Eccomi, sono la serva del Signore
Bernhard Häring





«Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù. Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore ed ogni uomo vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato"» (Is 40,1-5).
È giunta l'ora attesa dai patriarchi e dai profeti: l'angelo lo dice chiaramente: « Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato figlio di Dio ».Il grande miracolo si compie. É la nuova creazione, il potente intervento dello Spirito. Non è il corso naturale della creazione, ma la potenza dell'Altissimo che interviene nel mondo.
E il momento nel quale la terra può rispondere solo con il silenzio, con l'adorazione, con l'eucaristia perenne.

A corroborare la fede già pura e forte di Maria, l'angelo aggiunge: « Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile; nulla è impossibile a Dio». Ma nulla di quant'altro Dio ha fatto si può paragonare all'inusitato presente in cui Maria è accoglienza totale, un "sì" di fedeltà assoluta al disegno divino: « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto ».
Nel disegno di Dio, Maria è compagna di Cristo, Servo e Signore. Come compagna essa coopera con il «sì, eccomi, vengo liberamente ». Come regina dei profeti s'alza nitida la sua preghiera: «Eccomi, chiamami, mandami ».

Ed in questo momento del "sì" detto con fede sicura e fedeltà umile si manifesta la potenza dell'Altissimo: « E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità » (Gv 1,14).
Ci mettiamo in ginocchio e adoriamo il mistero della potenza e della condiscendenza, il mistero della santità e della misericordia.


Ti adoriamo,
o Dio, Padre onnipotente,
perché nell'amore hai tatto miracoli che mai uomo avrebbe potuto sognare o sperare.
Ci dai tutto mandandoci il Figlio unigenito.
In lui manifesti la tua potenza, la tua sapienza,
la tua bontà,
la tua gentilezza.
Egli è luce da luce Dio vero da Dio vero.
Nell'incarnazione tu lo hai dato a noi fratello,
redentore,
signore.
Ti rendiamo grazie,
nella speranza
che la nostra sarà un'eternità beata nel grazie perenne.
Ti ringraziamo,
o Maria,
madre del nostro Signore Gesù Cristo,
per l'umiltà della tua parola.
Non hai voluto essere altro che la serva di Dio.
E il Signore ti ha dato l'onore e la gioia
d'esser madre
del figlio dell'Altissimo. Amen.




da: Bernhard Häring – "Un mese mariano" , brevi meditazioni mariane




 

 

 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

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