II DOMENICA DI AVVENTO
Giovanni Benedetti



Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: «Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate le strade del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo» (Mc 1,1-8).

Può sorprendere in questo «prologo» l’avverbio «come» posto fra la solenne ed esplicita professione di fede cristologica: «Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» e ciò che era stato scritto dal profeta Isaia, che preannunciava l’intervento del precursore Giovanni Battista. Il Figlio di Dio, prendendo la natura umana e intervenendo salvatore nella storia degli uomini, è preceduto, quindi, da un annuncio profetico antichissimo e da un coetaneo profeta precursore, che gli prepara la missione salvifica attraverso il battesimo di penitenza. Due personaggi dell’Antico Testamento, insomma, gli preparano la strada.

D’altra parte, però, Gesù diceva di esser venuto per «completare» ciò che era scritto nell’Antico Testamento: da «vecchio» doveva diventare «nuovo». E ne dava la motivazione con un’immagine familiare:
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano (Mt 9,16-17).

  Tutta la missione evangelizzatrice di Gesù si svolse in un ambiente e in una cultura veterotestamentaria;
gli stessi scritti del Nuovo Testamento partono dalle antiche profezie per annunziare il loro adempimento, cioè la «buona novella».
Dove trovare gli «otri nuovi» capaci di riceverla?
Origene chiamava «vangelo» tutta la rivelazione: lo scriveva con la minuscola o con la maiuscola secondo che si trattava dell’Antico o del Nuovo Testamento.

Il Vangelo — egli scriveva —, che è una Nuova Alleanza, avendoci liberati dalla vetustà della lettera (Rm 7,6), ha fatto risplendere, nella luce della conoscenza, la novità mai invecchiata dello Spirito, novità propria della Nuova Alleanza, che era depositata in tutte le Scritture.
Bisognava, dunque, che il Vangelo, creatore di ciò che si chiama anche vangelo nell’Antica Alleanza, fosse in modo tutto speciale designato come Vangelo (Omelie sul Vangelo di Giovanni, 1,36).

«O Cristo, antico anche nelle cose nuove (o Christum, et in novis veterern)» esclamava Tertulliano (Contro Marcione, 4,21).


Nel tentativo di fissare l’infrastruttura della teologia del Nuovo Testamento — scrive C.H. Dodd — siamo costretti a scoprire in che modo l’Antico Testamento veniva adoperato per spiegare il kerygma nel più antico periodo a noi accessibile e nei circoli che esercitarono un’influenza permanente nel pensiero cristiano. [...] Il concetto di «adempimento» sembra costituire la base della più antica interpretazione cristiana degli eventi evangelici annunziati nel kerygina.

E tuttavia sappiamo che

Dio non si modella mai del tutto sulla promessa e sulla speranza del passato, ma le supera di molto. L’uomo deve lasciare a Dio la libertà di oltrepassare i limiti della promessa fatta in passato, perché il criterio con cui Dio agisce non è il passato ma il futuro che supera tutto (cf. 1Cor 2,9) (C. Mesters).


La profezia non può, in altre parole, uguagliare l’evento da essa annunciato. E tuttavia senza tale annunzio profetico l’evento perde il suo linguaggio divino. La stessa vita di Gesù, il suo insegnamento e i suoi miracoli, non potevano esser compresi se «versati in otri vecchi».
La vera «novità», che dette luce e significato a tutta la sua vita terrena, fu la sua risurrezione.
La profezia e l’adempimento, l’Antico e il Nuovo Testamento, attraverso l’intelligenza spirituale della Scrittura, si integrarono a vicenda. «Le cose che furono udite nell’Antico Testamento, sono comprese nel Nuovo» affermava Agostino (Commento ai salmi, 77,5).

L’Antico Testamento neppure lo chiamo Legge, se lo comprendo spiritualmente — dichiarava Origene.
Per gli ebrei l’Antico Testamento è diventato legge, e in realtà tale diventa per coloro che vogliono interpretarlo secondo la carne; e si è invecchiato, perché non può acquistare le forze. Per noi invece, che lo comprendiamo spiritualmente e nel senso evangelico, è sempre nuovo. E l’uno e l’altro Testamento è nuovo, non per età teporale, ma per novità d’intelligenza (Omelie du Numeri, 9,4).

Questa interpretazione spirituale della Scrittura non esclude, anzi suppone l’esegesi scientificamente elaborata; ma non si ferma ad essa. La teofania di Mosè, raccontata in Es 33,18-23, viene così commentata da Gregorio di Nissa:

La domanda, audace e che sorpassa i limiti del desiderio, è quella di non godere la Bellezza attraverso specchi e riflessi, ma «faccia a faccia». La voce divina accorda ciò che è domandato [da Mosè] per il fatto stesso che lo rifiuta, offrendo in poche parole un abisso immenso di pensiero. In effetti, la munificenza di Dio gli accorda l’adempimento del suo desiderio; ma allo stesso tempo non gli promette il riposo e la sazietà (La vita di Mosè, 2,232).

La Bibbia, cioè, «in poche parole» offre «un abisso immenso di pensiero», evitando così «il riposo e la sazietà» di un nostro illusorio possesso del mistero di Dio.





da: Giovanni Benedetti - Il Vangelo della Festa,
Intelligenza spirituale della Parola di Dio secondo i Padri della Chiesa
Centro editoriale dehoniano 2001, pp 271-273





 

 

 

 

 

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