TEMPO ORDINARIO: Riconciliati in Cristo
Anna Maria Cànopi



[... ]
Dio crea continuamente e continuamente può rinnovarci, ma è necessario che noi vogliamo veramente cambiare. Domandiamoci allora seriamente se noi permettiamo al Signore di operare in noi le sue meraviglie, di farci diventare in Cristo «i vicini», gli intimi, i «suoi». Come discernere con verità dentro di noi? Una via sicura è di specchiarci nella Vergine Maria, guardare a lei che più di ogni altra creatura ha potuto dire con verità: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente» (Lc 1,49). E le ha potute compiere, perché la Vergine gli ha dato la «chiave» del suo cuore, pronunziando il suo fiat, il sì di totale obbedienza alla volontà di Dio.

Grazie a questo sì è entrato nella storia Cristo,. il Figlio diletto, venuto sulla terra per essere il Sì perfetto, l’Amen alla volontà del Padre, abbattendo in se stesso « il muro di separazione », il muro della disobbedienza originale che separava gli uomini da Dio e anche tra di loro.
Questo muro di separazione può proprio essere inteso, esistenzialmente, come il nostro sonno spirituale; è il muro elevato per l’accumularsi dei detriti che la nostra pigrizia non vuole togliere di mezzo, né scuotersi di dosso.
Noi viviamo spesso nell’ambiguità, cercando di conciliare l’inconciliabile: vogliamo essere cristiani trattenendo, però, tutto quello che ci fa comodo avere, senza fare il minimo sforzo per superare la frontiera dell’«io», dell’egoismo, dell’orgoglio, dell’amar proprio e di tutte quelle passioni che ci tengono nella morte spirituale.


Anche la storia recente ci ha mostrato quanto dolore generi la costruzione di «muri di divisione» e quanto tempo occorra poi per arrivare ad abbatterli e, ancor più, per sanare le ferite e ristabilire la comunione. Eppure sembra che non si voglia imparare la lezione della storia. È ancora viva nel cuore di tutti la gioia per la caduta del muro di Berlino, ed ecco che già un altro e più alto muro è stato innalzato proprio a Betlemme, nel cuore della Terra Santa, il cui emblema dovrebbe essere la pace e la riconciliazione.

Questi eventi potrebbero sembrare troppo grandi per noi, troppo distanti dalla nostra quotidianità per sentirci in essi implicati, ma non è così. Essi ci interpellano da vicino, perché alla costruzione o distruzione di quei muri, in realtà, partecipiamo noi tutti; le loro fondamenta sono poste nel cuore di ciascuno: è lì, innanzitutto, che si costruisce la pace o si prepara la guerra. Dobbiamo lasciare che il Signore abbatta definitivamente in noi il muro di divisione tra noi e lui, tra noi e i nostri fratelli.[...].

Gesù, nostra Pace, è venuto per distruggere l’inimicizia, per superare tutte le divisioni, per riconciliare in sé « vicini » e «lontani », ossia i « membri del popolo eletto» e i « pagani », secondo l’interpretazione letterale del testo; più ampiamente si tratta di un’unità piena, totale che abbraccia tutti gli uomini e tutti i popoli, a partire dall’unità del cuore. Tutte le nostre fatiche, le nostre difficoltà, le nostre tristezze, gli ostacoli del cammino derivano dal non voler lasciare abbattere il muro, dal non voler rinunziare decisamente a tutto quello che ci separa da Dio e dai fratelli.

«Pensando che Cristo è nostra Pace», diceva san Gregorio di Nissa ai suoi fedeli, «noi dimostreremo di portare degnamente il nome di cristiani, se per mezzo di quella pace che è in noi, esprimeremo Cristo con la nostra vita. Egli uccise l’inimicizia (cfr. Ef 2,16); noi non dobbiamo dunque assolutamente permettere che essa riprenda vita in noi, ma dobbiamo mostrare chiaramente che è del tutto morta. Non risuscitiamola di nuovo, dopo che è stata uccisa da Dio per la nostra salvezza! » (L’ideale del perfetto cristiano, 1,7-8, Città Nuova, Roma 1996).

È importante notare che nei versetti 14-18 di questo capitolo san Paolo ripete per ben cinque volte che la distruzione del muro di separazione e la conseguente riconciliazione avvengono in Cristo: per mezzo della sua croce, della sua carne sacrificata, in lui. Non è, dunque, una pace esteriore quella che Gesù ci dona, ma una pace profonda, la pace del cuore; non solo e non tanto una pace con quelli che ci combattono dal di fuori, ma anzitutto con i « nemici » che suscitano contese in noi stessi, ossia le nostre passioni.
In forza di Cristo e se rimaniamo in lui, tra desideri della carne e desideri dello spirito può essere superata l’opposizione (cfr. Rm 7) e stabilita la riconciliazione e un’armoniosa complementarietà, cosicché noi, resi nuovi e amanti della pace, da due, siamo fatti un uomo solo: diventiamo dimora della pace.
In un cuore riconciliato e pacificato regna la gioia, perché vi regna l’amore.
Un cuore pacificato è una « città ben costruita » e in continua espansione, perché non è più chiuso su se stesso, ma aperto agli altri, accogliente, ospitale...

Signore Gesù, nostro unico salvatore,
tu che ci hai liberati dal peccato a prezzo del tuo sangue,
concedici di camminare
sulle vie di libertà e di pace.
Ricolmaci del tuo Santo Spirito
per vincere le seduzioni del maligno
e combattere con fortezza
la nostra inclinazione al peccato.
Divenuti per tuo dono dimora di pace,
fa’ che non ci separiamo mai più da te, né più innalziamo muri
che ci separino dai nostri fratelli.
Sostieni in noi un animo forte
e una volontà buona,
affinché non ci sgomentino le difficoltà del cammino,
ma, operando sempre il bene,
possiamo progredire di giorno in giorno verso la meta del nostro pellegrinaggio
per esultare e darti lode nella città dell’amore e della pace. Amen.






da: Anna maria Cànopi – Scelti per essere santi – Lectio divina sulla lettera agli Efesini
Paoline Editoriale Libri Figlie di san Paolo, 2009, via F. Albani, 21 -20149 Milano, pp 30-35


 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Il Signore ha avuto misericordia di noi - Agostino
Gesù Cristo è il cuore felice della vita -
Ermes Ronchi

Salire per incontrare ciò che discende -
fratel Luca Fallica

Noi siamo in Cristo un solo corpo, come ... - Cipriano di Cartagine
I motivi della istituzione dell’Eucaristia - Narsaj il Lebbroso
L'Eucarestia, segno di amore - Antonio Riboldi
Assunzione - Parti per il cielo, ma non abbandoni la terra - Giovanni Geometra
La dimensione discendente della Fraternità - Fratel Luca Fallica
Quel pane vivo disceso dal cielo - Ermes Ronchi
Trasfigurazione - Una sola tenda - Agostino
Sazietà e desiderio senza fine - Baldovino di Ford
Radicati nella Carità di Cristo - Anna MAria Cànopi
Questi è davvero il profeta - Agostino
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Gesù esige l’impegno di cercarlo - Beda il Vener
Amati dall’eternità e per l’eternità - Anna Maria Cànopi
Le caratteristiche della missione dei discepoli - Beda il Vener
La croce della fraternità - Fratel Luca Fallica
La vicinanza di Dio - Dom Guillaume
Cristo ha vinto la morte - Giovanni Crisostomo
Per Dio la morte è un sonno - Pietro Crisologo
Il sonno di Cristo sulla barca - Pier Crisologo
Cristo comandò al mare e si fece una grande bonaccia - Agostino
Il granello di senape - S. Ambrogio
Le vie di Dio - Dom Guillaume

 

 

 

 

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