8 DICEMBRE: IMMACOLATA CONCEZIONE
Paolo Curtaz



Gen 3,9-15.20 • Sal 97 • Ef 1,3-6.11-12 • Lc 1,26-38



COME MARIA

Per preparare sul serio il nostro cammino di Natale, per fare in modo che Dio nasca ancora nei nostri cuori, per sopravvivere al natale tarocco, la liturgia ci presenta alcune figure importanti nel nostro cammino di Avvento: il Battista, Giuseppe e, oggi, Maria di Nazareth.

Maria emerge dai racconti di Luca e degli altri evangelisti come una ragazza di grande equilibrio, con un’esperienza di vita che assomiglia alla nostra: adolescente cresciuta in un piccolo paese di una nazione occupata, Maria orienta il suo percorso all’interiorità, alla spiritualità, come molte donne in Israele, in attesa spasmodica della venuta del Messia.


Maria la bella. Dicevamo, domenica scorsa, della necessità di svegliarci, del grosso rischio che corriamo di vivere un po’ “addormentati”, fuori dalla vera vita; tutti indaffarati a trovare degli spazi per riposarci, travolti dalla vita, dimentichiamo l’essenziale. Anche Maria, giovane credente, si ritrova nel tran Iran familiare: lavoro (che per l’epoca era casalingo), amicizie, tempo libero... Ed è in questo contesto che avviene l’inaudito: a Maria viene chiesto di diventare la porta d’ingresso di Dio nel mondo.

 


È accaduto, amici, anche se rischiamo di leggere il racconto di Luca come se si trattasse di una bella favoletta edificante. Davvero Dio ha deciso di venire a raccontarsi, a dirsi, a manifestarsi, e ha avuto bisogno di un corpo e di una madre.
Sul serio un angelo (ognuno se lo immagini come vuole, l’angelo, con o senza ali!) è apparso a una ragazza quattordicenne di Nazareth e le ha chiesto la disponibilità a ospitare nel suo acerbo seno l’assoluto di Dio.
Facile, no?
E se fosse successo a noi, se Dio ci avesse detto: «Senti, ho bisogno di una mano per salvare il mondo», cosa avremmo risposto?

Non so voi: io avrei chiesto tempo, mi sarei consultato col mio confessore, avrei anche fatto una visita dal medico (e se si trattasse di un’allucinazione?!), o non ne avrei parlato con nessuno, per non essere scambiato per un pazzo furioso...


Anche Maria tentenna, fatica: come è possibile tutto questo?
Guardate, discepoli, quest’adolescente che discute con gli angeli, che s’informa, che obietta.
Guardate la sua fermezza, la sua grandezza interiore, la sua maturità.
Maria chiede, vuole sapere di più. Sa che la sua vita, nel caso accettasse, cambierebbe definitivamente.

Il creato in attesa.
L’immagine è di un grandissimo cantore della bellezza di Maria, un monaco benedettino fondatore della riforma cistercense, san Bernardo di Clairvaux. Bernardo commenta questo brano descrivendo il silenzio seguito all’invito dell’angelo. Un silenzio pesante in cui tutto il creato, tutta la storia, l’intera umanità del passato e quella del futuro guarda col fiato sospeso la piccola Maria.

E se Maria avesse detto: «Fammi riflettere», «Ne riparliamo», «Ripassa domani»?
Non saremmo qui a parlare del Maestro, saremmo ancora in attesa di un Salvatore.

Maria accetta, Maria crede, Maria accoglie la follia di Dio.
(Ci voleva la follia gioiosa di un’adolescente per contenere la follia di Dio.)


Si resta attoniti, increduli, stupiti dalla semplicità della risposta: «
Eccomi».
Quante conseguenze avrà questa disponibilità! Che razza di radicale cambiamento porterà questo «sì» a Maria!
Accettare il disegno di Dio le porterà problemi con la sua situazione familiare, con un fidanzato che vedrà Dio come concorrente in amore, problemi a causa di questo bambino che dovrà essere continuamente guardato come un Mistero, problemi col Rabbì tutto preso nell’annuncio che si dimenticherà della propria famiglia per aprirsi a una famiglia più ampia, sofferenza nel vedere un figlio innocente condannato a morte.
Non importa: Maria si fida, crede nel Dio dell’impossibile. E noi siamo salvi.


Allora.
Maria ci insegna a credere nel Dio dell’impossibile, a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a prestare la nostra vita, anche se la pensiamo piccola e inutile, all’ingegno di Dio.
Dio è così: non fa da solo, allaccia relazione con noi uomini, vuole condividere sogni e progetti. Dio verrà, diventerà volto, sguardo, sorriso, sarà incontrabile, palese, donato.
E chiede a Maria ospitalità; Maria che diventerà, come la venera il popolo cristiano: “
Ianua coeli”, porta d’ingresso di Dio nel mondo.
Anche noi possiamo diventare questa porta, anche noi possiamo farci attraversare dalla grazia immensa del Dio che viene e aiutare Dio a salvare il mondo.





da:
Paolo Curtaz - La Parola spezzata -
Edizioni San Paolo s.r.l. 2006 -

piazza Soncino, 5- 20092 Cinisello Balsamo MI, pp 247-250




 

 

 

 

 

 

 

 

 

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