20 DICEMBRE: QUARTA DOMENICA DI AVVENTO
Gian Mario Redaelli



Mic 5,1-4a • Sal 79 • Eb 10,5-10 • Lc 1,39-48



“In quei giorni Maria si mise in viaggio...”


IL MESSAGGIO

La liturgia è dominata dalle due persone “cuore” dell’evento della salvezza: Gesù e Maria!
Entrambi sono già visti “in filigrana” dal profeta Michea (prima lettura), per poi emergere in tutta la loro portata nel canto risuonato nella casa di Elisabetta (Vangelo).
Sulle strade dell’Avvento abbiamo già incontrato Maria (Immacolata); oggi, ella ci viene ancora incontro e ci invita ad unire la nostra voce alla sua per lasciare sgorgare il canto del “
Magnificat”, vero inno di fede nel Dio dei poveri, oppressi e umili della storia.
La Madre del Signore ci sollecita a rendere ancor più intensa la preparazione, lasciandoci aprire occhi e cuore dallo Spirito, riconoscendo la visita del Signore e cantando la sua lode.

  PRIMA LETTURA

Michea, colono di Moroset, villaggio a sud-est di Gerusalemme, in una situazione sociale fortemente marcata da palesi ingiustizie, annuncia uno spiraglio di luce e indica il luogo da cui tale luce proviene:
E tu, Betlemme...”.

La celebre profezia attraversa i secoli, tenendo desta, in Israele,
l’attesa dei “poveri di Dio”.

Essa sarebbe risuonata anche nel palazzo dell’ingiusto e violento re Erode, quando i Magi, smarriti, avrebbero chiesto: “Dov’è il nato Re dei Giudei?”.
Se la domanda, con relativa citazione della profezia come risposta, suscita nel re sbigottimento e permalosa ricerca con intenzioni di morte, ai Magi e a tutti i poveri della storia, invece, apre un luminoso orizzonte di speranza;
il medesimo che avvolge noi, ormai giunti alle soglie del Natale.

Il Salmista implora soccorso dal “Pastore d’Israele”.
Impressionante l’incalzare dei verbi che dicono la sua spasmodica attesa:
volgiti, guarda, vedi e visita questa vigna, proteggi il ceppo...”.


SECONDA LETTURA

Gesù è la grande novità della storia; in Lui si può incontrare Dio nella “viva nostra carne”. Lo indica l’autore sacro nell’ “
ecco, io vengo” pronunciato da Gesù al Padre con gioiosa adesione.
Incarnandosi, Egli viene a sostituirsi ai sacrifici antichi di espiazione;
viene a compiere personalmente la volontà del Padre, il cui progetto nessun altro può realizzare in pienezza.
Il dono della vita prende corpo nella persona di Gesù che realizza le promesse fatte tramite i profeti. Dal brano emerge lo stretto legame tra il Natale e la Pasqua: il Bambino del presepe è lo stesso Cristo che muore in croce per i peccati e risorge per dare vita.
La gioia per la venuta del Messia è dunque la gioia dei salvati.

VANGELO

Scena suggestiva e commovente: l’incontro di due donne in gravidanza, di Maria, Vergine che concepisce, con Elisabetta che concepisce nella vecchiaia.
Due donne diverse per età, ma accomunate dalla medesima esperienza: Dio è intervenuto nella loro vita. Ora, illuminate dallo Spirito, esse manifestano tutta la loro gioiosa meraviglia.

“Benedetta tu fra le donne...”: dalle labbra di Elisabetta, destinataria di una visita inaspettata, sgorga la prima preghiera mariana della Chiesa. Una preghiera che, nell’arco di duemila anni, non si è mai più spenta sulle labbra dei credenti e che, nel suo cammino, la Chiesa sempre rivolgerà a “colei che ha creduto”.
È questa la beatitudine che segue la benedizione: Maria è “
beata”, perché porta in grembo l’Emmanuele e perché ha creduto alla Parola e vi ha aderito.

Elisabetta delinea la fisionomia di Maria in modo profetico: “
fu piena di Spirito Santo” (annota Luca);
vi si associa il figlio che esulta di gioia nel grembo della madre. Maria riceve cosi il titolo più grande e vero che il Concilio di Efeso (431) avrebbe dichiarato come tale:
“Madre di Dio”.

È l’incontro di due mondi: quello del tempio e dei sacrifici, dove è avvenuto l’annuncio della nascita di Giovanni, fatta a Zaccaria, e il mondo della Galilea delle genti, dove è avvenuta quella di Gesù.
È bene ricordare che siamo sulle montagne di Giudea, fuori da Gerusalemme, ma nelle vicinanze della città santa. L’antico e il nuovo s’incontrano, non si oppongono, si accolgono l’un l’altro come le due donne.


RIFLETTI

Il ritratto di Maria come “la credente” ha portato i Padri della Chiesa ad accostarla ad Abramo, “padre nella fede”, la cui vita è stata tutto un peregrinare, proprio come lo fu per Maria, con tappe di totale oscurità (nascita, fuga in Egitto, Calvario).
Sei prossimo al Natale, percorri l’ultimo tratto di strada con lei.
Con Giovanni, Michea e con tutti i poveri della storia, attendi anche tu il Figlio di Dio che nasce, nella povertà di Betlemme, dal grembo della Vergine Maria, la “
benedetta fra tutte le donne”.

Non dimenticare che, nel tuo cammino di credente, a volte segnato dall’entusiasmo e a volte dalla stanchezza e sfiducia, lei, la Madre, ti è al fianco.
Che questi giorni, che ancora ti separano dal Natale, siano abitati dalle sue parole e dai suoi sentimenti.





da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 18-20




 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org