28 FEBBRAIO: TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
Gian Mario Redaelli



Es 3,1-8a.13-15 • Sal 102 • 1 Cor 10,1-6.10-12 • Lc 13,1-9



“Io sono il Dio di tuo padre...”


IL MESSAGGIO

Tutta la Storia della Salvezza corre sul filo di un dialogo che Dio intende riannodare con l’uomo. Pertanto, è urgente per l’uomo riconoscere la voce e il passaggio di Dio, perché è questione di vita o di morte e apre ad un dialogo che fiorisce in amicizia (prima lettura).

Diversamente, non riconoscere la sua voce è rivivere la medesima amara esperienza dell’Israele antico, durante la traversata del deserto del Sinai (seconda lettura).
Il non riconosciuto passaggio di Dio, infine, può riservare l’amara sorpresa di ritrovarsi alle prese con un’esistenza sterile che, priva di opere buone, a nulla serve: proprio come un albero senza frutti.

Le conseguenze sono sottolineate da Gesù con il suo pressante appello alla conversione, perché la storia è breve e talvolta anche troncata in modo improvviso e drammatico (Vangelo).

Il tutto, sempre nel deserto: luogo privilegiato per l’ascolto di Dio, che chiama (Mosè); luogo della prova e della contestazione (Massa e Meriba), ma anche della possibile vittoria sul maligno (Gesù).


  PRIMA LETTURA
Episodio molto conosciuto, ma sempre carico di mistero! “...e Dio chiamò Mosè”: sentirsi chiamare per nome, in un luogo deserto e di totale solitudine, dà un brivido ed un’emozione indescrivibili.

È quanto capita a Mosè, coinvolto in un’esperienza singolare di confidenza con Dio, che gli rivela il suo nome. Davanti al roveto ardente Mosè scopre che Colui che lo chiama è un Dio di misericordia e compassione; un Dio che si ricorda di lui e del suo popolo: “Ho osservato la miseria del mio popolo … conosco le sue sofferenze”.

Il dialogo si fa poi rassicurante quando si sente dire: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe...”.
Un Dio che rinfresca la memoria a un Mosè che, sconsolato e deluso per il fallimento dei propri progetti, rischia di dimenticare le radici della sua fede.

Il Salmista, con intenso affetto, rivolge una dolce e soave preghiera al Signore per celebrarne la bontà misericordiosa.
Unisci la tua voce alla sua quando sperimenti la guarigione dal peccato.


SECONDA LETTURA
S. Paolo evoca ai cristiani di Corinto le grandi tappe della liberazione d’Israele dall’Egitto con i segni che l’hanno caratterizzata: il passaggio del Mar Rosso, il dono della manna e dell’acqua. Egli ricorda poi il valore esemplare di quella vicenda: Israele, in marcia nel deserto, è assalito dalla disperazione e arriva a ribellarsi a Dio, dubitando di Lui e della sua capacità di salvare: “
Mormorarono e caddero vittime dello sterminatore”.

Conseguenza della sfiducia in Dio è la situazione tragica in cui viene a trovarsi il popolo: fame, sete, solitudine, sconfitta, serpenti velenosi... L’apostolo conclude dicendo: “
Fratelli, non mormorate … Tutte queste cose sono state scritte per ammonimento nostro”.

VANGELO
I due fatti di cronaca, riportati da Luca, suonano pressante invito ad
intraprendere in modo serio il cammino di conversione. Lungi dal leggere come punizione divina le morti violente descritte, Gesù intende scuotere le coscienze degli uditori dall’apatia e provocarli a decisioni serie di conversione.

Chi lo interpella, aspettandosi una condanna del tiranno romano o una facile considerazione sul destino e sulla fatalità degli eventi, si vede costretto a spostare l’attenzione sulla propria indifferenza e superficialità. Non è mai troppo tardi per convertirsi, ma è urgente farlo e non disattendere l’invito del Signore, perché potrebbe essere quello definitivo per ciascuno. Viene così sottolineata l’esemplarità degli episodi, per ricordare che improvviso può piombare il giudizio di Dio su questa storia, e guai all’umanità “
corrotta e reticente alla conversione”.

RIFLETTI

Io sono il Dio di tuo padre ...”: che bella lezione per te! Il tuo Dio è il Dio di tutti coloro che ti hanno educato alla fede: della tua comunità parrocchiale che ti ha accolto per il battesimo, dei tuoi genitori che ti hanno insegnato a pregare, dei tuoi catechisti ed animatori che ti hanno accompagnato alla scoperta del Vangelo.

Hai mai pensato che la Messa della domenica può essere per te il “roveto ardente” davanti al quale sei convocato per ascoltare Dio che ti chiama per nome e, forse, rinfresca anche a te la memoria delle tue origini cristiane?
Di fronte al male dilagante e che tanto inquieta, ripensa alle parole rivolte da Dio a Mosè: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto”; tenerezza e pietà non sono solo “anni nelle mani di Dio”, ma la sua stessa “essenza” (prima lettura).

La potenza del suo amore attraversa la storia da Abramo ad oggi e accompagna anche te, lungo tutta la traversata del deserto della vita (seconda lettura). Egli è il “roveto” che non smette di bruciare le nostre contraddizioni e angosce e, in Gesù, ci spinge a rispondere al suo amore (Vangelo).

Non è consolante tutto questo? Contro tutti i fatalismi e le illusioni facili, Gesù fa risuonare lo stesso grido con cui ha iniziato il suo ministero: “Convertitevi e credete al Vangelo”; oggi questo appello raggiunge anche te; non dimenticare che questo è il tempo della decisione, non ve ne sarà un altro!





da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 55-58




 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org