TEMPO ORDINARIO: IL SENSO DEL TEMPO
Cesare Massa


IL TEMPO, MEMORIA E ATTESA


Il primo capitolo del Genesi, con il racconto così denso di sapienza, relativo alla creazione del mondo e dell’uomo, ci immette in una considerazione religiosa della durata. O, meglio, quella parola con cui si inizia la narrazione biblica, “In principio” (Gen 1,1), sembra immettere nella nostra povera durata qualcosa dell’eterna, trascendente, assoluta presenzialità di Dio.

La sua Parola ha tracciato sull’informe abisso il segno della gratuità grandiosa di un cominciamento che ancora ci conduce. Con quel gesto dell’ “aleggiare sulle acque” (Gen 1,2), l’eterno è entrato nel tempo, ha dato avvio alla storia, ha giocato con la nostra durata. In un certo senso si è compromesso con la nostra precarietà, con il nostro limite, con la fragilità delle nostre avventure. Ha scelto il tempo per portarvi dentro una scintilla di eternità. Ha inaugurato la nostra storia immettendovi un’aspirazione inaudita: la nostalgia di una comunione e di una pace perfetta, come è quella delle tre divine persone. Ha dato avvio all’avventura del mondo seppellendovi quel desiderio inarrestabile.


  Dio ha scelto dall’eternità il tempo affinché fosse l’alveo del nostro scorrere, la cornice del nostro agire, la misura del nostro esserci.
Dio ha scelto il tempo,
creando “il cielo e la terra”.
E tuttavia, “egli rimane in eterno” (Sal 117,2). Anzi, egli è l’Eterno, la durata che supera ogni misura umana.

Dio ha obbedito al tempo. La sua sapienza dispiega la creazione sui ritmi della nostra fatica e sulla gioia del riposo, sul comando della trasformazione del mondo
e sulla festa di un cammino con lui in Eden, insegnandoci la saggezza della gradualità
e la salute dell’alternanza.

Così ci rivela anche un segreto del suo cuore: l’amore paziente per l’uomo di cui in qualche modo condivide i tempi con le sue ferie e le sue feste. La prima alleanza.


Dio ha benedetto il tempo.
Con parola feconda lo ha riempito di cose, rendendolo intenso; con disegno ammirevole lo ha articolato chiamando “la luce giorno e le tenebre notte” (Gen 1,5), ponendo “luci nel firmamento del cielo ... che servano da segno per le stagioni, per i giorni e per gli anni” (Gen I,14); con fortezza di braccio lo ha piantato assieme alla terra e ai grandi luminari, “la luce maggiore per regolare il giorno, la luce minore per regolare la notte” (Gen 1,16), nel vasto mare degli spazi, dandogli saldezza, affinché fosse il segno della sua fedeltà che “dura per ogni generazione ... e tutto sussiste fino a oggi” (Sal 119,90) e della sua sovrana libertà che supera ogni durata cosmica: “In principio tu hai fondato la terra, i cieli sono opera delle tue mani. Essi periranno ma tu rimani” (Sal 102,26-27).
Una benedizione che ha nome: moltitudine, ordine, consistenza, bellezza.

Se è così, forse possiamo già riconoscere come il tempo attenda una voce umana per farsi grido di ritorno a Dio, “preghiera del tempo”, riconoscimento e riconoscenza a colui che creando l’uomo ha previsto il tempo; obbedienza di ritmi e di termini in lode di colui che ha obbedito a esso, quasi piegandovisi dal cuore luminoso e libero della sua eternità; lode per gli inizi e per ogni inizio; lode per le crescite e gli avanzamenti; lode per le diminuzioni e le apparenti sconfitte della precarietà.

Entro questo “tempo cosmico”, per sua natura ciclico e ripetitivo, entro questo avvicendarsi di giorni e di notti, di stagioni e di anni, il Padre, “dopo aver molte volte e in diversi modi nei tempi antichi parlato ai padri per mezzo dei profeti” (Eb 1, 1), non ha disdegnato di mandare, “ultimamente in questi giorni” (Eb 1,2), il suo Figlio, la grande benedizione di Dio sul tempo e nel tempo.
Egli ha, dunque, scelto il tempo per il Figlio del suo amore; egli ha obbedito al tempo attendendone la pienezza (cf. Gal 4,4) e ponendo sotto la legge del tempo l’umanità di Gesù e lo stesso fulgore della divinità del suo Verbo. Dio, nel Figlio suo, ha benedetto il tempo con una benedizione eterna e gloriosa.

Sarà, dunque, in Gesù, uomo e Dio, che noi, partecipi della sua umanità gloriosa e ammirati dal fulgore nascosto della sua divinità beata, siamo fatti capaci di una preghiera del tempo. E la comunità cristiana, espressione di un tempo nuovo, colloca al mattino e alla sera una preghiera che è assunzione di momenti intensi e inoltro qualitativo entro la ripetitiva quantità del tempo cosmico.


L'ANNO LITURGICO

L’anno liturgico si presenta come lo svolgimento del mistero di Cristo: i diversi momenti e le diverse celebrazioni che segnano i giorni del nostro annuale cammino sono memoriale dell’evento di salvezza reso di nuovo presente per la chiesa di oggi, origine di una salvezza per noi.

Esso è dunque una grande aula, “l’aula del tempo”, in cui la chiesa intera si lascia istruire nelle cose che si riferiscono a Cristo, alla sua vita, alla sua parola, al suo mistero, tutta tesa ad apprendere ciò che il Maestro ancora le dice.

Esso è una grande strada, simile a quella di Emmaus, in cui la chiesa intera è condotta a immergersi sempre più nella fede pasquale del Risorto, a capire le logiche di Dio, a entrare nei disegni riposti e inaccessibili al nostro corto buon senso, a comunicare nella fede alla sua stessa vita e al suo stesso destino.


Esso è una grande preghiera cristologica, una tematizzazione sempre nuova e sempre unica per la nostra riflessione e la nostra voce, dove si rincorrono accenti nuovi, sfumature diverse, prospettive molteplici, sentimenti vari entro l’unico ricchissimo e profondo tema che è il mistero di Cristo.

Esso è una “cristologia in preghiera”: le molteplici feste non sono altro se non una prova della insondabile ricchezza della Pasqua di cui ci è chiesto di fare memoria nel rito e nella vita. Ed è una cristologia facile, semplice, visiva.







da: Cesare Massa - IL TEMPO DEL VIVERE

1997 edizioni Qiqajon – comunità di Bose, pp 11-15






 

 

 

 

 

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
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Il vangelo della festa dell’Assunzione ... presenta Maria quale arca dell’alleanza ... e celebra il transito di Maria ...continua

 

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Il tempo ordinario è costituito da trentatrè o trentaquattro settimane, distribuite tra la festa del battesimo del Signore ...continua

 

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La Chiesa suddivide questa serie di anni attraverso la denominazione di Anno A, Anno B, Anno C, a cui corrisponde un ciclo ...continua

 

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Pane quotidiano: un diritto di tutti
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Omnia sunt communia: questa affermazione, risalente ai padri della chiesa, è stata la bandiera della rivoluzione di ...continua

 

18 MAGGIO:FESTA DELLE SANTE
BARTOLOMEA CAPITANIO E VINCENZA GEROSA
Card. C.M. Martini
... I santi, infatti, sono strettamente collegati al mistero di Gesù. Grazie alla luce della Pasqua che risplende in loro, rendono visibile nella storia la presenza del Risorto
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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Il Signore ha avuto misericordia di noi - Agostino
Gesù Cristo è il cuore felice della vita -
Ermes Ronchi

Salire per incontrare ciò che discende -
fratel Luca Fallica

Noi siamo in Cristo un solo corpo, come ... - Cipriano di Cartagine
I motivi della istituzione dell’Eucaristia - Narsaj il Lebbroso
L'Eucarestia, segno di amore - Antonio Riboldi
Assunzione - Parti per il cielo, ma non abbandoni la terra - Giovanni Geometra
La dimensione discendente della Fraternità - Fratel Luca Fallica
Quel pane vivo disceso dal cielo - Ermes Ronchi
Trasfigurazione - Una sola tenda - Agostino
Sazietà e desiderio senza fine - Baldovino di Ford
Radicati nella Carità di Cristo - Anna MAria Cànopi
Questi è davvero il profeta - Agostino
Riconciliati in Cristo - Anna Maria Cànopi
Gesù esige l’impegno di cercarlo - Beda il Vener
Amati dall’eternità e per l’eternità - Anna Maria Cànopi
Le caratteristiche della missione dei discepoli - Beda il Vener
La croce della fraternità - Fratel Luca Fallica
La vicinanza di Dio - Dom Guillaume
Cristo ha vinto la morte - Giovanni Crisostomo
Per Dio la morte è un sonno - Pietro Crisologo
Il sonno di Cristo sulla barca - Pier Crisologo
Cristo comandò al mare e si fece una grande bonaccia - Agostino
Il granello di senape - S. Ambrogio
Le vie di Dio - Dom Guillaume

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org