13 MARZO: QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA
Gian Mario Redaelli



Is 43,16-21 • Sal125 • Fil 3,8-14 • Gv 8,1-11



“Va’ e d’ora in poi non peccare più”


IL MESSAGGIO

Il nostro cammino quaresimale si arricchisce, oggi, di altre pagine sul perdono, frutto dell’amore “mai stanco” di Dio e il solo capace di generare vita nuova in chi lo riceve. Dalla parabola del figlio prodigo (domenica scorsa) al fatto di cronaca odierno, il cuore di Cristo parla il medesimo linguaggio dell’amore e del perdono.

Gesù è l’interprete autentico e singolare dell’amore del Padre e, proprio perché è Dio come il Padre, Egli può dire: “Va ‘e d’ora in poi non peccare più”. I suoi gesti sono “segno” dell’efficacia della Parola di Dio, che attua ciò che dice.
Un sincero pentimento per un passato, sciupato in una vita disordinata, è capace di aprire la creatura ad un futuro di speranza e di gioia, cioè ad un futuro di vita.
Nell’avanzare della Quaresima c’è un crescendo del tema della conversione, quasi un contagio.
Sì, abbiamo bisogno di essere af-ferrati dalla misericordia di Dio.

  PRIMA LETTURA
Il brano è un canto al Dio “sempre fedele”!
Isaia paragona il ritorno degli esuli da Babilonia ad un secondo esodo e invita i suoi connazionali a non pensare al passato, ma a guardare avanti con fiducia. Quel passato, rimasto nella memoria con i segni della distruzione, fa ancora paura e rischia di bloccare speranze e progetti per il futuro, insinuando nel popolo il tarlo della rassegnazione.
È, quindi, provvidenziale il grido del profeta:
Non ricordate più le cose passate... ecco, faccio una cosa nuova”.

È un chiaro invito a uscire dall’inerzia e cogliere la nuova realtà che già germoglia.
Come al tempo del grande esodo dall’Egitto Dio “offri una strada nel mare”, così ora, sempre fedele alle promesse fatte, Dio aprirà “una strada nel deserto”; ne è sicuro e convinto il profeta.

Il Salmista canta la gioia degli esiliati che, quasi trasognati e ancora increduli per l’inaspettata liberazione, s’incamminano sulla strada del ritorno, ansiosi di rivedere la terra dei padri.


SECONDA LETTURA
S. Paolo invita la comunità di Filippi a vedere “il futuro” dell’uomo nella persona di Gesù, verso il quale l’apostolo corre, certo che in Lui ogni cosa è fatta nuova.
Se per il profeta la terra a cui tornare era quella dei padri (la Palestina), per Paolo la meta definitiva è la “
patria nei cieli”; da qui l’invito a fissare lo sguardo in Dio.

La Pasqua di Cristo, che tutto trasforma, è la meta del cammino di conversione; per questo la vita cristiana è paragonata ad una “corsa”, inadatta a chi è pigro, indolente e indifferente.

VANGELO
La mirabile pagina celebra il perdono offerto ad una donna, a cui Gesù tende la mano per farla uscire dal baratro del peccato, in cui era precipitata con la sua vita disordinata.
Con un inaspettato gesto di perdono, le viene aperto un percorso di limpidezza e purezza: “
Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”. Per la forza delle parole di Gesù, la donna torna ad ossigenare un’esistenza soffocata dal male e intuisce che è possibile vivere meglio di come era vissuta. Essa lascia alle spalle una vicenda di adulterio, con il trauma della flagranza e lo scampato pericolo della lapidazione, evitata per un soffio.

La scena, con al centro una peccatrice umiliata e ancor più disprezzata perché donna (l’adulterio era punito solo nella donna), è caratterizzata da due atteggiamenti:

-- quello degli scribi e farisei, difensori della pubblica moralità, indifferenti alla situazione della donna e unicamente preoccupati di tendere un tranello a Gesù per squalificarlo (con il perdono avrebbe violato la legge ebraica, con la condanna a morte il diritto romano, a cui solo spettava comminare tale pena);

-- quello di Gesù, che con una semplice frase smaschera le ipocrisie annidate nel cuore dei presenti, i quali lentamente si defilano all’udire le parole: “
Chi di voi è senza peccato...”. Rimangono Gesù e la donna; nel silenzio della piazza ormai deserta, è celebrato il perdono che, solo, libera completamente e genera vita nuova nella creatura che ne è raggiunta.

-- C’è un figlio maggiore, il cui ingresso in scena sembra gelare la festa appena incominciata. Una reazione, la sua, di chi vuol far pesare il proprio sdegno: "
ha divorato i tuoi averi"; egli arriva a manifestare parole di vittimismo: "ecco, io ti servo da tanti anni...". Anche verso questo figlio più grande il padre intraprende un cammino di redenzione:
- lo prega di entrare in casa,
- gli offre tutto se stesso "
tutto ciò che è mio",
- gli svela il segreto della gioia che consiste nel perdono, il solo a generare vita nuova.

RIFLETTI

Proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”: non ci sono parole più indicate per esprimere la conversione del cuore come taglio deciso con il passato di peccato e orientamento al nuovo.
Avverti in te questo “germoglio” di vita nuova, che è la vita della Pasqua?
Di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo, l’apostolo Paolo scrive che è pronto a lasciar ogni cosa, considerandola “come spazzatura”. È così anche per te?

Dio non abbandona le creature alle fatali conseguenze del peccato, ma in Gesù si fa loro incontro e dice: “Neanch’io ti condanno...”.
Oggi, a te sono rivolte queste parole che suonano invito a “reinventare” l’esistenza, non lasciandola in balia di abitudini e vizi che possono sciuparla, ma orientandola al bene;
a vivere la vita non come qualcosa da “consumare”, ma da “donare”.

È la strada stretta della Quaresima, ma è l’unica che conduce alla Pasqua. Prepara così la tua confessione pasquale, sperimenterai la stessa gioia della peccatrice. Fa’ tesoro di questa pagina, non potevi ricevere lezione più appropriata sul perdono da accogliere, ma anche da offrire.





da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 63-66




 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Il dolore, la resa e il Padre - Marcello Farina
Benedetto Colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele - Sant'Andrea di Creta
Egli offrì se stesso per noi - san Fulgenzio di Ruspe
Il fedele nutrizio e custode - San Bernardino da Siena
"Ecco la vera conversione" - D. Javier Calavia Balduz
"Chi diede la vita, insegnò anche a pregare - san Cipriano
"Il Regno delle opere di Misericordia" - Enzo Bianco
E' Quaresima" - Marco Cè
In Cristo siamo stati tentati e in lui abbiamo vinto il diavolo - sant'Agostino
L'attualità delle opere di misericordia ... - Vincenzo Rini

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org