8 settembre: festa della Natività della Vergine Maria
Madonna sempre nascente

don Cristiano Mauri



Ti chiamano la Sempre Vergine. Dicono anche di te che da sempre sei Immacolata, fin dalla tua concezione. E ora per sempre nella Gloria. Certo, credo ai quei dogmi, che ti fanno così bella.
Eppure ho l'impressione che non rendano del tutto ragione di quel che sei. Mi pare sappiano un po' di fissità. Un che di statuario, imponente e immobile nella sua palese perfezione.
Come se tu fossi nata "già compiuta" e la tua vita sia stata la riproposizione della solida verità dei tuoi dogmi. Nessun movimento, nessuno sviluppo, nessuna dinamica. Chi l'ha mai vista una donna che non sia in perenne movimento, interiore o esteriore? Figuriamoci una madre. Non se ne può certo fare un dogma, ma per farti giustizia io un'aggiustata a uno dei tuoi tanti nomi io lo darei: non Santa Maria Nascente, piuttosto Santa Maria Sempre Nascente. E' più vero. E' certamente più evangelico. Perché noi ti celebriamo una volta all'anno nella tua nascita, ma i Vangeli ti raccontano come una donna in perenne rinascita.

Sì, Madre nostra, non sei nata una volta sola.
Tu sei la Madonna Sempre Nascente.

Quella volta in cui vedesti la luce, là nella casa in fianco al Tempio da tua madre Anna, assistita da tuo padre Gioacchino, fu già la seconda nascita. La prima, nel grembo di Dio, fu il raggiungerti primitivo della Pasqua di tuo Figlio, a salvarti per prima dalla macchia originaria. L'angelo, quel mattino dell'annuncio, ti mise al mondo come Madre del Figlio Unigenito, e la tua parente Elisabetta, battezzandoti beata tra le donne, ti partorì poco dopo come colei che opera la volontà di Dio, e ti insegnò la lingua della lode a Lui. Fu a Betlemme che per la prima volta ti scopristi nutrimento di Dio; anni dopo, anche tu, dalle parole di tuo Figlio fosti iniziata alla Vita che nasce dal Pane divino, e comprendesti una volta per tutte che "non di solo pane vive l'uomo". I Magi ti fecero madre di tutti i popoli.

 


Gesù dalla Croce ti rimise al mondo ancora una volta, quale Madre unica dell'intera schiera del popolo dei suoi discepoli. Non ti fu difficile accogliere quell'ultimo gesto, fu Lui poco prima a generarti alla vita da discepola del tuo stesso Figlio: "Mia madre e i miei fratelli sono coloro che operano la volontà di Dio".

Nascesti quel giorno come vera Madre di ogni credente. D'altronde da subito il buon Dio si adoperò per farti nascere e rinascere nel giusto ruolo di Madre. Ricordi quando il bimbo ti fu rubato dalle braccia da Simeone il giorno della Presentazione al tempio? E quella sensazione di perdita di Lui che provasti non tanto quando ti accorgesti che non era più nella carovana di ritorno da Gerusalemme, piuttosto quando udisti quelle parole: "Perché mi cercavate?"?. Fu la nascita più dura quella, vero? Quanto dovesti ripensarti come Madre? Quanta umiltà dovesti mettere nel tuo ruolo materno per lasciare che fosse Lui a plasmarne contorni e colori? Lo consegnasti lì tuo figlio, in quel ritorno a Nazaret. E la sera dell'arresto, in cui fu Lui a consegnarsi, il tuo fu un sì d'approvazione a un amore che tu stessa avevi già imparato da Lui. Rinascesti anche come Madre di Colui che avrebbe manifestato la Gloria di Dio. Così comprendesti quel giorno a Cana. Partoristi Gesù un'altra volta: "Non vedi che non hanno vino? Quel che vi dirà fatelo"; divenendo la Madre del Cristo glorioso. Madre della Gloria di Dio. Madre nella Gloria di Dio.

L'ultima nascita, come un'inclusione, dentro tutto quell'unico mistero pasquale di Morte, Resurrezione, effusione dello Spirito e Assunzione. Sono certo che venne a cercar te il mattino di Pasqua.
I Vangeli, pudichi e discreti, tacciono l'incontro che ogni cuore di madre e ogni animo di figlio sanno bene essere certamente avvenuto. Nascesti definitivamente in quella voce così solita e così nuova: "Madre".
La vita risorta ti si aprì e ti portò immediatamente in cielo. Tu sei la donna della Pasqua. Donna dell'eterna rinascita. Maria Sempre Nascente. Ed è così che ritorni ogni giorno nel mondo, sulle ali di quello Spirito che ogni volta ti ha ridato nuova luce e nuova vita. Madre dello Spirito, Madre nello Spirito.

La storia ha raccolto questa tua virtù: Maria Sempre Nascente. Tanto che non v'è luogo dove tu non rinasca e prenda nuova vita e nuovo nome, in questo o in quel santuario.
Ti contemplo così quest'oggi, Madonna della rinascita.

Tengo gli occhi e il cuore fissi sulla tua limpida capacità di riceverti ogni giorno dalle mani di Dio, così come Lui, di volta in volta amava riconsegnarti a te stessa. Questa è l'infanzia evangelica che tuo Figlio predicò e chissà che non la vide stupito in te, per la prima volta. Ti lasciasti, con infinita docilità e fiducia in Lui, mettere e rimettere al mondo dalla fantasia amante, creativa e creatrice di Dio.

La tua pochezza e la grandezza del Suo agire furono in te consapevolezza radicata e terreno buono in cui la dinamica della Pasqua potesse splendere. Così viaggiasti leggera, senza pesi e ingombri inutili, con le mani libere di prendere e lasciare, di volta in volta, ciò che ti veniva consegnato o chiesto. Libera nel corpo, libera nello spirito che svuotasti perché un Altro vi prendesse dimora.

La povertà di spirito - il tuo - divenne ricchezza nello Spirito - il Suo - che ti costituì madre in tutte le forme possibili. Anzitutto generando in te quell'atteggiamento recettivo del lasciarsi amare, del ricevere nel dare, che è l'opera vera dello Spirito, la virtù evangelica per eccellenza, la qualità femminile e materna più autentica.
Mai compiuta, mai finita, sempre in rinascita. Perciò l'umiltà fu il tuo secondo nome e il motivo di tanta predilezione divina. Una perenne giovinezza, rivolta al Padre in costante atteggiamento di dipendenza, necessariamente legata a quel Nome che rinnovava, giorno per giorno, il tuo.

Madonna Sempre Nascente, volutamente, consapevolmente, liberamente sempre nascente.
Vorrei avesse un po' di più questo tuo volto la nostra Chiesa, nei tempi travagliati ed esigenti che attraversiamo.

Chiesa Madre, sì. Madre neonata però, come te.
Ogni giorno messa al mondo dalla Grazia dello Spirito.
Capace di farsi rinnovare e reinventare ogni giorno.
Libera, fresca, docile, leggera, indifesa, simpatica, stupita, in tutto dipendente da Chi l'ha generata.
Come una neonata.
Chiesa sempre Nascente, volutamente, consapevolmente, liberamente sempre nascente.
Così, solo così, è Chiesa della Pasqua.







da: omelia don Cristiano Mauri - 8 settembre 2012

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/26325.html







 

 

 

 

 

 

 

 

 

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