27 MARZO: DOMENICA DI PASQUA
Gian Mario Redaelli



At 10,34a.37-43 • Sal 117 • Col 3,1-4 • Lc 24,1-12


“ED ESSE SI RICORDARONO DELLE SUE PAROLE...”


IL MESSAGGIO

Il silenzio, sceso sul Calvario e prolungatosi per tutto il sabato, "
era un gran giorno quel sabato”,il silenzio, rotto dal pianto sommesso di Maria di Magdala, al sepolcro, è oggi squarciato dal grido di gioia della Chiesa che contempla il suo Signore, risorto e vivente.

La Parola di Dio, proclamata nella Veglia pasquale “madre di tutte le veglie” e in questo “santo giorno di Pasqua”, giorno fatto dal Signore, fa prorompere dal cuore il gioioso canto dell’alleluia. È l’annuncio della Pasqua: “
Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato”. Senza questo annuncio a nulla servirebbe credere, ma...: “Cristo è risorto!”.

  PRIMA LETTURA
“Passò beneficando e risanando”:
in questa espressione Pietro sintetizza la vita terrena di Gesù, interamente spesa in un servizio d’amore ai suoi, amati “fino alla fine” (Gv 13,1).
La sua non è stata una lotta contro la persona, ma contro il male che si annida nel cuore dell’uomo e ha il suo autore nel maligno.
Sulla medesima strada del Maestro si incamminano i discepoli.

Il Salmista canta la gioia che ha in cuore ed invita il popolo ad unirsi al suo rendimento di grazie al Signore che, nella prova, è intervenuto liberandolo e disperdendo i nemici.


SECONDA LETTURA
Ai cristiani di Colossi (nell’attuale Turchia) l’apostolo indica il cielo e la gloria come punto di arrivo del lungo cammino pasquale, iniziato con il battesimo: “Anche voi sarete manifestati con Cristo nella gloria”.
La Pasqua di Gesù inaugura la nuova creazione che raggiungerà la sua pienezza quando “Dio sarà tutto in tutti”.

VANGELO
Dopo averci accompagnati al Calvario, testimoni e partecipi del dramma là consumatosi, Luca ci conduce ora al luogo della sepoltura per far udire il messaggio che sconvolge le donne:
“Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”.

La tomba scoperchiata e vuota è il segno offerto alle donne, ma anche a noi, che l’amore non può “essere sigillato” in un sepolcro. Gesù non può vivere solo nella memoria, come i “grandi” della storia, i cui corpi sono conservati nei mausolei. Egli vive per sempre!
Con le donne, corse per prime al sepolcro, ripercorriamo la singolare esperienza fatta alle prime luci del giorno e prestiamo attenzione al movimento creato dall’evangelista nel descrivere l’accaduto:

---- “Trovarono la pietra... ma non trovarono il corpo”. Gesù risorto non può essere cercato e trovato come un oggetto sparito, ma accolto nella fede. Si trova, invece, la pietra, ormai rotolata via, che rimanda ad un’altra realtà non facile da racchiudere nell’esperienza fatta di sensazioni da parte delle donne.

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“Erano incerte...”. È la perplessità di chi è nel dubbio di fronte ad un evento che sembra contraddittorio. Le donne non hanno chi può dare loro delle certezze; gli stessi Apostoli, annota Luca, pensano a vaneggiamenti, frutto di fantasia.

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“Ecco apparire ...”. È la svolta! È l’irruzione di Dio che comunica con le donne, attraverso il “segno” angelico. Ma per loro non è ancora la luce; è piuttosto un fulmine che sorprende.

 

---- “Ricordatevi...”. È l’inizio della comprensione. Per la Bibbia, “ricordare” dice evento che rinasce nell’oggi e non semplice memoria del passato; è sperimentare che la promessa fatta, oggi si realizza; infine, è fare la gioiosa scoperta che una parola, detta da Gesù, non è morta appena uscita dalle sue labbra, ma giunge fino a noi; da qui l’annuncio.

---- “Annunziarono...”. Sono loro (donne tenute in nessuna considerazione) a portare l’annuncio strabiliante della risurrezione (come i pastori a portare quello della nascita di Gesù ).


RIFLETTI

Gesù ha percorso la strada del servizio all’umanità fino a donare la vita; gli Apostoli e la Chiesa di tutti i tempi si sono incamminati sulla medesima strada... e tu?

La Pasqua è, dunque, fonte di gioia, di speranza e di vita per il creato intero, perché il Cristo risorto vive nella sua Chiesa e l’accompagna verso il Regno: “Ecco io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”. Avverti in te questa speranza e questa gioia?

Accogliere l’evento della risurrezione significa lasciarsi trasfor-mare la vita per renderla come quella di Gesù: una vita spesa per amore, una vita in cui “fare la volontà del Padre” diviene l’unico scopo.

È Pasqua per te se vivi come Gesù, parli, agisci, ami e perdoni come Lui: ti ritrovi in questo programma di vita? Se sì, puoi correre come Maria di Magdala da Simon Pietro e gli altri possono dire di te quanto scritto da Giovanni nel suo Vangelo: “Vide e credette”.







da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 73-75




 

 

 

 

 

 

 

 

 

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