8 dicembre: Solennità Immacolata concezione
Alessandro Pronzato



MARIA, UNA CREATURA CAPACE DI RICEVERE

...Entrando da lei (l'angelo Gabriele) disse: «Ti saluto, o piena di grazia...»
...Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»
... Luca 1, 26-38



Tutto si spiega - per quanto è possibile spiegare il mistero – in vista dell'Incarnazione.
La Madonna doveva accogliere il Verbo nel proprio corpo.
Nicola Cabasilas afferma che Dio, finché non avesse trovato una madre, era come un re in esilio, uno straniero «senza città». Soltanto perché Maria, nella sua sovrana libertà, ha accettato la proposta dell'angelo, Dio ha potuto assumere la carne, rientrare al centro della creazione, ri-creare il mondo dall'interno.
Infatti il corpo - come fa rilevare O. Clément - non è altro che il mondo divenuto interiore a una persona (micro-cosmo). E unicamente una persona poteva riaprire le porte del mondo, nel proprio
corpo, all'Esiliato.
Dunque, Dio ha trovato una madre per il proprio Figlio. E l'ha «preparata», formata in maniera tale che fosse degna di Lui.
Certi capolavori riescono esclusivamente a Dio.


L'Immacolata Concezione (da non confondere con il concepimento verginale di Gesù) significa uno spazio umano intatto, non contaminato, non guastato dal male, non inquinato dal peccato, sottratto alla presa del Maligno, dell'usurpatore.

Sarà bene notare. Questo «spazio sacro» non è stato preservato dalla sofferenza, ma dal peccato.
Tuttavia, nella festa di oggi, è opportuno insistere, non tanto sull'aspetto negativo del privilegio concesso a Maria («preservata da qualsiasi peccato»), quanto piuttosto sulla realtà positiva: «piena di grazia». L'Immacolata rappresenta il trionfo della grazia. E la Madonna è la creatura «colmata di grazia».


 

 

 

 

Questa terra santa, intatta, non guastata, dovrebbe anche indicarci un modo per accostarci a lei con discrezione, «togliendoci i sandali» di una fastidiosa verbosità invadente.
[...]

Usare parole modeste, povere, quotidiane, trasparenti. Soltanto quelle indispensabili per introdurre ad ascoltare il silenzio...

 

Il vangelo di oggi ci propone la pagina dell'Annunciazione, ossia della vocazione della Madonna.
Volessimo riassumere quanto è accaduto nel nascondimento di Nazaret in una notizia scarna, ridotta all'essenziale, secondo lo stile evangelico, e rinunciando una volta tanto ai nostri fronzoli, dovremmo riferire: una creatura ha detto .
E il cielo stesso deve essere rimasto sbalordito di fronte a quella parola abbastanza insolita.

[...]
Adesso finalmente c'è una creatura che si fa trovare, risponde a quella prima, impegnativa domanda che ancora echeggia nell'aria: "Eccomi.., sono la serva del Signore. "
Dio ha trovato qualcuno che dice sì.
Dio ha trovato, soprattutto, una creatura disposta a ricevere, prima ancora che a dare.
Una creatura sgombra da preoccupazioni egoistiche, svuotata di sé, che ha sfrattato l'orgoglio, ripudiato l'amor proprio, è diventata pura accoglienza.

Non una creatura vuota. Ma una creatura che ha saputo fare il vuoto. Maria è colei che ha permesso a Dio di agire... da Dio, di agire liberamente in lei.

Troppe persone religiose si dimostrano ossessionate da ciò che devono fare per il Signore.
La Madonna ha intuito che la prima cosa da fare, per un credente, è... lasciar fare a Dio, lasciarsi fare da Lui, riceversi da Lui, abbandonarsi alla potenza del suo Spirito.

«Ti saluto, piena di grazia...»
L'angelo non l'ha chiamata col suo nome: Maria.
L'ha interpellata col nome nuovo, dato da Dio: «piena di grazia».
Il termine greco è quasi intraducibile: kekharitôménè. Possiamo dire: Colmata di grazia, Tu che hai avuto il favore di Dio, Preferita da Dio, Tutta graziosa, Beneamata da Dio...
Insomma: la privilegiata, colei che è diventata oggetto dell'amore di Dio.

A me piace anche: «la contemplata». Sì, colei su cui si è posato lo sguardo di Dio. Maria è «contemplata» per diventare tempio vivente della sua Presenza nel mondo.
Resta il fatto che il nome nuovo, quello che possiede nel disegno di Dio, rimane un nome misterioso e, fortunatamente, intraducibile. Come è misterioso e inesprimibile l'Amore.
Parlare delle «meraviglie» compiute da Dio nella Madonna, per qualcuno significa confinare Maria in una distanza inaccessibile. Un essere eccezionale, fuori dai nostri orizzonti.
Non è affatto così. Anche Maria è stata salvata. Pure lei ha avuto bisogno della grazia del «capo»: Cristo. La madre, colei che ha dato la vita, è stata la prima a beneficiare (in anticipo) del frutto della morte del Figlio. Dunque, anche lei è stata «graziata» come tutti noi.
Non è lontana. Sta dalla nostra parte.
I suoi privilegi non la separano da noi. Al contrario, la rendono totalmente solidale, in comunione con noi.
Essere vicina a Cristo (più di chiunque altro), per lei, significa essere vicinissima agli uomini.

L'Immacolata rappresenta l'ideale della grazia del nostro battesimo.
Il suo «sì» costituisce il modello di ogni nostra risposta alle richieste di Dio.

«... E l'angelo si partì da lei».
Mi ha sempre colpito questo particolare della pagina di Luca sull'Annunciazione. Non è certo un lieto fine. Semmai è un faticoso e impegnativo inizio.
Maria rimane sola. Più nessuna comunicazione straordinaria.
Più nessun messaggio che la rassicuri ed elimini i dubbi.
Il cammino lo deve compiere con l'aiuto della propria fede, come noi, non con l'assistenza speciale dell'angelo. Anche nella sua vita scoccheranno i perché.
E la luce la dovrà ricavare attraverso le tenebre più fitte, non attraverso le risposte più rassicuranti.
L'angelo ha esaurito il suo compito. Ha finito di parlare.
D'ora innanzi la Madonna dovrà interrogare gli avvenimenti quotidiani per sapere qualcosa.
Come tutti i mortali.
E ogni volta che dirà sì - prima ancora di aver capito - approfondirà il mistero della propria esistenza.

Ad ogni sì, c'è un aumento di conoscenza.
Il sì anticipa la spiegazione.
L'abbandono fiducioso viene prima del ragionamento. L'accoglienza passa davanti all'indagine.
La strada la si conosce... percorrendola.
La verità la si trova... facendola.
Ecco il paradosso che scandisce l'itinerario della fede nella Bibbia e che la Madonna ha vissuto sino alle estreme conseguenze.

Comunque il sì resta anche per noi la parola, vorrei dire la preghiera decisiva.

Maria, concedici di essere più accoglienti nei confronti del dono che viene dall'Amore.
Sollecitaci a non ritardare troppo la nostra risposta.




da: Alessandro Pronzato “Pane per la Domenica” – Commento ai Vangeli Ciclo B

Gribaudi Editore 1984 - pp 294-297


 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

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