8 settembre: Natività della B.V. Maria
Card. Mauro Piacenza




La dolce festa della Natività della Beata Vergine Maria è una ricorrenza che i nostri antichi sentivano profondamente, tanto da dedicare a questo evento delle bellissime cattedrali (nella mia Italia penso alle cattedrali di Firenze e di Milano). Ma cosa significa oggi per gli uomini la Natività di Maria? Certamente noi possiamo celebrare con intensa partecipazione del cuore, una festa come quella della nascita di Maria, ma dobbiamo comprendere e far comprendere il mistero e vedere come esso ci riguardi tutti e sia tutt’altro che estraneo alla nostra vita più intima.


Questa festa che rapporto ha con noi? Cosa può risvegliare in noi?
Quello che ci dice il mistero della Natività di Maria è questo: Dio ha creato l’universo, ma lo ha creato per me! Termine di tutto l’amore di Dio non è la creazione intera, non è l’umanità in generale, ma è la persona umana, ogni uomo che risponde al suo amore, che può riamare Dio. Di qui il mistero di questa natività. Dalle profondità abissali della creazione, dalle profondità abissali del tempo, della storia dell’uomo, che è storia di miseria e di colpa, emerge, puro, lo sguardo di una bimba per contemplare Dio che la chiama. Tutta la storia dell’universo, la stessa creazione dell’uomo, tutto è in vista di questo colloquio, di questo rapporto che viene stabilito per la prima volta, ed è puro, fra una creatura e il suo Creatore, fra Maria e il suo Dio. E’ vero che Dio aveva creato tutto per l’uomo, ma solo in Maria la persona umana effettivamente risponde.


 

 


Quando la Genesi ci parla della prima risposta che l’uomo dà a Dio, dopo il suo comando, questa risposta è soltanto un rifiuto, una disobbedienza, un fuggire da Dio. Soltanto nella nascita della Santa Bambina finalmente la Sapienza divina trova un luogo dove riposare. Proprio questo ci dice la nascita di Maria: tutto è in vista dell’uomo; l’uomo è il fine stesso di Dio. Certo, Dio è il fine dell’uomo, ma Dio, nella gratuità del suo amore, ha voluto dare un fine all’opera sua, al suo disegno. E il fine di tutta l’opera di Dio, il fine stesso del suo amore infinito non è che il cuore dell’uomo, non è che la persona dell’uomo. Ed è Maria che tutti ci rappresenta; ma ci rappresenta precisamente nell’incomunicabilità della sua persona: ella è l’umanità, ella è la Vergine di Nazareth. Più grande di tutta la creazione, più grande di tutta l’umanità è ciascuno di noi dinanzi al volto di Dio, perché l’amore di Dio non termina nella creazione; è un amore personale. Non termina nemmeno nell’umanità, perché anch’essa è impersonale finché non si concretizza nella persona di ogni uomo. Termine di tutte le operazioni divine è ciascuno di noi.

Ma nessuno di noi ha risposto a questo amore infinito. Solo una creatura ha risposto, solo una persona ha detto: “Eccomi!” a Colui che la chiamava, ed è la Vergine santa. Per questo la Vergine vale più di tutta la creazione, per questo la Vergine vale più di tutta l’umanità. Il suo atto di risposta all’amore di Dio non è atto che si inscrive nella storia, non fa parte della storia del mondo: piuttosto è tutta la storia del mondo che fa parte del suo piccolo “sì”, che in questo piccolo “sì” trova il suo compimento. Questo ci dice il mistero di Maria: già fin dalla sua nascita noi contempliamo l’assoluto valore della persona umana, termine di tutte le aspirazioni divine. Dio ha creato tutte le cose in vista dell’uomo, ha voluto tutta l’umanità in vista di una persona che accogliesse e potesse rispondere al suo amore.
La Vergine pura accoglie questo amore infinito, perché fin dalla sua Concezione Immacolata Ella, preservata da ogni peccato, è pura capacità che accoglie la pienezza dell’amore divino.

Nel concepimento immacolato di lei possiamo vedere la preparazione, ma è nella sua nascita che gli uomini possono contemplarla finalmente ed Ella può rispondere personalmente al suo Dio che la chiama. Nell’immacolato concepimento Maria è soltanto passiva, Ella riceve soltanto; l’atto della sua nascita, proprio perché è l’atto in cui comincia la sua vita umana, è anche l’atto per cui ha inizio la sua risposta all’amore infinito di Dio. Ecco qui il significato di questa natività. Noi siamo amati da Dio! Mai nessun valore creato può sommergere l’uomo, se l’uomo può contemplare il suo Dio e rispondere a Dio che lo chiama.
Se Dio è il fine dell’uomo, prima ancora, avendolo voluto Dio, è l’uomo che è divenuto il fine dell’amore infinito di Dio: “Propter nos et propter nostram salutem descendit de coelis”. “Propter nos”! Ma, dice S.Paolo – specificandolo ancor meglio – “dilexit me et tradidit semetipsum pro me”, “mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2,20). E’ la parola che dice Maria, è la parola che dirà per tutta l’eternità:
Ella non è che il frutto di un amore infinito che in Lei eternamente riposa.

L’umanità, di fatto, nel rapporto con Maria si rinnova tutta. Ma non l’umanità in generale, bensì l’umanità di ciascuno di noi. La nostra umanità vecchia, anchilosata dal peccato, paralizzata dal male, nel dono che ci fa Dio di questa bambina, riacquista una nuova giovinezza, una nuova speranza, una nuova dolcezza di amore.

Ma il rapporto di ciascuno di noi con Maria è anche il rapporto di una umanità che vede in questo frutto il termine ultimo a cui deve condurre la grazia di Cristo. Sappiamo che la grazia di Cristo opera immediatamente in Maria il suo frutto più grande e tutta la storia della Chiesa non potrà mai andare oltre la sua santità. Ma appunto perché non può andare oltre, la presenza di Maria nella sua nascita, si propone ad ogni cristiano, come termine ultimo di tutto il nostro cammino. Non dice forse il Vangelo che dobbiamo tornare bambini? Non dice forse il Vangelo che la perfezione stessa consiste nella semplicità e innocenza che noi contempliamo nella Vergine purissima? Ecco, allora, chi è la Madonna per me, per ciascuno di noi: la causa esemplare della santità, la causa della pura letizia, il termine ultimo del nostro cammino. Quando arriveremo alla morte, avremo vissuto davvero bene se saremo arrivati ad avvicinarci a quella purezza, se ci saremo fatti simili a lei nella sua incontaminata innocenza, se, come lei, rifletteremo la bellezza del cielo.

Dio ci dona la Vergine come una nuova speranza, in lei riapre alla nostra vita un nuovo orizzonte di giovinezza e di amore. In Maria noi possediamo la certezza di una grazia divina che in lei vuole restaurare la nostra umanità decaduta.

La nostra vita è un cammino verso la giovinezza, verso l’infanzia. Anzi la perfezione della vita spirituale sarà quella di rinascere, ma nel seno del Padre, nascondendoci nella sua luce, perdendoci eternamente in questa luce infinita, così da respirare eternamente l’Amore, nel seno del quale la Vergine vive e nel quale ella ci chiama, chiedendoci intanto però di seguirla nel cammino di quell’innocenza, di quella purezza di cui abbiamo la rivelazione nella sua santa nascita.
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La Natività di Maria! Se in questa natività già Dio si fa presente nel cuore dell’uomo, quale consolazione e quale messaggio di gioia ci dà questa festa! Canta la liturgia: “La tua Natività, o Maria, annunziò il gaudio a tutto il mondo”. Lo annunciò facendolo presente e nei sappiamo che l’annuncio cristiano non ha carattere profetico come la Parola di Dio nell’Antico Testamento, ma “è” proclamazione di quanto Dio ha realmente compiuto.
L’umanità non deve attendere più per ricevere il paradiso. Il paradiso è già l’anima purissima della Santa Bambina che ha accolto la grazia. E’ in questo paradiso che ogni uomo si incontra con Dio. Dio si è comunicato alla Vergine, la nuova creazione, il nuovo paradiso in cui Dio si è fatto presente per conoscere ogni uomo e parlare con lui. L’atto della Natività della Vergine è l’atto di un incontro e di un cammino con lui; l’umiltà della sua nascita e il Cuore immacolato di Maria è il luogo del convegno con Dio.

Carissimi Confratelli, possiamo allora ben comprendere che la chiave della nuova evangelizzazione è questa Bambina che oggi festeggiamo. Per poter essere cristocentrici non possiamo che partire di qui, per poter comprendere la Redenzione in atto - ben sapendo che Cristo è l’Unico Redentore - dobbiamo partire di qui.

Affrettiamoci dunque verso il luogo santo del convegno con Dio e portiamoci le anime affidate al nostro ministero pastorale, certi che di qui potremo concorrere a realizzare quella nuova evangelizzazione che nel segno della Natività di Maria trova la strada giusta.




da:

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Ascensione: le impronte sulla pietra - Luigi Pozzoli
Pentecoste: la missione dello Spirito Santo - sant'Ireneo
Corpus Domini - Papa Benedetto XVI
La Speranza cristiana. Rendere ragione della speranza... - papa Francesco
Pasqua del Signore - Enzo Bianchi
Benedetto colui che viene nel nome del Signore... - sant'Andrea di Creta

 

 

 

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