11 giugno: SANTISSIMA TRINITÀ
Enrico Masseroni




Esodo 34,4-6.8-9: Signore, Signore, Dio misericordioso e pietoso.
2Corinzi 13,1-13: La grazia di Gestì Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.
Giovanni 3,16-18: Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.



LA SALVEZZA VIENE DALL'AMORE


Non è facile alzare lo sguardo sul mistero di Dio. Forse viene più spontaneo abbassare gli occhi sulle sue opere: il mondo, la vita, le persone. Così come non è facile fissare il sole. É meglio guardare i colori della natura immersa nel mare di luce di un'aurora. Dio. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Tocca a Nicodemo, neI vangelo di Giovanni, il sentirne parlare. Forse in nessun incontro con Gesù scaturisce un discorso così alto su Dio e sull'uomo. Nicodemo è uomo di estrazione farisaica, un capo, «maestro in Israele». Da altri passi di questo vangelo si sa che è un uomo onesto, senza pregiudizi, uno che prende le difese di Gesù (Giovanni 7,51). Si appella alla legge per evitarne il linciaggio.
Forse è un uomo in cerca. Un dato è certo: in Nicodemo c'è stima per Gesù; ne è ammirato (Giovanni 3,2); ma è lento a capire. Appunto fa fatica ad alzare lo sguardo sul mistero. Rappresenta bene ciascuno di noi.


 

Come può un uomo?
Eppure Gesù pazientemente non rinuncia a parlare con lui di verità altissime. Accoglie con simpatia questo visitatore notturno, in cui forse c'è timidezza. È venuto di notte per non destare sospetti?
O in lui c'è il desiderio di passare dalla notte alla luce? Può darsi.

Certamente è un fariseo dal cuore libero; stupito dai «gesti» del rabbi venuto da Nazaret e convinto di trovarsi di fronte a un uomo venuto da Dio. E Gesù non si attarda in discorsi neutri o parole inutili. Va subito al centro della questione, Dio.

Insomma, sembra dire Gesù, non è sufficiente una simpatia umana per la sua persona, per «vedere il regno di Dio», per capirne qualcosa. Bisogna «rinascere dall'alto».
Dallo Spirito. Scioccante!
Nicodemo non ci arriva e la reazione è ingenua. Rinascere?
E come può un uomo rientrare nel grembo di sua madre?
È un paradosso per dire una cosa impossibile.
Non ha capito.
Gesù ha parlato di una nuova nascita: ad opera di Dio stesso, lo Spirito Santo.


Ecco dunque la prima vertiginosa verità su Dio, che tocca ogni esistenza umana. La vita del discepolo non consiste anzitutto in una morale diversa; ma scaturisce da una nuova genesi, una rinascita: l'uscita dal grembo mortificante del peccato alla luce di creature a immagine di Dio.
Altro che un Dio lontano dalla vita! Certo lo Spirito è misterioso, come il vento che soffia come vuole, continua Gesù, ma è reale, agisce nel profondo. Poi Gesù entra ancor più nel cuore del mistero di Dio e dell'uomo. I tre versetti proclamati (vv. 16-18) sono un vangelo nel vangelo.
Siamo al grande punto-luce di tutto il racconto giovanneo: l'amore. «Dio è agape» (1Giovanni 1,8).
E l'amore del Padre si fa dono nel Figlio: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito».


La strada del dono è luminosamente evocata nello stesso colloquio: Gesù fa balenare davanti allo sguardo del fariseo onesto il segno del Figlio dell’uomo, «innalzato come il serpente nel deserto».
È la croce la strana via della vita. Al dono del Padre corrisponde il darsi del Figlio.
Come un'eco perfetta, ritorna proprio alla vigilia della passione: «Gesù... dopo aver amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine» (Giovanni 13,1).

Il verbo «dare» con il suo vertice visibile sul calvario dispiega il più grande amore e il più grande odio: l'amore del Padre e del Figlio e l'odio del mondo carnefice dell'Unigenito. Pertanto l'uomo davanti a quel segno deve scegliere: la luce o le tenebre, la vita o la morte.
La fede opera un giudizio, una scelta.
Drammatica per Giovanni: si tratta di lasciarsi afferrare dall'amore del Padre e del Figlio o avvitarsi nelle tenebre di un egoismo perdente.
Allora nel colloquio con Nicodemo il mistero di Dio si innerva con il mistero del-l'uomo: la vita discende dall'amore del Padre si rende visibile nel segno del Figlio donato e diventa la vita nuova dei credenti rinati ad opera dello Spirito.

 

Segnati da Dio
E così parlare di Dio significa parlare dell'uomo: dalle sue radici (la rinascita) al suo destino (la vita eterna); ma pure delle sue scelte, su cui pende un futuro dì luce o di tenebre.
Ce lo ricorda, ogni domenica, il celebrante con il saluto di Paolo: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2Corinzi 13,13).
Non è solo un augurio; è una memoria viva. Siamo immersi nell'amore di un Dio comunione.
Appunto come recita ancora Paolo nell'areopago di Atene:
«In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (Atti 17,28).
Se guardiamo alla sorgente della vita, scopriamo l'iniziativa di un amore creativo;
se guardiamo dentro l'e-sistenza quotidiana, scopriamo la presenza dell'amore liberante del Figlio di Dio; se guardiamo al futuro dell’avventura umana di ciascuno, avvertiamo la spinta verso la comunione e il compimento dello Spirito.


L'uomo è un progetto incompiuto. Solo guardando dentro e in alto si vede la luce di un'esistenza piena. Ma il rischio di esproprio esiste: essere vittime dello slogan suggerito dalla regia diabolica del mondo:
«Il corpo è mio e ne faccio ciò che voglio».
O semplicemente: «La vita è mia e faccio quel che mi pare».

Proviamo invece a guardare il nostro mondo personale, il corpo, la libertà, i progetti dal punto di vista di Dio. Proviamo a guardare il bambino, l'anziano, il povero, il disgraziato... l'altro con gli occhi di Dio. Una fede seria cambia il cuore; il cuore cambia la qualità dei rapporti. La vita diventa un'altra cosa.





da: Enrico Masseroni - La Parola come pane - Il Vangelo della Domenica
Edizioni san Paolo 1998 - pp 121-124




 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

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Pentecoste: la missione dello Spirito Santo - sant'Ireneo
Corpus Domini
- Papa Benedetto XVI
La Speranza cristiana. Rendere ragione della speranza... - papa Francesco
Pasqua del Signore - Enzo Bianchi
Benedetto colui che viene nel nome del Signore... - sant'Andrea di Creta

 

 

 

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