21 FEBBRAIO: SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA
Gian Mario Redaelli



Gen 15,5-12.17-18 • Sal 26 • Fil 3,17-4,1 • Le 9,28b-36



“E mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto”


IL MESSAGGIO

La “luce” della Pasqua illumina già questa seconda domenica di Quaresima, contrassegnata da manifestazioni che ci aiutano a capire se stiamo percorrendo la “pista giusta”, vitale per noi come è per il beduino che attraversa il deserto. Questa luce squarcia le tenebre e indica le realtà del cielo, dove ogni paura sarà definitivamente sconfitta.
Nell’itinerario che conduce alla Pasqua, facciamo esperienza di una vera“Rivelazione” di Dio, dentro la trama della nostra storia. Un Dio, che si fa conoscere attraverso linguaggio e segni di cui si servono gli uomini per comunicare tra loro. È, la domenica di grandi manifestazioni, che avvengono in tre tappe successive:
- il Dio alleato dell’uomo (prima lettura),
- il Cristo, il Figlio che lascia trapelare la sua origine divina (Vangelo),
- la trasfigurazione del corpo dell’uomo per un destino di gloria (seconda lettura).

È la storia della salvezza, i cui protagonisti non sono solo Dio e Abramo, Cristo e gli Apostoli, ma anche i credenti di tutti i tempi.

  PRIMA LETTURA
Abramo avverte l’oscurità dell’avventura in cui si è imbarcato.
La promessa di un futuro di vita (la discendenza) è un sogno svanito: egli è ormai vecchio e Sara sterile.
Ma Dio squarcia la notte oscura della fede del patriarca: “Guarda in cielo e conta le stelle...” e si rivela a lui con segni di un antico rito tribale (in uso tra i beduini del deserto).

Un vero “patto di sangue” tra Abramo e Dio, il cui passaggio è percepito dal vecchio patriarca nella colonna di “fumo-fuoco” che attraversa gli animali squartati (passaggio con cui i contraenti indicavano la propria sorte in caso di violazione del patto). È la sorprendente manifestazione di un Dio che si rivela “alleato dell’uomo”, offrendogli non solo vicinanza, ma anche un dono: “Alla tua discendenza io do questo paese...”. L’uomo risponde liberamente e accoglie gioiosamente il dono: “Abramo credette”.

Il Salmista invita ad una incrollabile fiducia in Dio, invocato come luce, salvezza e “difesa” nel pericolo. La certezza della sua presenza al proprio fianco toglie dal cuore ogni paura.


VANGELO
La Trasfigurazione è la seconda manifestazione. Una rivelazione luminosa e sorprendente, offerta da Gesù a Pietro, Giacomo e Giovanni, sul monte (il Tabor, per la Tradizione). Il Cristo lascia trasparire un raggio della sua divinità e a Lui è orientato l’Antico Testamento: legge (Mosè) e profezia (Elia). La “voce” (linguaggio umano di Dio) conferma chi è Gesù: “Questi è il Figlio mio, l’eletto”.

I tre testimoni (i medesimi dell’agonia, nel Getzemani) sono depositari del segreto ultimo del Maestro, che li prepara così a resistere allo scandalo della croce. Una manifestazione che segue quella del battesimo al Giordano e precede quella della Pasqua.
Gesù riprende, poi, il cammino accanto all’uomo sofferente e ferito dal peccato, dirigendo i passi verso un altro monte: il Calvario. Egli si prepara così a sprofondare nell’abisso della morte, per poi risalire, però, alla gloria, trascinandovi la nostra umanità, resa “trasfigurata” come la sua. Luca, evangelista sensibile al tema della preghiera, annota che l’evento avviene in un contesto di dialogo filiale con il Padre, che per Gesù è vero “viatico” e sostegno indispensabile mentre si accinge ad affrontare la passione.

SECONDA LETTURA
È la terza manifestazione. Alla comunità di Filippi, prima terra d’Europa raggiunta dal Vangelo, S. Paolo si rivolge in questi termini: “
Gesù trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo”.
Come Gesù nella Pasqua, anche il discepolo è chiamato a vivere il suo “esodo”, la cui unica meta è la “patria” nei cieli, cioè la totale immersione nella vita di Dio.
Questo fragile mio corpo sarà trasfigurato grazie al germe divino che Cristo vi ha deposto, incarnandosi.
È questa la speranza cristiana che resiste anche allo scandalo della morte.

RIFLETTI

Sul Tabor si leva un velo che lascia trasparire il mistero nascosto in Gesù di Nazaret: la sua divinità. Lo rivela la voce “dalla nube”, udita, sul Tabor, dai tre testimoni, oggi da te. Non scordarla!

Rivivi con Abramo e con gli Apostoli questa storia di alleanza con Dio. Sancisci anche tu un patto di sangue con Dio, come Abramo; riconosci anche tu nelle sembianze di Gesù, che percorre le strade polverose di Palestina, “l’eletto”, il tuo Salvatore: lasciati anche tu afferrare da Lui, come suggerisce Paolo ai Filippesi.
Quali sono le “voci” che maggiormente ascolti: quelle che promettono felicità a “basso prezzo” o quella esigente del Cristo, che ti invita ad immergerti con Lui nella preghiera per trovare la forza di superare la tentazione, che sempre affascina e trascina ai futili godimenti? Hai cura e rispetto per il tuo corpo e pensi che esso è destinato alla risurrezione?





da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 52-54




 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org