TESTIMONIANZE
   
 

Come un raggio di sole

Sguardi sul Brasile

 

Il mese che abbiamo vissuto a Belo Horizonte, in Brasile, nel 2010, è stato unico e irripetibile. Siamo Chiara e Filippo, una coppia di fidanzati, che ha deciso di dedicare del tempo agli altri facendo un'esperienza missionaria per condividere emozioni e difficoltà. Nonostante i nostri trent'anni, siamo partiti con l'entusiasmo e la curiosità che caratterizzano gli adolescenti.

Per noi è la prima volta che intraprendiamo un cammino del genere assieme e siamo tornati con una nuova ricchezza di spirito che sicuramente ci ha aiutati a crescere sia come persone sia come coppia. Questo mese ha maturato in noi una maggior consapevolezza che il mondo in cui quotidianamente stiamo, legato a stereotipi e modi di vivere di benessere, non è tutto nella vita e che ci sono valori più profondi, che la nostra ricchezza, purtroppo spesso puramente materiale, ci ha fatto dimenticare.

  Nella settimana prima della nostra partenza, eravamo pieni di dubbi su quello che ci avrebbe aspettato e su come si saremmo dovuti comportare; sapevamo poco anche il portoghese, ma nei nostri cuori avevamo la certezza che, fidandoci del Signore, tutto sarebbe andato per il verso giusto. E così è stato. Le nozioni apprese nel cammino di preparazione fatto al Centro unitario missionario di Verona e negli incontri con le suore di Maria Bambina hanno fatto il resto, producendo un risultato davvero speciale.

L'arrivo alla missione nel "bairro" Taquaril a Belo Horizonte, in un primo momento, è stato sconcertante ma la comunità delle "irmãs" ci ha accolti creando rapidamente una reciproca sintonia. Infatti già dopo i primi giorni ci sentivamo proprio come in famiglia.

Le esperienze sono state molteplici, differenti e sufficienti a dare un'idea della situazione di vita e delle problematiche che caratterizzano le persone più indigenti in Brasile.

Quella che più ci ha coinvolti per numero di giorni si è attuata nel "Projeto Providência"; una onlus creata da un padre barnabita italiano, che sostiene circa 4.500 tra bambini e ragazzi poveri e dà lavoro quotidianamente a circa 1.800 persone, anch'esse bisognose. Il progetto è articolato in tre sedi situate in differenti quartieri poveri di Belo Horizonte: Tarquaril, Fazendinha e Villa Maria. Come obiettivi principali si propone di tenere lontani i bambini dalla strada, quando non sono a scuola, cercando di impiegare il loro tempo in modo educativo per il loro futuro, e di dare loro da mangiare poiché, purtroppo, per molti il pasto del "Projeto Providência" è l'unico certo.

Abbiamo trascorso inoltre una bellissima giornata a supporto dell'opera "San Vincenzo" che si occupa di anziani soli e meno abbienti: si può facilmente immaginare quanto sia duro invecchiare in un Paese dove è già difficile essere bambini.

Un'altra realtà che abbiamo avuto l'opportunità di scoprire è stato il "Movimento per la lotta della terra" che in Brasile è molto vivace. Infatti, a fronte di pochissime persone che detengono gran parte dei latifondi, ne esistono migliaia che non possono avere un piccolo pezzo di terra dove costruire un'abitazione dignitosa e sono costretti a vivere in affitto a costi insostenibili. Nella periferia di Belo Horizonte abbiamo potuto visitare un intero quartiere occupato da circa 300 famiglie di poveri che, recuperando un'area destinata a discarica abusiva, possono vivere con una certa dignità.
 



 

Queste realtà mal si conciliano con le famose spiagge di Copacabana che spesso i media amano trasmetterci come un'unica immagine di quella parte del Sud America, dove una minoranza gestisce la maggioranza dei beni lasciando migliaia di persone in difficoltà. Eppure proprio in realtà così dure si può toccare con mano la presenza di Dio che, come raggio di sole, permette di continuare a sperare in una vita migliore e in un mondo meno ingiusto.


Chiara Ferraiuolo e Filippo Tafuni
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