TESTIMONIANZE
 

 

 

Tenere accesa la speranza

Il cuore pulsante della nostra famiglia

 

(...) le abbiamo scritto circa due anni or sono per raccontarle della nostra idea di accoglienza (...) dedicata alla vostra consorella e insegnante di (...), Suor Samuele Roncoli. La nostra iniziativa ci sta regalando tante soddisfazioni e nuove preziose amicizie (...)


Oggi però le scriviamo per raccontare una gioia così grande da portarci a volerla condividere con tutte le persone buone che sentiamo al nostro fianco, per far partecipare anche voi della felicità serena che sta pervadendo la nostra famiglia. Per voi questa nostra vuole essere anche un ringraziamento: Suor Samuele non solo ha seminato a piene mani e con l'esempio di tutta la sua vita valori e principi, ma ci ha anche insegnato a non avere paura nel metterli in pratica con fiducia.


Così, dopo esserci interrogati e messi alla prova, abbiamo deciso di richiedere l'adozione di un bambino disabile anche grave. Le scriviamo solo ora, dopo un anno di affido pre-adottivo, perché l'entusiasmo iniziale, temprato dall'impegno di ogni giorno e dalle fatiche di periodi veramente difficili si è trasformato in gioia profonda e in felicità consapevole.

  Questo bambino ha spogliato le nostre vite dell'abito scialbo di una normale mediocrità e le ha riempite di vita pura, ricordandoci che la vita è impegno e l'impegno è gioia in atto e felicità in fieri, che lui rende concreta, tangibile, visibile nella nostra famiglia. Il nostro bambino è una fiaccola brillante, così splendente da togliere le ombre dell'incertezza e ci siamo incamminati verso una meta da raggiungere con la testa e con il cuore, su un cammino che è un circolo virtuoso, perché ad ogni passo la ragione e il sentimento si confrontano e si sospingono a vicenda. Proprio come scriveva S. Agostino nel De Trinitate:
"La fede cerca, l'intelligenza trova. Si cerca perché sia più dolce il trovare, si trova perché sia più intenso il cercare"
.

Sarà un cammino lungo e impegnativo, intenso e ricco.
L'ultramaratoneta Dean Karnazes in una intervista ha dichiarato: "Abbiamo confuso il confort con la felicità".
Noi no! Noi stiamo "camminando" la nostra ultramaratona, un passo dopo l'altro ed ogni passo è lento e misurato perché è difficile e faticoso e pesante e ... perché vogliamo godercelo in pieno, perché è profondo, stimolante, gioioso e, se cambiamo metro passando da quello del successo materiale ed economico a quello della felicità, ci accorgiamo che ogni passo è un passo da giganti e quindi è giusto che sia come è, perché se tanto si vuole, tanto si deve dare.

Ci stiamo accorgendo che vincere le nostre incertezze e impegnarci in prima persona utilizzando le nostre vite al servizio di ciò in cui profondamente crediamo, proprio come insegnato da Suor Samuele, ci ha dato un dono preziosissimo. Quella felicità che con tanto impegno e fatica il filosofo, l'ultramaratoneta e l'uomo di fede ricercano e che proprio nei loro impegno e fatica gradualmente a loro si palesa, quella felicità ci abbraccia con amore ogni volta che la prendiamo in braccio e si chiama (***). Non sappiamo se chi gli ha dato il nome lo abbia fatto consapevolmente, ma di sicuro noi siamo consapevoli di avere ricevuto un grande "Dono di Dio".
 
 
(***) è stato abbandonato in un ospedale dove ha lottato tra la vita e la morte sino a poco prima del nostro arrivo. Quando lo abbiamo conosciuto aveva circa un anno ed era poco più che un vegetale, mentre ora è il cuore pulsante della nostra famiglia. Nonostante i pesanti danni neurologici, sta migliorando ogni giorno. Si sveglia col sorriso e una grande voglia di scoprire il mondo, pur con i limitati mezzi a sua disposizione ma sempre con grande gioia. Ogni giorno scopriamo un piccolo progresso e una ferma, tenace, incrollabile volontà di farcela, di non mollare. Sembrava fragile e indifeso ed è invece forte e determinato, disabile certo, ma non privo di un'anima e di una chiara intelligenza dei sentimenti che lo guidano e che ci sono di continuo esempio e sprone.
Sembra incredibile anche ai terapisti: ora ci chiama mamma e papà e gioisce della presenza nostra e delle sue nuove sorelle, adora essere coccolato e reagisce con sorrisi e bellissime risate agli stimoli sia tattili che uditivi.
(*) e (**) sono entusiaste del loro fratellino. Ovviamente non facciamo pesare su loro la cura di (***). Semplicemente giocano con lui quando lo desiderano (e questo fa benissimo a ***) e hanno dimostrato di aver accettato senza problemi i suoi limiti fisici, compresa la cecità.

Qualcuno, senza sapere cosa significhi avere in famiglia un bambino disabile grave, ci ha detto che ci siamo fatti carico di un grande problema. Gli abbiamo spiegato che noi ci prendiamo cura di (***), ma che in realtà è lui che si è preso in carico la nostra famiglia e sta riempiendo la nostra vita di una felicità che è insieme appagante e di stimolo a fare di più. (***) è una fonte continua di gioia, riporta ogni cosa nella giusta prospettiva, dona il sorriso delle piccole cose e ogni tanto fa venire le lacrime agli occhi ma quello che pochi immaginano è che sono sempre lacrime di gioia.
Trascorso un anno ci siamo accorti che la fatica di accudire un bambino come (***) è effettivamente come ci aspettavamo, pesante e snervante, ma la grande sorpresa è scoprire ogni giorno quanta felicità, pace interiore, senso di completezza e appagamento riesca a darci (***) e come sia rassicurante sentirsi parte viva di un grande e meraviglioso progetto.

"La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d'angolo".

Ora crediamo sia il momento di ringraziare il Signore di questa immensa gioia che non meritiamo e il sistema più immediato e alla nostra portata pensiamo sia, semplicemente, prenderci cura di (*), (**) e (***) Quando ci accorgiamo di avere bisogno del Suo aiuto, abbiamo sperimentato che già l'abbiamo ricevuto, perché tramite (***) stiamo ogni giorno vivendo nella ricchezza dei Suoi doni e abbiamo capito che la Sua bontà è superiore a qualsiasi nostra richiesta o aspettativa.

Non le scriviamo per ricevere elogi, che non crediamo meritati: di fatto, stiamo solamente cercando e scoprendo la nostra stessa realizzazione. Desideriamo invece condividere con lei e con le sue consorelle la gioia profonda, matura e consapevole scaturita dall'aver seguito il cammino che Suor Samuele ci ha indicato con tanta dedizione e incrollabile fede.



Lettera firmata da tutta la famiglia
web site official: www.suoredimariabambina.org