TESTIMONIANZE
 
 



Frammenti di una bellezza più grande

Dignità e coraggio

Atterraggio a Lusaka, capitale dello Zambia. Ma l'Africa è davvero questa?
Ci aspettavamo - eravamo in due - qualcosa di molto meno 'occidentale'. E invece macchine, moto, palazzi, negozi di ogni genere. E migliaia di persone. Questo il primo impatto, questa la prima impressione ... durata solo il tempo di varcare i confini della città. Al di là del territorio cittadino la vera Africa: terra, biciclette, animali selvatici, capanne, improvvisate bancarelle di mango e banane, gestite da piccolissimi bambini.
E migliaia di persone che camminano in ogni direzione. Dopo due ore di jeep eccoci finalmente Chirund, paese di frontiera con lo Zimbabwe. Lo scenario non cambia.


Ma a Chirundu c'è la meta del nostro viaggio: il "Mtendere Mission Hospital". Una realtà incredibile, un 'giardino' nel deserto, una piccola 'Svizzera' in un grande caos. Una dottoressa italiana che gestisce un ospedale completo e attrezzato insieme a una manciata di suore di Maria Bambina. E la rapida consapevolezza che le nostre paure e perplessità avrebbero finalmente trovato una risposa: sapremo cavarcela? saremo in grado di fare quello che serve? come è organizzato l'ospedale? riusciremo a capire le donne e gli uomini africani, i loro bisogni, i loro pensieri e le loro speranze?


L'impatto è stato forte: sembrava tutto diverso, la lingua, il clima, gli odori, l'organizzazione della vita, la gestione della famiglia, le malattie. Ma, a poco a poco, si è iniziato a interpretare e a comprendere gli sguardi, le espressioni, le speranze. Non è poi così tutto differente: l'obiettivo di ognuno è lo stesso dei pazienti che seguiamo a Milano. La ricerca di un aiuto, di una cura, di un'assistenza che al di fuori delle mura del "Mtendere" non c'è.



L'unico ospedale per 170 chilometri quadrati. In ogni persona assistita nelle due settimane di nostra permanenza abbiamo però riscontrato un qualcosa che forse da noi, oggigiorno, si fatica un po' a ritrovare: la consapevolezza che la morte non è un evento da sconfiggere a tutti i costi, ma un normale (e triste sicuramente) atto conclusivo della vita terrena. La dignità, il rispetto e il coraggio nei confronti della malattia e della morte si respiravano in ogni reparto, in ogni ambulatorio, a ogni visita.





Siamo stati quotidianamente bombardati da mille stimoli e solo alla sera avevamo il tempo di riflettere sulla nostra giornata e su quello che avevamo vissuto. Ma in realtà molte cose le abbiamo capite solo al nostro ritorno a casa, al ritorno alla nostra realtà.
Possiamo e dobbiamo dare molto all'Africa, un continente magico e molto bisognoso al tempo stesso. Ma molto abbiamo da apprendere da questa terra, da chi la abita e da chi, come i missionari e i volontari, la vive.


dott. Davide Vailati
web site official: www.suoredimariabambina.org