprattutto per il metodo seguito per aiutare queste donne: un luogo silenzioso e tranquillo, il contatto costante con la natura, ritmi regolari di vita e libertà di movimento nella casa e nella piantagione di caucciù. Tutto questo dona loro serenità ed equilibrio facendole sentire parte di una famiglia. Commoveva vedere la cappella riempirsi verso le 18.00 per la recita comunitaria del rosario. La piccola comunità delle suore condivide la vita di queste donne, accettando di rimanere con loro in un contesto lontano dai rumori della città e con le privazioni che questa solitudine comporta. Il loro servizio, umile e nascosto, crea un vivo senso di famiglia. E noi l'abbiamo toccato con mano il giorno in cui siamo partite, per la commozione e l'affetto espressi in modo unanime.


Molto sentita e fresca è la fede della comunità cristiana di Mangalore, che noi abbiamo potuto costatare durante le Celebrazioni eucaristiche domenicali. Le prime cominciano alle 6.00 del mattino e sono molto partecipate e animate, con una forte presenza di giovani. In chiesa abbiamo notato sempre un comportamento rispettoso del luogo, espresso dal gesto del togliersi i sandali prima di entrare e dall'unanimità del canto e della preghiera.È tipico degli indiani un forte senso della presenza del divino. Abbiamo incontrato padre Ronald Lobo, un giovane sacerdote, parroco della stazione missionaria di Kokkada, della lunghezza di sedici chilometri. La chiesa è in costruzione, le famiglie cristiane sono molto povere, perciò il padre ci ha espressamente chiesto di trovare sponsor che possano dare un aiuto economico per i lavori in corso. Ci ha invitate nella sua povera casa a prendere un tè e ci ha donato molto tempo, condividendo la sua esperienza in quel luogo circondato dalla foresta.

 






 

Il 15 agosto, giorno di festa nazionale in India per l'indipendenza ottenuta nel 1947, abbiamo potuto costatare quanto siano
forti l'amore per la patria e la memoria della propria storia. Ci ha colpite la cura particolare nel trasmettere ai giovani questi valori attraverso la scuola, dove le celebrazioni si svolgono con l'alzabandiera, l'inno nazionale, danze, canti e recite.
In India abbiamo pure potuto vedere come siano possibili la convivenza rispettosa e la collaborazione tra religioni diverse, così
che anche nelle nostre scuole molti insegnanti sono indù.

Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza: madre Annamaria che ci ha suggerito la meta, l'assistente suor Apoline per l'itinerario programmato, la superiora provinciale suor Matilda Monteiro che ci ha favorito l'incontro con la realtà indiana, le comunità che ci hanno testimoniato la carità di Gesù. Un grazie particolare alla superiora suor Sylvia Fernandes e alla comunità di Mangalore-Jeppoo per averci accolte. Ora, quando apriremo l'annuario, non ci troveremo davanti solo dei nomi, ma dei volti che ci sono diventati cari.


suor Marilisa Fridosio e suor Monia Ruggeri




web site official: www.suoredimariabambina.org