AVVENTO: tempo di speranza
Bruno Forte



L’avvento è il tempo della speranza: proprio così è la scuola di cui abbiamo tutti bisogno, di fronte alla tentazione della sfiducia e della resa, che l’angoscia di questi tempi di crisi, della precarietà del lavoro e dell’incertezza del futuro, potrebbe insinuare nei nostri cuori. Se il rischio dei tempi di relativa sicurezza è quello della presunzione, legata all’illusione di poter cambiare facilmente il mondo e la vita, il rischio opposto, caratteristico dei tempi di prova, è quello di vivere la paura del domani in maniera più forte della volontà e dell’impegno di prepararlo.
In realtà, “l’ansietà, il timore dell’avvenire, sono già delle malattie... La speranza entra nella situazione più profonda dell’uomo. Accettarla o rifiutarla è accettare o rifiutare di essere uomo” (Emmanuel Mounier).
Vivere l’avvento vuol dire accogliere la sfida della speranza, in particolare della speranza del Dio, che non solo non è stanco degli uomini, ma ha il coraggio di cominciare sempre di nuovo con loro e per loro nell’amore.

L’attesa del Dio che nasce fra noi ci aiuta così a precisare il volto del futuro che attendiamo nella speranza. C’è un futuro “relativo”, quello che noi oggi possiamo progettare e domani realizzare: è il futuro come progetto e come impegno, dilatazione del nostro presente agli orizzonti del domani che siamo è in grado di prevedere e di portare a compimento. Di questo futuro si nutrono le tante speranze, piccole e grandi, di cui sono intessute i nostri giorni. Queste, però, da sole non coprono l’intero orizzonte: consapevoli o meno, tutti abbiamo bisogno di una speranza più grande, di una speranza ultima, che non “divenga” in noi, ma che “venga” a noi. È la speranza del futuro “assoluto”, quello del tutto indeducibile e nuovo, che ci viene incontro al di là di ogni calcolo e di ogni misura.


 

 

 

 

In questo futuro la fede riconosce il futuro di Dio, dischiuso all’uomo come patto e promessa nella storia della salvezza e in particolare nella resurrezione di Gesù dai morti. La differenza fra l’utopia e la speranza della fede è la stessa che c’è fra l’uomo solo davanti al suo domani, e l’uomo che ha creduto nell’avvento di Dio e aspetta il Suo ritorno, andandogli incontro con inequivocabili segni d’attesa. Davanti agli scenari del tempo che viviamo, come davanti agli scenari del cuore, segnati da paura e insicurezza, la speranza della fede calcola con l’“impossibile possibilità” di Dio, e proprio per questo con quella maggiore audacia dell’amore che rende possibili gli altrimenti impossibili gesti della carità vissuta fino in fondo.

Se c’è perciò un frutto dell’Avvento che dovremmo augurarci tutti, questo è la crescita nell’esperienza della speranza teologale: una speranza umile e fiduciosa nella promessa del Dio che è venuto a visitarci. Questa speranza non è qualcosa che si possieda, ma Qualcuno che venendo a te ti possiede: come dice un antico proverbio napoletano - amato già da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori - “se po’ campa’ senza sape’ pecché, ma non se po’ campa’ senza sape’ pe’ chi”.

Se puoi vivere senza sapere perché, non puoi vivere senza sapere per chi: la speranza teologale ti apre ad accogliere Colui per cui vale la pena di vivere, fondando il cammino di ogni giorno sulla parola della Sua promessa: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28,20).

È questa la speranza dell’avvento: una speranza di cui questo nuovo, vecchio mondo dell’inizio del terzo millennio ha più che mai bisogno per vivere e dare senso alle opere e ai giorni. Di essa vi invito a nutrirvi alimentandovi più che mai del cibo solido della Parola di Dio. Meditare ogni giorno i testi della liturgia dell’Avvento, può essere la forma concreta di questa scuola della speranza, cui ci chiama il Dio che viene e di cui è modello luminoso la Vergine Maria, donna dell’ascolto e dell’attesa fiduciosa e feconda.
Sia Lei ad accompagnarci e a farci strada nel cammino verso il Natale di Suo Figlio, giovinezza del mondo!



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da: AVVENTO di + Bruno Forte Padre Arcievscovo

 

 

 




 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Vivere nell'attesa - Dom Guillaume
Maria: Segno di Speranza e di Attesa - Bernhard Häring
Testimonianza silenziosa - Dom Guillaume
Eccomi, sono la serva del Signore - Bernhard Häring
Maria, Modello e Madre dei Giovani - Bruno Forte
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipontente - Bernhard Häring

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org