1 NOVEMBRE: SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI
“Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?”

Gian Mario Redaelli



Ap 7,2-4.9-14 • 1Gv 3,1-3 • Mt 5,1-12

IL MESSAGGIO

È necessario rispondere alla domanda sopra riportata, se vogliamo che la festa di tutti i Santi non sia un sogno sganciato dalla realtà della nostra esistenza, ma la celebrazione di ciò verso cui stiamo camminando. Perché quella di oggi è anche la festa del santo “in potenza” che ognuno porta dentro di sé. Si tratta di recuperare il dono che, per diventarne più consapevoli, Dio ci ha fatto in Gesù: quello di “figli”; ci ha fatti entrare in comunione di vita con Lui attraverso il suo Figlio, Gesù; figli nel Figlio. Il nostro bene è di appartenere alla grande famiglia dei figli di Dio, i Santi, perché questa è la nostra vera felicità.

PRIMA LETTURA

È un testo colmo di simboli, che rinviano a Cristo e, quindi, vogliono ammaestrare la comunità sulla radice della chiamata alla santità.
Ognuno di noi è stato creato per la piena comunione con Dio, già realizzata in una moltitudine di nostri fratelli, che ci hanno preceduti nella fedeltà a Dio sulle strade, spesso tribolate, della vita terrena.
Come essi si sono affidati a Cristo Salvatore, così anche noi siamo chiamati ad unirci al Risorto, riconoscendo Dio come l’unico Signore della nostra vita. La moltitudine immensa di questi nostri fratelli è “seme di speranza” per ciascuno di noi, ancora pellegrini sulla terra.

Il Salmista vede arrivare i pellegrini che cantano a Dio, creatore e signore dell’universo, e che, in prossimità del tempio, si chiedono: “Chi salirà il monte del Signore?”.
Rispondono i sacerdoti che, accogliendoli, suggeriscono ai fedeli le disposizioni necessarie per entrare nel tempio: “
...chi ha mani innocenti e cuore puro”.

 


SECONDA LETTURA

Che cosa ci deve spingere a vivere il Vangelo, camminando al seguito di Gesù, cioè a diventare anche noi santi? Non è certo la paura del castigo, ma la riscoperta,
la consapevolezza che siamo figli di Dio.
Il cristiano, ricorda l’apostolo Giovanni, è veramente tale quando vive la sua figliolanza nella testimonianza di quell’amore che lo ha generato, che abita in lui.


VANGELO

È la pagina delle Beatitudini, quella risuonata nel Vangelo, cuore della Buona Novella, proclamata e vissuta da Cristo Signore.
Con le Beatitudini Gesù ci dona lo statuto del vero figlio di Dio in pellegrinaggio verso la casa del Padre, ma già in grado di godere della sua presenza rinnovatrice e piena di speranza. Sono, nel contempo, una promessa: a quanti versano in difficoltà o sentono il peso della propria debolezza Gesù annunzia la beatitudine, la gioia della liberazione operata da Dio.

RIFLETTI

Questa festa, insieme con la commemorazione dei Defunti, che in modo sapiente la Chiesa ha unito, ci invita a spingere lo sguardo oltre i confini della vita presente: all’incontro definitivo con Dio Padre.
La festa di Tutti i Santi consegna anche a te una luce nuova per il tuo pellegrinaggio terreno: “
Quando il Signore si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come Egli è”.

Questo annuncio può davvero dare senso:
- al tuo cammino di fede, spesso incerto;
- alla tua speranza, sovente spenta;
- alla tua carità, non sempre gioiosa.

È la strada per diventare santi, che passa attraverso le situazioni e le fatiche di ogni giorno per rendere sempre più profonda la tua amicizia con Gesù, come la vita delle Sante e dei Santi, di oggi come di ieri, sta li a dimostrare. Credilo e cammina speditamente verso la stessa meta, pensando alle parole del grande Agostino: “
Se queste e questi ce l’hanno fatta, perché non io?”.



da: Gian Mario Redaelli - Leggere, spiegare, comprendere la PAROLA -
Edizioni Dottrinari 2006 - via F. Wenner, 39 - 84080 Pellezzano Sa, pp 216-218


 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org