EPIFANIA DEL SIGNORE - Anno A
fr Bruno Pennacchini



Is 60,1-6 • Sal 71 • Ef 3,2-3a.5-6 • Mt 2,1-12



L’Epifania e il Natale celebrano lo stesso avvenimento: la venuta nel mondo del Figlio di Dio, fatto uomo; le due però feste lo fanno in due maniere differenti. A Natale la liturgia sottolinea piuttosto l’aspetto storico: Gesù è nato a Betlemme in un preciso giorno del tempo. Oggi la festa dell’Epifania contempla la portata universale dell’avvenimento storico: la venuta del Signore fra noi. Molti sanno che la parola epifania significa manifestazione. Oggi celebriamo realmente la manifestazione di Dio fra gli uomini.

E questa è stata una lunga storia. Nella Nuovo Testamento (Ebr.1,1) è scritto che in passato Dio ha dato segni della sua presenza in molti modi: Nelle Scritture Sante lo ha fatto attraverso la voce dei profeti; ma lo ha fatto anche fuori di esse, fra gli altri popoli. Questi lo cercarono come a tentoni; gli diedero nomi diversi (Zeus, Jupiter, Ahura Mazda…). Spesso però smarrirono la strada, e confusero il Creatore con le creature. In questi ultimi tempi, continua il Nuovo Testamento, Egli ha parlato per mezzo di un Figlio…
È questa decisione di Dio oggi che noi festeggiamo. Egli, che era come nascosto nel profondo dell’umanità, nel profondo del creato, oggi si pone dinanzi all’uomo nelle fattezze di un bambino qualsiasi. Fu come se Dio avesse detto: eccomi, sono io, se volete potete accogliermi, senza paura.

Al centro della liturgia di questa festa solenne c’è il racconto dei Magi, come lo presenta il vangelo secondo Matteo. Si tratta certamente di una storia simbolica, portatrice di una verità storica, che va ben al di là dell’immagine multicolore che ci ha incantato fin da bambini.

I Magi rappresentano tutta quell’umanità, in cerca della verità, per una strada diversa da quella privilegiata, che Dio aveva aperto all’antico popolo di Israele. È la storia della Stella che guida i Magi.
Per ogni Giudeo credente di allora, una stella era una piccola luce che Dio aveva appeso nel firmamento, come lo erano il sole e la luna. Un oggetto, una creatura. Per tutti gli altri popoli della terra, la stella era una divinità, capace di condizionare l’esistenza. Anche i Magi probabilmente pensavano in questa maniera.
Fu precisamente questa stella, considerata divina, che li condusse alla presenza del Dio nascosto.
Ed essi lo riconobbero nella realtà, incredibilmente normale, descritta da Matteo: una casa, un Bambino e sua Madre. Il Concilio Vaticano II riprende questo fatto, là dove si dice che tutte le religioni, in qualche modo, hanno aiutato gli uomini alla scoperta di Dio.

   


Il racconto evangelico dei Magi è ricco di molti significati e insegnamenti.

Anzitutto la Stella. Il Messia atteso da Israele è designato anche con questo nome. Un antico veggente, chiamato Balaam, pur essendo un pagano, per la potenza di Dio, profetò di Lui cantando: vedo una Stella spuntare da Giacobbe (Nu.24,17). Per noi non è agevole legare questa profezia con la Stella dei Magi, ma per i primi ascoltatori della predicazione di Matteo, che erano cristiani convertiti dal giudaismo, era addirittura automatico.

I Magi, che pur erano pagani, ebbero in dono di riconoscere che quella Stella indicare loro la via che conduceva alla Verità. E si misero in cammino; e fu dato loro di trovarla e riconoscerla. La trovarono, perché ne erano in cerca. E gioirono per averla trovata.

Alla figura dei Magi si oppone quella di Erode; il quale a sentire che era nato un re, restò turbato e con lui tutta Gerusalemme (Mt 2,3). I potenti della capitale, le autorità politiche, religiose, culturali erano paghe del loro potere e non cercavano altro; anzi la notizia di quella novità, provocò un terremoto. Accadrà la stessa cosa una trentina d’anni più tardi, quando Gesù entrerà in città seduto sopra un asino, acclamato Re dalla gente. Lo stesso evangelista scriverà che tutta la città fu presa da agitazione (Mt.21,10). Il loro interesse non era la verità, ma il potere.

Narra ancora il Vangelo che la Stella scompare quando i Magi entrano in Gerusalemme; come a dire che siccome gli abitanti e i loro capi non cercavano nulla, non avevano neppure bisogno di un segnale indicatore. La Stella comparirà di nuovo alla loro uscita e si fermerà solo sopra la casa dove erano il Bambino e sua Madre.
Dio indica sempre una strada a chiunque ne vada in cerca. Chi è pago di se stesso, di quanto ha, delle proprie capacità, della propria tecnologia, non vedrà alcun segno e si scuserà sostenendo perfino che la Verità non esiste.






da: http://www.assisiofm.it/commento-alla-parola-epifania-del-signore-anno-a-3590-1.html






 

 

 

 

 

 

 

 

 

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