TEMPO DI QUARESIMA: Vedere Gesù
Cesare Massa



Vedere Gesù(Gv 12,21) è leggere tutta la sua esistenza come un cammino verso la sua “ora”, tutti “i giorni della sua vita terrena” (Eb 5,7) come un prologo alla passione.
“Vedere Gesù” è entrare nei suoi sentimenti, entro l’offerta delle sue “preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte”
(Eb 5,7), “Vedere Gesù” è apprendere da lui “l’obbedienza dalle cose che patì” (Eb 5,8). In questo modo si esce dai margini della presenza getzemanica e si entra decisamente con lui nel giardino di dolore.

Ascoltare la voce è contemplare il Figlio “reso perfetto”
(Eb 5,9) dall’obbedienza filiale e umilmente disporre la nostra vita entro la logica di figli obbedienti; “esaudito per la sua pietà” (Eb 5,7), collocare entro la sua gloria di Risorto la nostra esistenza di poveri; “causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono” (Eb 5,9), offrire la nostra speranza di uomini resi audaci dalla forza pasquale. In questo modo si esce dai margini della presenza taborica e si entra gioiosamente con lui sul monte di gloria.

L’effusione dello Spirito dall’alto della croce
(cf. Gv 19,30) regale di Gesù è la realizzazione della profezia di Geremia: la “nuova alleanza” (Ger 31,31) annunciata per la voce dolorosa di questo profeta lacerato e consolante.

Questa effusione dello Spirito è dono immeritato, inesigito, gratuito; dono che viene tutto da Dio, solo da Dio, senza condizioni, consensi e stipulazioni: “Non come l’alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi il loro Signore” (Ger 31,32).

Questa effusione dello Spirito è zampillo interiore, silenzioso, invisibile e segreto: “Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo” (Ger 31,33).
Questa effusione dello Spirito è magistero profondo, certo, eloquente, inesauribile: “Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore” (Ger 31,34).




da:
Cesare Massa - Il Tempo del vivere –

1997 Edizioni Qiqajon - comunità di Bose - 13050, Magnano (BI), pp 40-41




 

 

 

 

 

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