QUARESIMA:
“RISVEGLIARE LA COSCIENZA ASSOPITA DAVANTI AL DRAMMA DELLA POVERTÀ”




Papa Francesco, col suo messaggio, indica nella Quaresima un’opportunità di conversione e solidarietà.

“Non perdiamo questo tempo di Quaresima favorevole alla conversione!”. È l’appello con il quale Papa Francesco conclude il suo messaggio per la Quaresima 2016 che si apre il 10 febbraio, mercoledì delle Ceneri. Tema del documento, presentato il 26 gennaio in Vaticano, “Misericordia io voglio e non sacrifici (Mt 9,13). Le opere di misericordia nel cammino giubilare”.

Nel testo, il Pontefice richiama l’auspicio espresso nella Misericordiae Vultus, che “la Quaresima di quest’anno giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio” che, spiega, è “un annuncio al mondo: ma di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona”. Per questo, richiamando il n. 18 della bolla d’indizione dell’Anno Santo, spesso citata nel messaggio, ricorda: “Nel tempo della Quaresima invierò i missionari della misericordia perché siano per tutti un segno concreto della vicinanza e del perdono di Dio”.

 


Proprio il 10 febbraio, infatti, nella solenne celebrazione del mercoledì delle Ceneri nella basilica di san Pietro, alla presenza delle spoglie di due grandi confessori, i cappuccini san Leopoldo Mandic’ e san Pio da Pietrelcina, il Pontefice conferirà il mandato a 800 “missionari della misericordia”.

Le opere di misericordia corporale e spirituale, sottolinea il Papa, “ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo”.

La Quaresima di questo Anno giubilare è un tempo favorevole per “poter finalmente uscire dalla propria alienazione esistenziale grazie all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia”, l’incoraggiamento del Papa nella parte conclusiva del messaggio. “Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati – spiega -, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare – toccano più direttamente il nostro essere peccatori”. Per questo non vanno mai separate. Grazie ad esse, “toccando nel misero la carne di Gesù crocifisso”, anche “i ‘superbi’, i ‘potenti’ e i ‘ricchi’” possono accorgersi “di essere immeritatamente amati dal Crocifisso, morto e risorto anche per loro” e dunque convertirsi.

Ma le opere di misericordia, da sole, non bastano. Di qui l’invito anche ad un “ascolto operoso” della Parola.

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TESTO DEL MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

 

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da: http://www.psallite.net/news.php?extend.4908




 

 

 

 

 

 

 

 

 

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