6 DICEMBRE: SECONDA DOMENICA DI AVVENTO
Gian Mario Redaelli



Bar 5,1-9 • Sal 125 • Fil 1,4-6.8-11 • Lc 3,1-6



“Nell’anno decimo quinto dell’impero di Tiberio”


IL MESSAGGIO

Con la precisione dello storico, Luca ci racconta “
l’evento” che ha dato una sterzata alla storia, orientandola al suo compimento: l’Incarnazione del Figlio di Dio! Luoghi, date, persone sono la documentazione della verità storica di Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo! Non mito o favola, ma persona vera dentro la trama della storia e solidale “in tutto fuorché nel peccato” con le vicende dell’uomo e dei popoli.

La Parola di Dio, proclamata oggi, ci svela la ragione della speranza che il credente racchiude in cuore:
“Viene il Salvatore!”. Sì, la sensazione di aver perso “qualcosa” e la sofferenza per il vuoto di una “Presenza”, che l’umanità avverte, sono colmate da una “voce” che squarcia il silenzio del deserto: “Preparate la via del Signore”. In perfetta sintonia con quanto proclamato all’inizio di questo tempo di grazia, il Battista, con voce robusta e forte, sprona ad un serio cambiamento di vita, invitando a raddrizzare i sentieri del cuore, resi tortuosi dal peccato.

  PRIMA LETTURA e SALMO

I due brani si fondono in un commosso canto che sgorga dal cuore degli Israeliti incamminati sulla strada del ritorno in patria, dopo la lunga prigionia seguita alla distruzione di Gerusalemme, per opera di Nabucodonosor (586 a.C.).

La stessa strada percorsa
“seminando lacrime” ,
incolonnati come deportati,
ora essi la ripercorrono
con il cuore gonfio di gioia per “le grandi cose” fatte dal Signore,
il quale ha asciugato le loro lacrime, liberandoli dalla schiavitù
e riportandoli alla terra dei Padri.

È la stessa gioia che sgorga dal cuore del credente di tutti i tempi quando fa esperienza della liberazione dal peccato.
Una gioia luminosa, passata attraverso la prova della sofferenza e della miseria.


SECONDA LETTURA

La gioia del profeta e del salmista è pure la gioia di S. Paolo che, dalla prigionia, vede diffondersi il Vangelo grazie all’attiva e perseverante opera della comunità di Filippi (prima terra dell’Europa raggiunta dal Vangelo), per la quale l’apostolo prega con intensa gioia perché legato da un sincero e riconoscente affetto, che ha le sue radici nell’amore del Cristo.
La gioia di Paolo deve essere pure la nostra, avendo la consapevolezza che Dio, per primo, è all’opera in tutti e in ciascuno.

VANGELO

Precisando le coordinate storiche e geografiche del tempo, Luca manifesta il suo intento:

°    documentare che Gesù Cristo non è figura evanescente, un’idea o un mito, ma persona vera;

°   evidenziare l’inizio del suo ministero nel contesto geografico, politico e religioso del momento storico ben preciso;

°   presentare la vocazione del Battista (“
la parola di Dio scese su Giovanni”) che, secondo un’antica tradizione liturgica, diviene “l’accompagnatore della comunità credente”, che va incontro al Signore “che viene”.

Con la forza della sua voce e la coerente testimonianza della vita
il Precursore sprona a rimuovere tutto ciò che impedisce a Dio di accedere al cuore. Non c’è spazio per Dio in un cuore dove regnano orgoglio e arroganza (monti), freddezza e indifferenza (valli).
Solo un autentico impegno personale e comunitario di seria conversione può rimuovere, con la grazia del Signore, ogni ostacolo e così fare in modo che “
ogni uomo veda la salvezza di Dio”. Con il linguaggio del profeta Isaia, che richiama, forse, alla mente le “vie sacre” tracciate davanti ai templi dell’Oriente, Giovanni invita a tracciare una “strada diritta” in mezzo al tortuoso movimento della storia e, cioè, a demolire i monti della sopraffazione e della prepotenza e a colmare i fossati della pigrizia e degli inganni. Lavoro duro e faticoso, ma necessario per incamminarsi verso il Natale, cioè sulla via della salvezza.

RIFLETTI

All’orizzonte della storia umana, in un luogo ben definito e in una data precisa, appare il Figlio di Dio il quale, con la sua presenza e la sua parola, trasforma e salva l’uomo e il cosmo intero.
È l’evento offerto a te come “segno” perché tu divenga lievito e sale della terra, rimanendo fedele al posto in cui Dio ti ha collocato (ora, in questo preciso momento della storia), allontanando pessimismo e rassegnazione e lavorando sodo per l’avvento del suo Regno di giustizia e di pace.

Hai voglia di vivere così il tempo di Avvento?
In Gesù, il Figlio, è Dio che ti si fa incontro per offrirti vita e salvezza, ma chiede conversione, rinnovamento, disponibilità e impegno. Dio tende la mano, a te lo sforzo di afferrarla!

In questo sta la tua collaborazione.
Ti senti pronto ad offrirla? Sull’esempio del Battista e di Maria, “guide sicure sulle strade dell’Avvento”, impara a discernere ciò che è fondamentale nella vita, facendo tesoro del suggerimento di Paolo, il quale invita ad “
essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo”. Con in cuore questo avvertimento, prepara il Natale con una buona confessione.





da:
Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la Parola -
Edizioni Dottrinari - via F. Wennwe, 39 - 84080 Pellezzano SA, pp 11-13




 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org