Il mio tempo, Signore, è nelle tue mani
Karl Barth, teologo protestante (+1968)


Riferimenti biblici: 2Sam 24,20-24; Sal 89,1-17; Mt 11,25-30


Il mio tempo sono io: io che ho vissuto e che vivo e che vorrei vivere ancora un poco; io con tutto quello che capisco e non capisco; con tutto quello che so fare e che non so fare, con le mie qualità buone e meno buone. Il mio tempo, sono io con la mia grande vocazione: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forse, e il mio prossimo come me stesso. Ma il mio tempo sono ancora io con l'abisso di menzogna e di assurdità che porto in me.

Eccomi dunque, o Signore: io, così come ero, sono e sarò, così come tu mi conosci bene, proprio io sono nelle tue mani ...
Quando qualche cosa è nelle mani di qualcuno, si può pensare che per il momento gli appartiene; ne ha bisogno e se ne serve fino a che l'opportunità lo richiede, e per questo ne prende cura sopra tutto. Ora, noi non parliamo delle mani di uno qualsiasi, ma delle tue, delle mani di Dio. Il mio tempo è nelle tue mani: esso ti appartiene fin dal principio e per sempre, e tu vuoi averne bisogno continuamente e continuamente servirtene. Ecco allora che tu vuoi prenderne cura, vuoi prendere cura anche di me senza limiti e senza fine ...

No, il mio tempo non è nelle mie mani. E' proprio una fortuna che io non sia ridotto a ricorrere a me stesso come a una persona autorevole, di cui dovrei ammirare e venerare la sapienza, una sapienza che però in definitiva metterei in dubbio, anzi, le cui follie mi spaventerebbero ad ogni momento. E' bene che io non sia il padrone di me stesso, che il mio tempo non sia nelle mie mani. E' bene che il mio tempo, la storia della mia vita, io stesso, tutto sia nelle tue mani.

Sì, mi direte, ma allora Dio ha le mani? Certo, Dio ha le mani, mani molto diverse, migliori, più abili e più forti di questi nostri artigli. Che cosa vuol dire "la mani di Dio"? Per ora lasciatemelo esprimere così: le mani di Dio sono le sue azioni, le sue opere, che da tutte le parti - non importa se lo sappiamo e lo vogliamo - ci avvolgono e ci abbracciano, ci portano e ci proteggono. Questo potrebbe essere detto e inteso come se si trattasse soltanto di un'immagine, di un simbolo. Ma c'è un punto dove si arresta tutto ciò che è immagine e simbolo, dove le mani di Dio diventano realmente una cosa da prendere alla lettera, là dove tutte le azioni, le opere e le parole di Dio hanno il loro principio, il loro centro e il loro fine: "le tue mani" sono le mani del nostro salvatore Gesù Cristo.
Sono le mani che egli ha disteso, gridando: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e affaticati e io vi ristorerò" (Mt 11,28). Sono le sue mani, con cui ha benedetto i bambini. Sono le sue mani, che hanno toccato e guarito i malati. Sono le mani con cui ha spezzato e distribuito il pane ai cinquemila nel deserto, e poi ancora una volta ai suoi discepoli prima della sua morte. Finalmente e soprattutto, sono le mani inchiodate sulla croce per la nostra riconciliazione con Dio.

Queste, queste sono le mani di Dio: mani forti di padre, mani buone, tenere, delicate di madre, mani fedeli e generose di amico; le mani di Dio ricche di grazia, nella quali è il nostro tempo, nelle quali siamo noi stessi.


da:
Karl Barth, teologo protestante (+1968):
Rufe mich an Neue Predigten aus der Strafanstalt Basel, EVZ Verlag, Zurigo 1965 - pagg. 41-44.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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