TEMPO ORDINARIO
L'alternarsi dei tempi liturgici

 

 

 

Il ritmo dell'anno liturgico alterna feriale e festivo, solenne e ordinario. Da tempi ben caratterizzati - non a caso definiti "forti" - come l'Avvento, la Quaresima, il Tempo di Pasqua, si passa al tempo dell'anno, il cosiddetto "Tempo Ordinario".

Le grandi solennità della Pasqua e del Natale lasciano il posto a uno stile vivace e sobrio insieme: è questo il tempo propizio per riscoprire e valorizzare in tutta la sua ricchezza la Domenica, giorno dell'incontro settimanale con il Signore risorto. Giorno che ritma l'anno liturgico e ci richiama con forza a un rapporto equilibrato tra lavoro e riposo; giorno in cui salvaguardare in mezzo a tutto il nostro "fare" uno spazio di gratuità per celebrare l'amore di Dio che ci salva.

 

Il tempo ordinario è costituito da 33 o 34 settimane collocate in parte dopo la festa del Battesimo di Gesù (domenica dopo l'Epifania), in parte dopo Pentecoste.

Esso è "ordinario" nel senso che celebra il mistero di Cristo nella sua globalità, lungo il ritmo delle settimane e delle domeniche.
Siamo aiutati in questo dalla lettura semi-continua di uno dei Vangeli sinottici ( Luca per l'anno C, come avviene quest'anno, Matteo per l'anno A e Marco per l'anno B) in cui, al di là dei grandi misteri di cui facciamo memoria in particolari momenti, incontriamo la persona di Gesù nelle sue parole e nel suo stile di vita, i suoi incontri con le persone, il tempo condiviso con i discepoli, l'insegnamento e le guarigioni donati nelle situazioni più inaspettate.

Vivere e celebrare il mistero di Cristo nell'ordinario significa accettare di vivere da discepoli nella fedeltà di ogni giorno, ascoltare e incontrare il Maestro nel quotidiano, riconoscere che Dio si china su di noi e ci salva nella concretezza della nostra esperienza personale e nelle nostre difficoltà.


 

 

 

   

 


L'interruzione rappresentata dal ciclo Pasquale (Quaresima, Settimana Santa e tempo di Pasqua) presenta episodi in continuità con ciò che Cristo ha vissuto durante la vita pubblica: la tentazione, la salita a Gerusalemme, la passione, la croce e la risurrezione, la discesa dello Spirito Santo che illumina con una luce nuova tutti gli eventi della sua vita.

La tradizione romana colloca all'interno del Tempo Ordinario alcune solennità del Signore: Santissima Trinità, Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini), Sacro Cuore di Gesù, Cristo Re dell'universo (ultima domenica dell'anno liturgico).
Anche queste feste, incentrate sulla persona di Cristo, ne sottolineano il mistero in senso globale e presentano temi che possono essere avvicinati a quelli delle altre domeniche del tempo ordinario.


Per celebrare il Tempo Oradinario

Il colore liturgico di questo tempo è il verde. La peculiarità di questo tempo rispetto ai tempi di preparazione (Avvento e Quaresima) e alle grandi solennità (Pasqua e tempo di Pasqua, Natale ecc.) può emergere grazie a una pratica intelligente dei segni festivi: il tono è festoso per sottolineare la centralità dell'eucaristia domenicale, ma senza la straordinarietà di altre occasioni più solenni.
Le composizioni floreali possono variare di domenica in domenica il loro stile, ricorrendo di volta in volta a piante e fiori diversi, secondo la disponibilità di stagione dal risveglio primaverile della natura all'autunno.
Riguardo al canto, questo tempo può rappresentare una buona occasione per valorizzare alcune parti cantate del rito della Messa, usando melodie semplici e conosciute a cui tutti possano unirsi facilmente. Un ritornello del Gloria cantato all'inizio e alla fine del testo dell'inno recitato, un Santo vivace e gioioso, l'acclamazione al Mistero della fede, l'Amen che conclude la dossologia "Per Cristo, con Cristo e in Cristo..." proclamata dal sacerdote sono soltanto alcuni esempi.

Gli atteggiamenti caratteristici discendono dal fatto di considerare il tempo come dono di Dio, un dono sempre rinnovato che ci precede e ci supera, che non possiamo dominare ma solo accogliere:

tempo come spazio aperto alla relazione con Dio e con gli altri, tempo di pazienza, in cui ci sintonizziamo sul tempo dell'altro, ne rispettiamo il cammino e le fatiche, in cui accogliamo i tempi di Dio anche se non li comprendiamo; tempo della perseveranza di una fede capace di fedeltà, ma anche di creatività;

tempo che unifica passato e futuro nell'oggi in cui Dio ci incontra e ci raggiunge, tempo dell'ascolto della sua Parola, della responsabilità dell'uomo, tempo in cui scoprire l'azione di Dio e la sua presenza al cuore della storia;

tempo limitato, la cui fine è nelle mani del Signore, tempo in cui troviamo consolazione nel fiducioso affidamento all'unico che può colmare i nostri limiti e la nostra finitezza; tempo in cui ci si può rialzare dopo una caduta, in cui il peccato è perdonato e la misericordia di Dio ci sostiene nella conversione a una vita nuova;

tempo in cui esprimiamo gratitudine, in cui facciamo memoria della nostra esperienza di salvezza e di guarigione, in cui rendiamo grazie per i doni ricevuti.

 

 

 

da: Luciano Manicardi, Il tempo e il cristiano, Qiqajon 2000
www.elledici.org

 

 

 

 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Il mio tempo, Signore, è nelle tue mani -
Karl Barth

Abbandono in Dio che prepara la sua ora -
Pio XII, papa

Accettare di essere il granello di senape - Lucien Cerfaux
Ottimismo e fiducia - Lucien Cerfaux

 

 

 

 

     
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