TESTIMONIANZE
 
 


Coraggio e radicalità nel donare la vita per il prossimo
Bambini e tante storie.

Cara Mika, voglio raccontare la mia esperienza di volontaria al "Camillian Social Centre" di Bandu, nella provincia di Chiang Rai (Thailandia), tramite questa lettera a te rivolta.

Non ti ho conosciuta, ma la tua storia mi ha particolarmente colpita. Il 4 gennaio del 2002 sei arrivata al centro, accompagnata da una zia, in seguito alla morte dei tuoi genitori per AIDS. Un anno dopo, a soli sette anni, la stessa malattia portava via anche te. Il 3 marzo del 2009 sono arrivata a Chiang Rai e all'aeroporto mi attendeva padre Gianni contornato dai suoi bambini; per me è stata una gioia. Al centro ho visto gli altri che, quando i loro grandi occhi neri incrociavano il mio sguardo, lasciavano apparire sui loro volti un sorriso smagliante, seguito da un delicato e rispettoso 'sawadee'. Sai, nel mio mondo tutto questo non esiste più. Il tuo è il Paese del sorriso, caratteristica che colpisce chi per la prima volta lo visita. Eppure spesso gravano tristi storie sulle esili spalle dei più deboli, dei bambini, come quelle conosciute al centro e lette nel libro di padre Gianni "E' ancora giorno, racconti di vita missionaria".

Bimbi abbandonati, padri, madri, sorelle in prigione per droga, problemi d'alcolismo, genitori che muoiono giovani, povertà, assenza d'istruzione. Il governo non riconosce la cittadinanza alle minoranze etniche (akka, h'mong, lau, kareen), che vivono tra le montagne confinanti con la Birmania e con il Laos. Paesi conosciuti come il "triangolo d'oro", dove si coltiva l'oppio. Persone quindi che non possono trovare un lavoro, in quanto non hanno i requisiti per avere un documento.

Nella tua breve permanenza al centro ti sarai sicuramente accorta come i padri Camilliani e le suore di Maria Bambina, con le quali collaborano, attuano la loro missione con spontaneità e amore. Tutti i tuoi compagni sono seguiti e accompagnati lungo la strada della vita. Ti garantisco che qui sono al sicuro e protetti. Padre Gianni è il punto di riferimento per i ragazzi del suo gruppo. Rappresenta la figura paterna, e anche materna quando imbocca con una dolcezza unica un piccolo che non vuole mangiare. Ti voglio parlare di queste meravigliose persone alcune delle quali provengono dal mio paese, l'Italia.

Padre Gianni, originario di Bessica di Loria (TV), era caposala presso alcuni ospedali del suo Ordine. Si è dedicato anche all'assistenza dei disabili e ha conseguito delle specializzazioni sulla lebbra: in America, India, Spagna, Thailandia. E' arrivato nel tuo Paese nel 1981, in una località al confine con la Cambogia, dove è rimasto per vari anni dedicandosi alla cura dei lebbrosi. Nominato responsabile delle missioni camilliane sparse nel mondo, ha viaggiato da un continente all'altro per circa sei anni e alla fine è ritornato nel tuo Paese per continuare quello che aveva iniziato. Nel 1992 ha visitato il Nord per conoscere la realtà dei gruppi tribali, che per salvarsi dal governo birmano e laotiano si sono rifugiati tra i monti. Ciò che vedeva era al di sotto del minimo della dignità umana: famiglie in assoluta povertà, bambini nudi per le strade polverose, inesistenti le scuole. Ha saputo dai capi dei villaggi che la totalità degli adulti fuma l'oppio o è alcolizzata; i bimbi sono quindi a rischio e devono essere allontanati urgentemente.

Padre Armando, originario di San Severo (FG), è arrivato a Bangkok nel 1965, ha studiato il 'tai', che parla correttamente come l'italiano e ha conseguito la laurea in vietnamese, completando la sua cultura già multilinguistica. Il suo compito al centro è quello di seguire i seminaristi, che accoglie in modo paterno, accompagna a conoscere le zone circostanti, segue nella scelta della scuola.

Le suore di Maria Bambina sono arrivate in Thailandia nel 1966, in seguito all'espulsione delle religiose dalla Birmania: suor Maddalena Tavazza, suor Candida Alberti e suor Elisabetta Cavagna. A un monsignore di Bangkok espressero il desiderio di rimanere nel tuo Paese per aiutare le consorelle birmane che erano rimaste sole e senza mezzi di sostentamento, in quanto il governo Birmano si era appropriato di tutto. Inizialmente si sono stabilite a Chiang Rai in una casa in affitto. Incontrando al mercato alcuni cinesi cattolici, che chiedevano dove potevano partecipare alla S. Messa, hanno contattato padre Luzzi per la celebrazione, alla quale erano presenti tantissime persone cattoliche. Si dedicavano alla cura dei più bisognosi, degli ammalati, dei più poveri e dei lebbrosi nelle zone limitrofe. Dall'Italia sono arrivate nel 1972 suor Benedetta e, nel 1974, suor Lucina. Nel 1978 suor Lucina e suor Patrizia hanno avviato il loro servizio a Ban Pong in una scuola professionale con un corso di taglio e cucito. Nel 1983 si sono riunite tutte a Wiang Papao assumento la direzione scolastica e l'amministrazione della missione. Dal 2004, in seguito all'accordo dei superiori generali dei Camilliani e delle suore di Maria Bambina, le religiose sono presenti nel centro di Bandu, dedicandosi alle bambine e alle ragazze per quanto riguarda l'educazione, la cura personale, la formazione religiosa, gli studi. Attendono anche alla preparazione del vitto per gli ospiti e per i padri.

Mia cara Mika, da quando si è conosciuta la realtà della tua gente molto è stato fatto e molto rimane ancora da fare: le capanne costruite con ciò che la natura offre sono state sostituite da case più confortevoli; ponti e strade collegano i villaggi; l'energia elettrica è arrivata e dove non è stato possibile si sono utilizzati piccoli pannelli solari; sono sorte scuole, grazie ai contributi di benefattori e all'assisduo e determinato impegno dei missionari. I bambini che risiedono lontani dalla scuola sono ospiti del centro di Bandu, dove si garantiscono il vitto, l'alloggio, il vestiario, l'insegnamento del 'tai', e il numero aumenta ogni anno.

Il centro è stato ampliato
secondo le normative vigenti. Putroppo molte volte non è possibile soddisfare tutte le richieste in quanto ci sono delle priorità da tener presenti: gli orfani, gli abbandonati, i figli di drogati e carcerati. Il centro collabora con gli organismi civili competenti ai quali annualmente dà relazione sulla situazione di ogni ospite. Lo scopo dei padri Camillliani non è quello di sradicare i ragazzi dalla loro famiglia, ma di lasciarli all'interno della realtà, se la scuola è vicina al villaggio.

Sai, mi rammarico di esssere arrivata nel periodo in cui si chiudeva l'anno scolastico e quindi sono rimasta poco in compagnia dei piccoli, ma sono riuscita ugualmente a farli disegnare e colorare. I loro capolavori dalle bellissime tinte sono appesi alle pareti delle camerate. A maggio-giugno sarà pronta la struttura che accoglierà i disabili, che avranno a disposizioni stanze, mezzi per la riabilitazione, con l'assistenza affettuosa dei padri Camilliani e delle suore di Maria Bambina.

I miei ringraziamenti sono rivolti anzitutto ai superiori generali delle due istituzioni che consentono a persone come la scrivente di entrare nei loro centri, a padre Gianni e padre Armando per il consenso datomi, a suor Maria do Carmo Gòes da Costa per la sua collaborazione. Un grazie a tutte le religiose conosciute, in particolare a suor Lucina per le belle chiacchierate del dopo cena, a suor Anita per la sua disponibilità, a suor Benedetta che mi ha raccontato l'interessante storia del viaggio che l'ha portata in Oriente e dei mille problemi che è riuscita a superare. Un grande abbraccio a tutti i bimbi e adolescenti con cui sono stata, in particolare ad Ason, che quando mi ha vista commossa per la mia partenza mi voleva accompagnare in Italia, ad Asé, a Suton e a tutti gli altri di cui non ricordo i nomi difficili.

Il 30 marzo ho dato un ultimo sguardo a dove, Mika, riposi, al grande albero che con i suoi lunghi e cadenti rami ti proteggerà dal caldo e dalle piogge monsoniche. La tua storia sarà conservata gelosamente nel mio cuore, come quelle dei tuoi coetanei che vorrei avere come vicini di casa, per poter dedicare a loro parte del mio tempo.

Daniela Pranovi

 

 

 

 

 

 

 

 

web site official: www.suoredimariabambina.org