MERCOLEDÌ DELLE CENERI
Gian Mario Redaelli



Gl 2,12-l8 • Sal 50 • 2 Cor 5,20 - 6,2 • Mt 6,1-6.16-18



“Laceratevi il cuore!”
“Lasciatevi riconciliare con Dio!”
“Guardatevi!”



IL MESSAGGIO

È ben racchiuso nelle tre espressioni che sono risuonate nelle letture odierne. Sono tre imperativi che, se accolti, orientano il cammino che oggi intraprendiamo verso la Pasqua. È il caso di dire, come qualcuno ha scritto, che il Mercoledì delle Ceneri “
è la porta della Quaresima”.

Con simboli molto incisivi, la Parola di Dio mette nel cuore una gioiosa speranza, capace di vincere la sottile tentazione di credere che nulla cambi attorno a noi e nel mondo. Proviamo a scoprire nelle letture questi simboli, inciderli nella mente e calarli nella vita.

Un giorno segnato:
— dall’imposizione dell’austero segno delle
ceneri, che la Chiesa ha preso dalla tradizione biblica e che compie accompagnandolo con parole che scuotono dal torpore: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”; “Convertiti e credi al Vangelo”;
— dal
digiuno chiesto a tutti gli adulti in segno di disponibilità all’ascolto di Dio e di solidarietà con chi “digiuna tutti i giorni”, perché privo del necessario;
— dalla decisione per una
conversione autentica, che cambi il nostro sguardo su Dio, su noi stessi e sugli altri. Questo capovolgimento (conversione) di tutta la nostra persona è innanzitutto opera di Dio, che ci è al fianco, sempre pronto ad accoglierci.

   


PRIMA LETTURA
Il brano, tratto dagli scritti del profeta Gioele, invita a compiere un cammino interiore ed esteriore di crescita spirituale, oltre che descrivere una vera celebrazione liturgica: “Convocate un’adunanza solenne, radunate il popolo, indite un’assemblea”. È un testo che delinea molto bene il volto della Quaresima. Il profeta si fa portatore del messaggio di Dio, che esorta alla penitenza e promette la sua grazia.
Il Salmista interpreta bene i sentimenti dei credenti che, raggiunti dalle sollecitazioni divine, si sentono toccati nel cuore e, consapevoli della propria colpa, invocano: “Perdonaci, Signore.’ abbiamo peccato”.

SECONDA LETTURA
Anche l’apostolo Paolo, come Gioele, si presenta come ambasciatore di Cristo e chiede ai cristiani di Corinto
sincera disponibilità alla riconciliazione con Dio.
Se Gioele parla del “
giorno del Signore”, l’apostolo indica l’arrivo del “giorno della salvezza”. Per chi dà una sterzata decisiva alla vita, cioè si converte, il giorno del Signore è pure giorno di salvezza.
E dunque “
ora il momento favorevole, il giorno della salvezza!”.

VANGELO

L’evangelista Matteo richiama alcune pratiche che caratterizzano il programma della Quaresima: le opere di carità (elemosina), la preghiera e la mortificazione (digiuno). Gesù, evidenziando il vero spirito di queste pratiche, mette in guardia i suoi discepoli dall’ostentare davanti agli uomini le proprie pratiche religiose, preoccupandosi, piuttosto, di piacere al Signore.
In effetti, Gesù evoca il digiuno, la preghiera e l’elemosina non come un fine, ma nella prospettiva di una vita più vera e piena; se l’elemosina non è che l’occasione per misurare le proprie capacità di essere caritatevoli e la soddisfazione del nostro amor proprio, essa sarà la nostra sola ricompensa, e sarebbe ben poca cosa.
La verità su noi stessi, che talvolta può anche inquietarci, la troviamo solo in un “cuore a cuore” con il Signore; ecco la preghiera che Gesù raccomanda con insistenza.
Il digiuno, allora, diviene l’occasione che permette a Dio di allargare il nostro cuore, perché Egli rende il centuplo lo spazio che gli concediamo.
La vera ricompensa, la sola che vale la pena di perseguire, è la trasformazione di tutto il nostro essere o, meglio, la sua conformazione sempre più autentica all’amore di Dio.


RIFLETTI

Senti rivolte a te le indicazioni contenute nei tre imperativi risuonati nelle letture? Se sì, non ti resta che mettere nello zaino l’attrezzatura necessaria per intraprendere il cammino della Quaresima.
Ora la conosci: più spazio e tempo alla lettura della Parola di Dio e alla preghiera, custodia del silenzio in te e attorno a te, pratica del digiuno e dell’astinenza, attenzione ai poveri, condividendo con loro qualcosa di tuo.
Con questa attrezzatura puoi affrontare la lotta con il maligno, che troverai sul cammino come l’ha trovato Gesù, ma al quale potrai dire con la forza che ti viene dal Signore: “Vattene! “. Solo così potrai giungere alla Veglia di Pasqua e gridare con la gioia del discepolo: “Credo!





da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 46-48




 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org