Maria: Segno di Speranza e di Attesa
Bernhard Häring





[...] In un'ora di grande tribolazione il profeta Isaia esorta il re di Giuda a chiedere un segno che gli provi la volontà di Dio per la liberazione del popolo. Ma al re manca la fede. Non vuol chiedere il segno. Nondimeno, per mezzo del profeta, Dio promette: «Pertanto il Signore stesso vi darà un segno: ecco la Vergine concepirà un figlio che chiamerà Emmanuele, Dio con noi» (Is 7,14).

Dunque la Vergine è già davanti al suo popolo come segno, la Vergine che sperimenterà in modo unico e irripetibile il mistero dell'Emmanuele, del Dio con noi. Imporre il nome ai figli era di per sé diritto del padre, ma in questo caso viene riservato alla madre il privilegio di dare al figlio concepito un nome denso di speranza: Emmanuele. Dio è non solo con lei, bensì con tutti noi. Il Salvatore è vicino.

Sotto il segno della Vergine che concepirà, Isaia offre una visione gloriosa del futuro redentore: «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa rifulse una luce. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine » (Is 9,1.5-6).

Certamente nella famiglia di Maria si meditavano spesso tali promesse. Ed insieme si meditavano e si cantavano i grandi cantici del Deuteroisaia sul servo di Jahve.
Non si può pensare che Maria, guidata dallo Spirito, non vivesse perfettamente la speranza e l'attesa di Israele, non offrisse la fervida preghiera profetica:
«Stillate, cieli, dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia. Io, il Signore, ho creato tutto questo » (Is 45,9 ). Maria non poteva certo conoscere la grazia che la voleva segno di speranza e di attesa, ma viveva nella pienezza di questa speranza per Israele e, figlia di Sion, pregava per il suo popolo.

Maria viveva intensamente il carisma della vergine: la persona che attende il Signore, sempre pronta, sempre vigilante.
Maria, la vergine, visse quest'attesa, questa speranza, questa vigilanza nella maniera più perfetta ed esemplare.
Se davvero vogliamo venerare la Madre di Dio, bisogna che anzitutto impariamo ad apprezzare questi carismi.
Il Signore ci viene incontro ogni giorno, in ore in cui le decisioni da prendere sono più fondamentali e in cui gli animi sono più combattuti. Beati noi. se conserveremo sempre viva la vigilanza.

Ti ringraziamo,
Dio, Padre onnipotente,
perché hai dato al tuo popolo,
nel segno della Vergine,
una grande speranza:
l’Emmanuele: sarai con noi!
Ti preghiamo:
in ogni giorno possiamo vivere la speranza
nella gratitudine, nella vigilanza
e nella prontezza alla tua chiamata,
alla tua venuta.
O Maria, anche per me
tu sei un grande segno
di speranza e di attesa.
Ti ringrazio
per la tua preghiera fervida,
per la tua attesa del Salvatore.
Prega per me:
la mia vita
sia piena di speranza e di gratitudine
per la promessa divina,
sia preghiera e fiducia. Amen.




da: Bernhard Häring – "Un mese mariano" , brevi meditazioni mariane




 

 

 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

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