TESTIMONIANZE
   
 

Il desiderio di qualcosa di più

E' una notte come tutte le altre



"È una notte come tutte le altre notti. È una notte che profuma di avventura.
Ho due chiavi per la stessa porta, per aprire al coraggio e alla paura." (Jovanotti)



Tanti desideri, tanta gioia per l'avverarsi di un sogno. Tante aspettative, ma anche tante paure e dubbi mi hanno accompagnata nel viaggio di andata verso Chirundu, mia destinazione per un mese.

Il 17 ottobre alle 6.50 la terra africana ci ha accolto; abbiamo attraversato il traffico infernale di Lusaka, visitato mercati e negozi caotici per poi prendere la meravigliosa strada per Chirundu, villaggio a circa due ore di jeep di Lusaka, capitale zambiana.

Si arriva nel tardo pomeriggio: è già buio, qui le giornate sono corte, ma l'accoglienza è calorosa.

Dal primo giorno mi sono sentita a casa, come se fossi sempre stata li.

Nel mese trascorso ho lavorato in ospedale, soprattutto nel reparto di medicina, ma anche in laboratorio, pediatria e sala operatoria. Ho passato molto tempo con le 80 bambine/ragazze del Mudzi Wa Moyo, mi sono affezionata a loro. Ho visitato i villaggi vicini e proprio come una turista sono stata a Livingstone.
Il tempo è volato.

Nel viaggio di ritorno, guardando fuori dal finestrino il paesaggio africano, che scorreva "piano" intorno a me, cambiare fino ad accogliere la città, ho cominciato a rivivere tanti momenti passati a Chirundu e a chiedermi che cosa significa per me questo posto, questa nazione, queste infinità di situazioni che ho vissuto ...
"Cos'è l'Africa?" "Cos'è Chirundu?"

Si parte per mille motivi diversi: una sfida, un'occasione, un modo come altri per fare qualcosa di buono, un esperienza diversa dalle altre ... Può anche essere un modo per dire ho fatto questo, ho fatto quello, o può essere qualcos'altro ancora, ma tutto ciò non mi basta, non è la mia risposta.
E allora cos'e per me cos'è l'Africa?


 

Chirundu sorride ...

Chirundu cammina lenta, con movimenti armonici.
Chirundu è la bellezza delle donne che passano con taniche piene di acqua in bilico sulla testa, dei loro piedi nudi sulla terra rossa.
Chirundu è il mercato per guadagnare qualche Kwacha.
Chirundu ti fa sedere e riflettere, mentre davanti a te passa una bambina con sulle spalle il fratello.
Chirundu "smaschera": fa venire fuori quello che sei, "il dritto e il rovescio".
Chirundu e' una lezione di umiltà.

Chirundu è il Mtendere Mission Hospital, l'unica struttura sanitaria per oltre 50.000 persone che vivono in un raggio di 50 chilometri.
Chirundu è Esther, Brenda, Andrew, Ezechielo, Diana, Given, Wilbroad, Andrew, Mike, Conrad, Victor e tutto il personale.
Chirundu è Elisa, Pietro e Fabrizio, Dario, Dario, Laura e Giulia, Enrico, Rosy e Joseph, le Sister.
Chirundu è svegliarsi al mattino con l'obiettivo di arrivare vivi al giorno successivo.
Chirundu è AIDS, malaria e tubercolosi, malnutrizione, polmonite ...
Chirundu è morire per una banale infezione o perché si è arrivati in ospedale dopo 2 giorni di cammino.
Chirundu è il paradossale scontro tra medicina e stregoneria.
Chirundu e' rumorosa nelle risate fragranti delle bambine al Mudzi Wa Moyo.
Chirundu è la tradizionale nschima mangiata con le mani.
Chirundu è Chiri, Lorin, Betty, Lisa, Ruth, Mary, le gemelline Mary e Mecy, Giuly, Miriam, Dorica, Ncimunia, Miranda, Ivon, Fungay e tutte le altre ragazze (non sono brava per i nomi).
Chirundu è quello che mi hanno lasciato queste ragazze, sicuramente di più di quello che io ho dato loro. Ragazze con tanti problemi che mi hanno fatto gioire, sorridere ed anche emozionare. Ragazze malate, che non hanno avuto la fortuna di nascere in un Paese ricco come il nostro, di avere accanto una famiglia che si prendesse cura di loro, di essere stimolate. Ragazze capaci di comunicare con il solo sguardo. Ragazze sole, alla ricerca di affetto. Ragazze riconoscenti ed in grado di apprezzare il vero valore delle piccole cose quali un sorriso, uno sguardo, una carezza, un abbraccio.

Chirundu è la dogana e la fila interminabile di camion.
Chirundu e' sconfinata ed ammagliante nei suoi paesaggi.
Chirundu è la strada sterrata che collega villaggi di fango.
Chirundu e' rossa come la sua terra ed il colore dei suoi batik, come il fuoco che brucia ogni sera immensi campi.
Chirundu è calda con la sua temperatura africana: splende sempre il sole.
Chirundu è l'emozione dei colori, dei tramonti, degli odori e dei sapori dell'Africa.
Chirundu è sentirsi chiamare Musungu e non capire da dove viene la voce, perché tanti bambini ci sono intorno a te. Mi sembra ancora di sentirli, vederli!
Chirundu è lo Zambesi, i suoi ippopotami, gli elefanti e coccodrilli, le sue acque per lavarsi, le sue acque pericolose.
Chirundu è la savana e i Baobab, l'immensità dei Baobab.
Chirundu, o meglio lo Zambia, è Livingstone e le sue giganti (anche se con poca acqua) Cascate Vittoria: la settima meraviglia naturale del mondo
Chirundu è il cielo stellato e i desideri nascosti.
Chirundu è la luna che trasmette calore e felicità.
Chirundu è silenzio, "dove anche un sorriso può fare rumore".



La mia Africa è un'emozione! O meglio, un insieme di emozioni!

 

Giulia Locatelli, infermiera Istituto BESTA

A Chirundu dal 16 ottobre 2011 – al 17 novembre 2011

 



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