TEMPO DI QUARESIMA: Camminare sulle orme di Gesù
Gianni Ambrosio



La Quaresima è il tempo in cui la comunità cristiana è invitata a rinnovare l’alleanza con Dio.
È tempo di verifica e di conversione nel quale il discepolo si rende disponibile alla propria purificazione, per accogliere in modo degno il dono immenso della Pasqua.
La liturgia della Parola di queste settimane ci mostra come «camminare sulle orme di Gesù», per giungere preparati a Gerusalemme e celebrare in verità la morte e la risurrezione del Signore.


Il deserto, luogo della prova e della verità


Il cammino quaresimale (dal latino
quadragesima) è connesso al simbolismo del numero 40 che nella tradizione biblica è sempre collegato con le grandi, intense esperienze di vita del popolo di Dio e del singolo credente.

Sono 40 gli anni del lungo cammino di Israele nel deserto, e 40 sono pure i giorni di preghiera passati da Mosè sul monte Sinai.

Anche per Gesù, inserito nella tradizione d’Israele e nella storia del suo popolo, è stata intensa e decisiva l’esperienza del deserto, considerato luogo non benedetto da Dio, luogo della tentazione. La vittoria di Gesù su Satana, sconfitto proprio nel suo territorio, segna l’inizio di una nuova era.

Anche le prime comunità cristiane, accogliendo l’annuncia di salvezza e di liberazione, si sono richiamate al simbolismo del numero 40. Nei 40 giorni che precedono la Pasqua, giorno della risurrezione, i catecumeni, attraverso i vari gradi dell’iniziazione cristiana, si preparavano a ricevere il battesimo nella veglia pasquale, passando dal deserto e dalla morte alla vita nuova. D’altra parte, proprio in Quaresima, i fedeli, attraverso il digiuno e la preghiera, si preparavano a ricevere la penitenza, il nuovo battesimo, che si celebrava il Giovedì Santo alla presenza del vescovo.

Un appuntamento antico, dunque, quello della Quaresima. Ma anche un appuntamento sempre attuale e sempre nuovo.

La Chiesa avverte il bisogno di accogliere e di stringere la mano di Dio che riafferma l’alleanza e dona la riconciliazione, ogni cristiano sente il bisogno di rivedere la sua esistenza cristiana nella linea del battesimo. Soprattutto oggi, in un mondo complesso e senza punti di riferimento, è necessaria la ricerca di ciò che è essenziale per imparare a vivere in modo autentico e sobrio, e non in un modo qualsiasi.

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«Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli rimase quaranta giorni, tentato da Satana».

Il deserto è il luogo della prova, della tentazione, della lotta. Ma con il Signore Gesù diventa il luogo della verità, il luogo in cui l’uomo può conoscere che cosa è nascosto nel proprio cuore. E soprattutto il deserto diventa il luogo della manifestazione di Dio.

La Quaresima è lasciarsi condurre dallo Spirito nel deserto, terra non benedetta e luogo della prova. Ma un deserto che diventa, in compagnia di Cristo vittorioso, terra e luogo della purificazione, della verità, della vittoria.

È deserto tutto ciò che, nella vita, mette a dura prova la fede e la fedeltà: una malattia, la morte di una persona cara, il fallimento di un progetto, un insuccesso, l’abbandono del coniuge, un’incomprensione, una critica malevola ecc.

È questo deserto che diventa il luogo della rinnovata fiducia in Dio, dell’invocazione prolungata del suo aiuto, del riconoscimento della saggezza della sua Parola, dell’esigenza di riconciliazione con Lui, con se stessi e con i fratelli.



da: Gianni Ambrosio - La rivista del Clero taliano - anno LXXV - Febbrio 1994
rivista Vita e Pensiero - largo Gemelli, 1 Milano, pp 145-146


 

 

 

 

 

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