15 AGOSTO: ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA
Gian Mario Redaelli


Ap 11,19; 12,1-6.10 • Sal 44 • 1 Cor 15,20-26 • Lc 1,39-56


“MARIA È ASSUNTA IN CIELO: ESULTANO LE SCHIERE DEGLI ANGELI”


IL MESSAGGIO

L’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo “in corpo e anima”, proclamata come verità di fede (dogma) da Pio XII, nel 1950, rivela il compimento della pasqua di Gesù (cioè la glorificazione del corpo) in colei che è stata per eccellenza la “discepola fedele”: “
Beata per aver creduto all’adempimento delle parole del Signore”.

Con la solennità odierna, la Chiesa rende manifesta la speranza che l’umanità di tutti i tempi è chiamata ad essere glorificata con Gesù.
La Chiesa contempla, ancora, in Maria “l’immagine e l’inizio” di ciò che, un giorno, si compirà anche per essa.
Commoventi le parole con cui i Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II hanno voluto ricordare questa singolare vocazione di Maria: “Sulla terra (Maria) brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore” (Lumen Gentium 8). “Segno di speranza e di consolazione”: c’è di che gioire in questa festa. Le letture bibliche ci aiutano a cogliere la bellezza del messaggio “mariano”, da cui sono attraversate .

   


PRIMA LETTURA
Giovanni descrive, come in un grande affresco, il destino di gloria verso cui è in cammino la Chiesa, pur tra le tribolazioni della storia (lotta tra il drago e la donna). Sulla vita della comunità cristiana domina l’Arca dell’Alleanza, segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Al suo interno (nel suo grembo), mediante i Sacramenti, è generato il Cristo, che realizza il perfetto e definitivo incontro tra l’uomo e Dio.

Nella storia, poi, dove vive, la Chiesa deve sostenere la lotta contro il male (il drago), che attenta alla vita sua e del bambino. In questa situazione di persecuzione, la Chiesa nutre la speranza della salvezza e intravede la vittoria finale: “Ora si è compiuta la salvezza”. I Padri della Chiesa (Agostino, Bernardo) accostano alla Chiesa, adombrata in questa pagina, la storia e la missione di Maria “Arca dell’alleanza”, che genera nella storia il Figlio di Dio, Gesù Cristo.
Ella è la pellegrina che passa tra difficoltà e persecuzioni (sul Calvario, le verrà strappato il Figlio), rimanendo ferma nella fede e certa della vittoria finale .
Il Salmista, esorta la sposa a dimenticare la sua patria e la sua famiglia per unirsi al proprio sposo. Un’immagine, quella sponsale, cara alla Bibbia per manifestare il rapporto tra Dio e il suo popolo.


VANGELO
In Maria rifulge, in modo eminente, la presenza di Dio e la sua opera di salvezza; bene si addice a lei l’immagine dell’Arca dell’alleanza. Ne è consapevole Elisabetta che, per la gioia dell’inaspettata visita della cugina, esclama: “Benedetta tu... e benedetto il frutto del tuo grembo”; espressione in cui è racchiusa la vocazione e la missione di Maria. In lei si incarna Gesù, il Figlio che Dio dona a noi; ella è la prima a credere a questo evento.

Con Elisabetta, è la Chiesa che gioisce e si stupisce davanti all’evento di Dio che, in Gesù, viene ad abitare tra noi. Con Maria è ancora la Chiesa a benedire il Signore perché “ha soccorso Israele, suo servo”. Il canto del Magnificat, sgorgato dal cuore di Maria, non si sarebbe mai più spento sulle labbra della Chiesa, che lo canta ogni sera, nella preghiera dei vespri. La vera realizzazione della vocazione umana non sta nei successi, ottenuti con la prepotenza e, per questo, denunciati con forza dal cantico, ma nel servizio umile e generoso. L’evangelista sottolinea che i veri costruttori della storia non sono “i grandi”, ma “i piccoli”: “Ha rovesciato i potenti, ha innalzato gli umili”.

SECONDA LETTURA
La vita divina, offerta in tutta la sua pienezza a Maria, toccherà in sorte anche a noi. La causa di questo dono è Gesù Cristo, che l’apostolo definisce “primizia”.
Con il suo affidarsi totalmente al Padre, Gesù ha portato a compimento il progetto di salvezza. Maria, accogliendo in pienezza nella sua vita Gesù, partecipa della sua stessa gloria, per questo Paolo scrive: “Prima Cristo.., poi quelli che sono di Cristo”, e Maria è di Cristo! Con la sua assunzione al cielo, ella diviene un appello per noi a non finire “tra i nemici del Signore”, tra gli schiavi dell’ultimo nemico, la morte.


RIFLETTI

Nell’assunzione di Maria al cielo ti è stata indicata la meta del tuo cammino di pellegrino: la vita eterna per la quale sei stato creato. Quando le tribolazioni della vita fanno sentire il loro peso, guarda a Maria e pensa che lei ce l’ha fatta; là dov’è lei, un giorno arriverai anche tu! La Chiesa ama definire Maria “stella del mattino”, che annuncia l’alba imminente: Gesù Cristo.

Molta gente, forse, non gusta più questa grande festa perché si accontenta del riposo al mare e ai monti, pur necessario, per poi tornare stancamente alle proprie occupazioni. Prendi le distanze da questo modo di pensare che porta a “guardare in basso” e non stancarti di “guardare in alto”. Questo è un giorno di meravigliosa speranza per tutti, anche per te!







da: Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 210-212

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org