PER IL TEMPO DI QUARESIMA:
"Il Regno delle opere di Misericordia"

Enzo Bianco




 

[...] Un bravo pensatore cristiano, Cesare Angelini, ha avvertito: "Fin che nel mondo c'è la possibilità di compiere un'Opera di misericordia, la vita è bella e vivere è divino". …

Di questo curioso "Regno delle Opere di misericordia" - che non risulta sulle carte geografiche - parla il Vangelo odierno, in un racconto di Matteo che si può intitolare Parabola del giudizio universale. Matteo sta descrivendo Gesù al termine della sua vita terrena: è a Gerusalemme, insegna nel Tempio agli apostoli, ai discepoli, ai pellegrini di passaggio. ...

LE OPERE RIGUARDANTI "I PICCOLI"
Di quali opere si tratta? Risultano sei, così indicate da Gesù:

- ho avuto fame e mi avete (o non mi avete) dato da mangiare,
- ho avuto sete e mi avete (o non mi avete) dato da bere,
- ero straniero e mi avete (o non mi avete) accolto,
- ero nudo e mi avete (o non mi avete) vestito,
- ero malato e mi avete (o non mi avete) visitato,
- ero in carcere e siete (o non siete) venuti a trovarmi.

*Sono opere suggerite da quel comandamento "che è simile al primo" e dice: "Amerai il prossimo tuo come te stesso". Prossimo inteso nel senso amplissimo che Gesù ha dato al termine: comprende proprio tutti, anche quei piccoli che di solito i grandi ignorano o disprezzano. Piccoli non nel senso della statura o della giovane età, ma perché membri più deboli della comunità.
Per loro - ha già spiegato Gesù - occorrono particolari attenzioni: non vanno scandalizzati (Mt 18,6), se si smarriscono come la pecora fuggita dal recinto vanno cercati e ricondotti all'ovile (Mt 18,10). Così i piccoli risultano importanti agli occhi di Dio. Il Figlio dell'uomo, cioè Gesù, si identifica in loro: "Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me."
Quel giorno Gesù guardandosi attorno, vedeva in primo luogo i suoi uditori del momento: apostoli, discepoli. E Matteo, qualche decennio più tardi, scrivendo il suo Vangelo, poteva intravedere nei piccoli i cristiani della prima generazione, ormai messi a dura prova dalle persecuzioni.

POI LE SEI "OPERE" DIVENTARONO QUATTORDICI

La Chiesa primitiva prese molto sul serio l'esortazione di Gesù. Innanzitutto dette un nome a quelle sei opere, anzi due nomi. Le chiamò Opere di Cristo, in latino Opera Christi. E anche Opere di misericordia.

* Erano sei, ma quel numero non piaceva: la perfezione - secondo un modo antico di pensare - era nel numero sette. Ed essi alle sei aggiunsero una settima opera di misericordia, cioè seppellire i morti.

* Non bastava ancora. Quelle Opere riguardavano solo il corpo umano, che senz'altro è importante; ma l'uomo è anche anima, anzi l'anima è più importante.
E decisero che bisognava compilare un'altra lista, di altre sette Opere, riguardanti le necessità dell'anima: le Opere di misericordia spirituale.
Che furono:
- consigliare i dubbiosi
- istruire gli ignoranti
- ammonire i peccatori
- consolare gli afflitti
- perdonare le offese
- sopportare con pazienza le persone moleste
- e infine: pregare Dio per i vivi e per i morti. -

E così le sei Opere di Cristo sono diventate le quattordici Opere di misericordia. I nostri vecchi le imparavano a memoria e le recitavano come preghiera. Esse racchiudono in sé la vera morale, in positivo, di noi cristiani.
Conosciamo l'altra morale, quella negativa: "non fare questo, è proibito fare quell'altro..."
Ma la vera morale insegnata da Gesù è tutta positiva, di cose concrete da fare.

Appunto, le Opere di Cristo. Esse dicono la sostanza dell'agire cristiano: "La fede se non ha le opere è morta" (Gc 2,17). Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi ha fatto dire a Lucia: "Dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia!".

... chi sono i cittadini di questo Regno? E grazie alla parabola di Gesù conosciamo bene la risposta: sono quelli che in terra realizzano le quattordici Opere di misericordia del Signore. Non resta che provarci anche noi. Perché no? La parabola del giudizio è come una grandiosa "foto di gruppo con il Signore", e in un angolino della foto di gruppo ci siamo anche noi.

 


da: http://antoniobortoloso.blogspot.it/2014/11/enzo-bianco-sdbil-regno-delle-opere-di.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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