TESTIMONIANZE
   
 

Come un raggio di sole

Con gratitudine nell'intimo dell'anima: suor Tomasina Zampatti, 1866-1907

 

Suor Tomasina era entusiasta della sua vocazione e lo faceva capire apertamente. L'aveva maturata frequentando le suore del suo paese, Lovero (Sondrio), ed era stata incoraggiata a seguirla dalla superiora suor Firmina Perego, che se l'era presa proprio a cuore.

  Con questa gratitudine nell'intimo dell'anima, viveva e amava la vita di comunità con i suoi doveri quotidiani, i tempi di preghiera, gli incontri fraterni. "Seppe trafficare bene ogni momento come occasione per santificarsi", precisano le testimonianze.

Era operosa nel suo servizio che svolse per molti anni negli ospedali psichiatrici ad Astino-Bergamo e a Venezia-San Clemente, dove seppe attirarsi i cuori con la sua mitezza e umiltà. In seguito fu superiora nella comunità di Bonate e di Leggiuno. Operò infine nell'ospedale di Albavilla, addetta all'astanteria, un ambiente che richiedeva infinita pazienza e disponibilità al sacrificio. Ma lei, dicono le testimonianze, si era allenata a quella "carità che sa trovare il segreto" per arrivare a tutti. L'intuito, il coraggio, il conforto le venivano dai frequenti ricorsi al SS. Sacramento, che si riservava lungo la giornata.

La vita delle suore è breve - si diceva allora - perché presto consumata nei servizi di carità. Avvenne così anche per suor Tomasina che, ancora in buona età, cominciò ad avvertire i sintomi del male del secolo. Venne perciò mandata a Castegnato, dove i superiori speravano che l'aria buona, le cure, il riposo potessero "prolungare un'esistenza così cara".

In realtà, resistette solo un anno e mezzo, ma tanto bastò perché lasciasse anche lì un ricordo vivo della sua presenza affabile, intessuta di parole buone, di carità umile e delicata, pronta a scusare, a coprire. La vedevano sostare a lungo davanti al Tabernacolo, accorrere puntuale agli esercizi comuni e, nei momenti di tregua del male, prestarsi volonterosa a dare una mano nel rappezzare la biancheria.
 
 
Rimase attiva fino all'ultimo, fino a quando un attacco violento del male la costrinse a rimanere a letto. Si stava preparando anche quella mattina a recarsi in chiesa e poi a riprendere le piccole occupazioni giornaliere. Si trovò però interiormente pronta a sostituirle con l'offerta della sofferenza, con incessanti atti di confidenza in Dio, con fervorose giaculatorie. E continuava, anche in quegli istanti, a proclamarsi felice della vocazione religiosa; espresse anzi il desiderio che si scrivesse a suo nome a suor Firmina Perego, divenuta nel frattempo consigliera generale a Milano, per ringraziarla ancora del consiglio che le aveva a suo tempo dato, orientandola all'Istituto. Con questa felicità nel cuore, godendo dell'affetto che le suore le dimostravano, spirava il 29 aprile 1907, ed aveva soltanto quarantun anni.
web site official: www.suoredimariabambina.org