SABATO SANTO
Comunità Monastica Ss Trinità di Dumenza



Gen 1,1-2,2; Gen 22,1-18; Es 14,15-15,1; Is 54,5-14; Is 55,1-11; Bar 3,9-15.32-4,4; Ez 36,16-28; Rm 6,3-11; Sal 117; Le 24,1-12

È ancora notte, fuori e dentro di loro. Il dolore è tanto grande che non può sopportare la luce; l’amore Io è ancor di più, sì che fa loro sfidare le ombre della notte. Sono state le uniche a resistere sotto la croce (cfr. Lc 23,12) e che hanno osservato la deposizione e la sepoltura del corpo di Gesù (cfr. Le 23,55). Hanno subito preparato il necessario per rendere l’ultimo tributo a quel cadavere martoriato e hanno osservato pensose e trepidanti il precetto del riposo sabbatico (cfr. Lc 23,56). Donne...


La veglia pasquale notturna che si celebra tra il sabato e la domenica vorrebbe, perfino nella sua dimensione di oscurità, far percepire qualcosa del buio interiore di quella mattina del «primo giorno della settimana» (Lc 24,1). Ma solo chi è passato attraverso la perdita improvvisa, dolorosa e perfino ingiusta di una persona amata può intuire qualcosa di come si dovevano sentire quelle donne. Eppure riescono a reagire e non si lasciano impietrire dal dolore, cercano di vincerlo con la pietà e l’affetto.

Quello che accade al sepolcro nel giro di pochi istanti è semplicemente eccessivo: stupore, incomprensione, paura, forse anche speranza e gioia. Ma tutto in forma appunto eccessiva, esagerata, emotivamente e psicologicamente insostenibile... In una frazione di secondo le domande si affastellano nelle loro menti: Dov’è Gesù? Chi lo ha preso? Perché? Chi sono questi «uomini in abito sfolgorante» (Lc 24,4)? Cosa stanno dicendo? Chi ha rimosso la pietra dal sepolcro?

 



Lo sguardo è rivolto a terra, per timore di fissare direttamente questi misteriosi esseri letteralmente angelici, che recano un messaggio a tutta prima ridicolo, risibile.

«A noi, che lo abbiamo visto spirare, lo abbiamo visto tirar giù dalla croce e chiuderlo dentro una tomba, proprio a noi venite a dire che non è morto?
Che è riuscito a scampare, a sfuggire ai capi dei giudei e ai romani? Volete infierire ulteriormente sul nostro dolore? Se avete trafugato voi il corpo, beh, è uno scherzo proprio di cattivo gusto?».No. I due uomini non hanno detto questo. Hanno detto che è risorto. Sì, è passato per la morte, con tutto quello che di misterioso questa ha normalmente e anche ciò che di orrendo, doloroso e umiliante ha dispiegato nel suo caso specifico. Ma, appunto, vi è passato. Ha fatto pasqua e ora è risorto, non abita più qui, nella terra dei morti. Lo aveva detto, fin dagli inizi, quando ancora era in Galilea (cfr. Lc 24,6). E riportano loro le parole precise che Gesù aveva pronunciate: «Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno» (Lc 24,7).


Si guardano in faccia, cercano l’una sul volto dell’altra il segno che non stanno sognando, che non sono preda di un’allucinazione. Qualcuna comincia a parlare e a ricordare quanto aveva una volta, anzi più volte, ascoltato. Fanno il conto dei giorni trascorsi dalla morte. Si voltano e partono, certamente senza una meta precisa e univoca; ma non possono più restare lì inerti, bloccate. Vanno dai loro uomini, dalle altre donne amiche, certamente anche dagli Undici. Perché questi sono coloro che forse possono meglio capire e spiegare quanto hanno visto e udito, essendo stati per così tanto tempo vicini a Gesù...

Ma si può dar credito a delle donne? Assonnate e che appaiono visibilmente spaventate, sconvolte? Hanno certamente avuto «un vaneggiamento» (Le 24,11)! Eppure è una notizia così strana: come avrebbero potuto anche solo pensare, inventarsi una cosa del genere? E se, almeno in parte, ci fosse del vero? «Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto» (Le 24,12).

«O notte che risplendi più del giorno, la morte non trattiene il Signore che dà la vita. Gesù respinge l’ombra della morte: Cristo è risorto!» (dalla Liturgia monastica).





da: La voce, il volto, la casa e le strade – Quaresima e tempo di Pasqua, comunità monastica Ss. Trinità di Dumenza - Vita e Pensiero - Largo A. Gemelli, 1 - 20123 Milano, pp 41-43





 

 

 

 

 

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