TESTIMONIANZE
 

 

 

I panni di chi è povero

Momenti e colori - da Van, Turchia


Pensiamo che sia difficile dire quanti momenti della nostra giornata siano collegati a dei colori.
Basta uscire di casa e dopo poco un semaforo, rosso, ci fa fermare. Passi davanti all'edicola e leggi sul giornale: aumento del prezzo della benzina verde. L'oro olimpico ci ha fatto da poco molta compagnia ... e così potremmo continuare a lungo.

Contrariamente a quanto abbiamo sempre fatto, lasciando 'volontariamente' da parte avvenimenti di carattere più propriamente politico, questa volta non possiamo tralasciare di scrivervi alcune cose che sono molto importanti per una corretta comprensione di quello che sta accadendo qui da noi. Vi evidenziamo situazioni importanti e di cui i giornali e le televisioni nazionali parlano ampiamente ogni giorno mentre, seguendo i Tg italiani, vediamo che niente appare.


Grigio (la situazione).

 

La 'primavera araba' che sta travolgendo la Siria crea dei contraccolpi, difficili da valutare in questo momento, di grande importanza per la Turchia. In che modo?
Mentre imperversa la fratricida guerra fra sostenitori e avversari di Bashar al Assad, nel nord della Siria c'è la possibilità della nascita di una zona autonoma curda, proprio a ridosso dei confini tra Turchia ed Iraq del nord.
Con il tacito accordo di Assad, tali territori sono passati sotto lo stretto controllo della popolazione curda della Siria. In questo modo Assad punisce con un duro colpo il suo ex alleato, la Turchia. Bisogna ricordare che in passato Ankara ha appoggiato il regime di Assad. Tre anni fa la Turchia aveva fatto da intermediario tra Damasco e Israele; ora, invece, essa offre pieno appoggio agli insorti.

La Turchia continua ad ammassare truppe sul confine e il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu si è recato a Erbil dal presidente della Regione autonoma curda del Nord Iraq, Massoud Barzani, per ribadire che, alla caduta del regime siriano, la Siria dovrà rimanere compatta. Barzani infatti è stato accusato di avere legami con le tribù curde che occupano le città nella Siria del Nord. La Turchia teme che la diretta conseguenza della crisi siriana sarà la creazione nel Nord della Siria di una zona autonoma curda sul modello di quella irachena, già esistente da diversi anni.

Di recente, Ankara ha dichiarato che sono quasi 100mila i profughi siriani passati in territorio turco e la previsione fa salire, in un breve volgere di tempo, a 200mila il loro numero. Questo rappresenta una mina vagante. Le autorità turche temono infatti che il conflitto siriano si riversi anche nei loro confini. Al momento tutte queste persone sono ospitate nei campi profughi allestiti dalla Mezza Luna turca (l'equivalente della nostra Croce Rossa), lungo il confine.
Mentre queste cose stanno succedendo sullo scenario internazionale, sul fronte interno turco una serie di gravi attentati sta insanguinando questa nazione sia nelle nostre zone (a Van molto spesso), e molto più in quelle del profondo sud-est.
I più importanti quotidiani turchi e le agenzie di stampa internazionali riferiscono di molti morti tra civili, militari e loro oppositori.
Nella parte di Turchia al confine con l'Iraq, nella regione di Hakkari, le zone degli scontri sono chiuse all'accesso. Diversi quotidiani però riferiscono che i curdi hanno lanciato un'offensiva per cercare di scatenare una ''Primavera Curda'' sull'onda delle tensioni nella vicina Siria. Secondo il giornale governativo Sabah negli attacchi sarebbero stati usati lanciarazzi Rpg7 forniti dal Mukhabarat, i servizi siriani.
La Turchia accusa Damasco e quindi la tensione sale. Sempre secondo il quotidiano Sabah, altri 700 miliziani curdi sono pronti a entrare in Turchia dalle loro basi nel Nord Iraq.

 


 
Questi avvenimenti al momento non toccano fisicamente noi tre. Sono però motivo di preoccupazione per i loro possibili sviluppi in un futuro incerto e non definibile.
Quando… Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla TERRA(Sal 85,11-12)?



Progetti: Verde (via libera). A seguito del terremoto di Van molti di voi hanno voluto essere presenti concretamente. Parallelamente c'è stato l'Avvento di Fraternità organizzato dalla Diocesi di Firenze.
Qui di seguito vi facciamo un resoconto di quello che grazie a voi è stato possibile fare.


 

Primo progetto (Avvento di Fraternità). Di questo progetto vi avevamo già accennato nella lettera precedente, ma a distanza di qualche mese possiamo dirvi di più.

Dopo aver cercato molte strade, per avere maggiori possibilità e sicurezza ci siamo appoggiati alla Mavi Hilal (Mezza Luna Azzurra), un organismo internazionale musulmana. Sono stati scelti dodici villaggi, particolarmente disastrati dal terremoto, per organizzarvi l'assistenza sanitaria. Successivamente il progetto si è allargato per venire incontro alle esigenze sanitarie delle così dette 'città-container', isole abitative che sono nate in tutto il territorio di Van e che ospitano le famiglie che hanno perso tutto.
Alcuni di questi agglomerati hanno fino a 600 container per un totale di circa 4000 persone. Secondo i dati ricevuti dalla Direzione Centrale della Salute sono circa 350.000 le persone che hanno dovuto trasferirsi nei container e 36.000 le case e gli appartamenti distrutti. Questo progetto, con le possibilità che erano a disposizione, ha significato assistenza farmaco-sanitaria per mezzo della fornitura di materiali di pronto intervento, medicinali, apparecchiature per analisi, per gli abitanti sia dei container che delle zone isolate, per circa 5000 terremotati.

Nei villaggi, infatti, e nelle loro vicinanze, non ci sono ospedali. Esistono però delle strutture, sul modello di un nostro ambulatorio che prevedono la presenza di un infermiere e, saltuariamente, di un medico. Queste strutture sono vitali proprio per la distanza da un ospedale (ore di viaggio, spesso con mezzi di fortuna).

Qualche giorno fa abbiamo fatto un giro sia nelle città container che nei villaggi raggiunti dagli interventi del progetto e siamo davvero contenti di quanto è stato fatto.

 
 


Secondo progetto (col concorso degli amici). Questa iniziativa, per 'vari motivi'… è potuta partire solo poche settimane fà.
Il progetto riguarda la creazione di un ambulatorio in un piccolo comune alla periferia di Van. In questa zona, particolarmente depressa, vi giungono la maggior parte delle persone che per vari motivi lasciano i loro villaggi.
Per la realizzazione del progetto è stato acquistato un prefabbricato (80 mq), l'arredamento ambulatoriale e la dotazione di un apparecchio per effettuare ecografie, oltre al materiale occorrente. Questa apparecchiatura è molto importante perché le donne in gravidanza sono tantissime, ma per vari motivi non possono effettuare questo esame. Un medico specialista sarà presente una volta la settimana, per qualche ora.
Negli altri giorni, l'ambulatorio viene utilizzato per corsi di educazione sanitaria alle donne del posto, tenuti da un'infermiera, e anche come piccolo dispensario.

Terzo progetto. Come avete letto fin qui, il campo d'azione prevalente è stato quello sanitario. C'era però anche il desiderio di iniziare un qualcosa che fosse educativo e propedeutico all'apprendimento di un mestiere che potesse diventare volano di autofinanziamento. A questo scopo è stato comprato un forno (di seconda mano) per la ceramica, che sarà sistemato nei locali di un'Associazione di Donne particolarmente attiva nelle zone più disagiate del territorio. L'insegnante, il materiale e gli strumenti per il lavoro saranno forniti dal piccolo comune dove si trova la struttura.
Parteciperanno ai corsi una ventina di ragazze e alla fine di ogni corso le migliori formeranno un gruppo che lavorerà per creare e poi vendere gli oggetti di ceramica.


Acquerelli

Le vie (del Signore) dei clandestini sono infinite: ("Nero").

"Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò". (Mt 2,13)

Mentre sono ancora afghani i profughi che arrivano in maggior numero qui a Van, da poco tempo le nostre vie hanno iniziato a colorarsi: un po' di Africa arriva a Van!

Perché? I trafficanti di umanità non riescono ad ottenere visti per la Turchia. Hanno invece scoperto che l'Iran non ha problemi a concederli. La nuova rotta della speranza, in particolare per chi deve venire via dal Congo, è diventata questa: Kinshasa – Tehran (via Dubai). Da Tehran queste persone vengono portate con un autobus vicino al confine iraniano e poi, come sempre, attraverso le montagne, in Turchia. Van è la prima città grande dopo il confine. Chi ha ancora soldi (perché spesso vengono derubati durante il viaggio attraverso le montagne), prosegue fino a Istanbul e oltre, chi non ne ha più, rimane fermo a Van.

Pochi giorni fà Costanza, essendo nella lista dei traduttori, è stata chiamata dalla polizia per tradurre dal francese al turco l'interrogatorio e le deposizioni di cinque profughi congolesi: una mamma con tre bambini di 10, 4 anni e 11 mesi, e con loro un amico di famiglia. In seguito ad una retata erano stati arrestati poco dopo il loro arrivo a Van.
Sfiniti per aver camminato sulle montagne dodici ore, la maggior parte di notte. Terrorizzati all'idea che li potessero rimandare in Congo. L'uomo che è arrivato con quella donna e i bambini non sapeva nemmeno di essere in Turchia.

A noi queste cose possono sembrare impossibili, ma non lo sono affatto. Per giorni infatti queste persone, questa umanità, si trova spostata come un pacco, senza sapere niente, senza poter chiedere niente, con persone che parlano lingue a loro sconosciute. La paura di non farcela a reggere il ritmo di marcia quando devi camminare sulle montagne, di notte, al buio più totale per sfuggire i controlli sulle rotte di confine. Quante persone abbiamo conosciuto che non sanno più nulla di una figlia, di un figlio, del marito, della moglie scomparsi nell'attraversamento delle montagne! Ancora una volta il contatto con questa umanità, i loro racconti, ma soprattutto loro stessi, ci ha dilatato il cuore a quel Qualcuno che emoziona sempre quando senti che Ti si avvicina, come in questo caso, nella persona che hai accanto e che ti guarda pensando che tu sei, in quel momento, la sua speranza.
Loro vivono di speranze che però, troppo spesso, sanno anche di dolore, fatica, sudore, pericolo, umiliazioni, clandestinità ma che per il suo stesso nome Speranza, ci riempie di attese per un mondo meno ingiusto. Nel Suo nome.


Con affetto, RobGabCos - Van, settembre 2012.

p.s. Dopo varie peripezie che abbiamo seguito da vicino, ma che sarebbe troppo lungo spiegarvi, possiamo dirvi che la mamma con i tre bambini si è potuta riunire al marito che era in Turchia da un anno (e che non aveva ancora visto l'ultima nata). L'altra persona è appena arrivata ad Istanbul.

"Non è giusto disprezzare chiunque tu abbia veduto senza (prima) averne sperimentato l'animo, chiaramente, e senza averne ricevuto l'offesa. L'ospite deve adeguarsi alla città che lo ospita, ma non è lodabile che chi ci ospita ci tratti acerbamente per sua tracotanza o difetto di conoscenza". (Euripide, nella tragedia Medea)



Per conoscere meglio questa esperienza collegarsi a
http://www.amo-fme.org/amofme/it/voci-amo/testimonianze/139-vvv-van





web site official: www.suoredimariabambina.org