15 MAGGIO: PENTECOSTE
Gian Mario Redaelli



At 2,1-11 • Sal 103 • Rm 8,8-17 • Gv 14,15-16.23b-26


“TUTTI FURONO PIENI DI SPIRITO SANTO”


IL MESSAGGIO

L’evento della Pentecoste è una pagina nuova scritta nel tormentato ma affascinante libro della storia; una pagina scritta da Dio con il “dono” dello Spirito Santo fatto da Gesù agli Apostoli, radunati con Maria nel Cenacolo. Oggi siamo sollecitati, pertanto, a
prendere più viva coscienza della presenza e dell’azione dello Spirito Santo nella Chiesa e in noi. È Lui il “grande regista” della missione ecclesiale che:
--- anima la comunità cristiana; porta e rende efficace il Vangelo di Gesù Cristo;
--- aiuta a vivere in coerenza con la fede;
--- rinnova il nostro cuore e ispira le nostre azioni, rendendole “giuste”, gradite a Dio.

Nella comprensione di questo evento, che si compie in Gerusalemme ed è descritto come una grande “epifania” simile a quella del Sinai, ci guidano il Salmista, Luca, Giovanni e Paolo. Ognuno di loro, con forme e linguaggio diversi, ci aiuta a cogliere la bellezza della solennità odierna.

   


PRIMA LETTURA
Con il linguaggio delle grandi manifestazioni di Dio (promulgazione della legge al Sinai), Luca racconta la forte e singolare esperienza vissuta dagli Apostoli nel Cenacolo. Nel descrivere “l’irruzione” dello Spirito nella storia umana, l’evangelista sotto linea che “cominciarono a parlare in altre lingue”.
Elencando i popoli con l’intento di evidenziare la diffusione del cristianesimo ovunque, l’autore, con tutta probabilità, ha in mente la “tavola delle nazioni” (Genesi capitolo 10, secondo la quale gli ebrei pensavano che settanta fossero le nazioni sulla terra). Le lingue della Chiesa sono tante, ma tutte professano l’unica fede nel Signore Gesù Cristo.
L’unità tra i popoli, infranta a Babele (la città biblica simbolo dell’orgoglio e dell’oppressione), dove più nessuno capiva il vicino, si ricompone sul colle di Sion dove, con stupore, è detto: “li udiamo annunziare nelle nostre lingue” . La Chiesa diviene così “l’anti-Babele”.
Il Salmista, benedicendo con tutto se stesso il Signore, perché il suo Spirito è il grande respiro che anima ogni cosa, si augura che Dio possa sempre gioire delle sue opere come all’atto della creazione.

SECONDA LETTURA
S. Paolo, pur non descrivendo alcun avvenimento, unisce la sua voce a quella di Luca e Giovanni e intona il suo canto allo Spirito, evidenziando gli effetti che la sua azione produce nella vita della comunità e del credente:
--- come per Gesù, Egli schiude anche per noi le porte della vita eterna,
--- fa risorgere l’uomo ferito a morte dal peccato,
--- libera dalla schiavitù del male e rende figli di Dio gli uomini, facendo fiorire sulle loro labbra l’invocazione stessa di Gesù: “Abbà, papà”.
Perché un uomo riconosca nelle parole di un altro la Parola di Dio (come era avvenuto a Gerusalemme) è necessaria l’azione dello Spirito Santo; è Lui che “attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio”.

VANGELO
Giovarmi colloca alla sera stessa di Pasqua l’evento della Pentecoste e lo racchiude in un semplice gesto compiuto da Gesù sugli Apostoli: “
alitò su di loro”. Un atto carico di simbolismo che, per chi ha familiarità con le S. Scritture, non può non rimandare alla creazione, quando lo “spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Gen 1,2) e dava vita alla creature che Dio aveva plasmato a sua immagine.
La comprensione dell’atto delle origini è nelle parole con cui il Risorto fa ora dono di quanto promesso e annunciato nei discorsi dell’addio:
“Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete...”.
È lo Spirito Santo:
--- il “Consolatore”, cioè il difensore dei discepoli immersi nella trama della storia dove sono contestati e perseguitati;
--- a “insegnare e ricordare” quanto Gesù ha detto;
--- a rendere nuova l’umanità e a liberarla dal maligno, tramite il sacramento del Perdono celebrato nella Chiesa.

RIFLETTI

Lo Spirito Santo è il frutto più alto della Pasqua e la forza viva del Risorto che ha cambiato la vita degli Apostoli. Anche a te è stato donato nel Battesimo e nella Cresima: lo preghi? Ti lasci guidare da Lui? Quando avverti insensibilità e durezza ai suoi richiami, non avere paura d’invocarlo con le parole risuonate nella sequenza (inno): “Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò ch ‘è sviato”.

Più volte hai ripetuto con il Salmista: “Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra”;
sei consapevole che con la Pentecoste la “Luce che viene da oriente”, cioè Cristo, si diffonde nel mondo a partire da Gerusalemme?
Unisci, dunque, la tua voce a quella del Salmista, di Giovanni, Luca e Paolo e proclama le meraviglie che lo Spirito va operando nella tua vita e attorno a te.







da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 95-97




 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org