COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI - 2 novembre
Albert Vanhoye



Giobbe 19, 1. 23-27; Salmo 26; Romani 5, 5-11; Giovanni 6, 37-40


La commemorazione odierna ci mette davanti agli occhi la realtà della morte, ravvivando anche la sofferenza per í nostri cari defunti, per le persone che ci sono state vicino, ci hanno fatto del bene e non sono più con noi, almeno visibilmente.
Ma il nostro dolore trova conforto nelle parole di Gesù: «Questa è la volontà del Padre mio: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato».

Gesù non perde nessuno:
è l'uomo perfettamente fedele, che accettò la morte per salvare gli uomini che il Padre gli ha dato, e che erano morti per il peccato.
È il fratello che entrò nella morte per accompagnarci fino alla morte, che con la sua carità spezzò il giogo della morte e ci aprì le porte della vita.

Uniamoci alla sua carità fedele, alla carità di coloro che ci hanno beneficato, ci hanno amato e che ora aspettano di essere aiutati da noi, e diamo loro il soccorso della nostra preghiera, del nostro impegno di fedeltà a Cristo.
Questa unione nella carità è gioia per noi e per loro, nell’attesa di essere tutti uniti nella vita e nella gioia per sempre.



da: Albert Vanhoye - Il Pane quotidiano della Parola - Commenti alle letture feriali della Messa ciclo I e II
Edizioni Piemme Spa, 1994, p 967



 

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