TEMPO ORDINARIO
Fr Michael Davide




Dopo aver contemplato il Mistero attraverso le grandi feste dell'anno, dal Natale alla Pasqua, e seguendo i ritmi dei cosidetti tempi forti dell'Avvento e della Quaresima, il Tempo ordinario rischia di far pensare a qualcosa di meno interessante, quasi un tempo di stasi nell'impegno di crescita spirituale: dopo la tensione dei cosidetti "tempi forti", finalmente ci si può distendere. Ma è proprio così? Tutto il camino della vita è più straordinario o ordinario?

 

La liturgia, col suo desiderio di farci penetrare nel Mistero di Dio, ci offre un servizio e un aiuto per crescere nella conoscenza e nell'amore per tutto l'anno, per tutto il tempo, in tutte le stagioni, insegnandoci così a cercare Dio sempre e continuamente.

Il
Tempo ordinario della liturgia, dopo averci imersi nel vari misteri di Cristo e della Chiesa, ci prende per mano per insegnarci a camminare nel tempo, incontro all'eternità. Per far questo, ecco che siamo ricondotti passo dopo passo alla lettura continua del vangelo. il ciclo domenicale - in tre anni - e quello feriale - prima Marco, poi Matteo e di seguito Luca - ci mettono alla scuola semplice e quotidiana del vangelo, la cui letura e meditazione ci permettono, giorno dopo giorno, di diventare sempre più conformi al nostro unico modello che è il Signore Gesù, "mite e umile di cuore".

Ci sono almeno due modi per vivere l'ordinarietà del tempo e, di conseguenza il Tempo ordinario della liturgia. Il primo è di viverlo come un tempo meno interessante e quindi come parentesi, il secondo, invece, è di viverlo come
tempo privilegiato per l'interiorizzazione e l'assimilazione.

 

In realtà il tempo dell'ordinario è il senso dello straodinario più vero. Si tratta infatti di far sì che i grandi contenuti che ci vengono ricordati e annunciati nelle grandi feste divengano nsotra carne e nostra vita.


Alle grandi luci, alle grandi assemblee, ai grandi gesti...fanno seguito un più grande silenzio e una maggiore modestia: l'austerità del quotidiano.
Ma è proprio in questo silenzio e in questo raccoglimento che il seme
gettato in abbondanza dentro di noi
potrà marcire prima e fruttificare dopo.


Inquesto movimento e dinamismo interiore, la lettura liturgica continua e ciclica dei vangeli - si ricordi che il Vangelo di Giovanni occupa il tempo pasquale - è un modo molto materno che la Chiesa ci offre per prendere coscienza del nostro cammino ordinario nel tempo.



La nostra vita ordinaria è chiamata a misurarsi con la vita ordinaria di Gesù, Verbo del Padre fatto uomo, letta e riletta alla luce dei testi delle Scritture ebraiche e di quelle cristiane che preparano l'accoglienza quotidiana della pericope evangelica. Si tratta di assumere in noi, nel concreto dei nostri gesti, delle nostre parole, dei nostri desideri, quelli che furono i sentimenti stessi di Gesù (cf Fil 2,5).

Questo contatto con il Gesùdei vangeli è a grande consegna di questo Tempo ordinario.
Seguire Gesù passo dopo passo non tanto attraverso la celebrazione dei suoi grandi misteri - come l'Incarnazione, la Passione e la Risurrezione - ma attraverso il suo vivere tra noi come uno di noi.
Come spiega Massimo il Confessore: "Il mistero dell'incarnazione del Verbo contiene in sé tutto il senso degli enigmi e dei simboli della Scrittura, tutto il significato delle creature visibili e invisibili".

Vi è una grazia del tutto particolare, che si può proprio avvertire e far crescere ogni giorno di più, in questo guardare a Gesù nella sua vita terrena tra i suoi discepoli, con i suoi amici e i suoi nemici, con quanti hanno bisogno di lui e con quanti ne hanno paura. Non sono forse queste le realtà che anche noi viviamo ogni giorno?
Ebbene, se si segue Gesù attraverso la sua parola e i suoi gesti, così come ci vengono presentati dal vangelo del giorno, ecco che la nostra vita invece di essere vissuta semplicemente come risposta alle istanze di ogni giorno diventa conformazione a Cristo, imitazione di Cristo, sequela di Gesù.

Tanto da "trovare Dio in tutte le cose", coe ci insegna san Ignazio di Loyola attraverso la pratica degli Esercizi e "in ogni cosa glorificare Dio", come insegna san Benedetto ai suoi monaci.

Se assumiamo questo atteggiamento, allora il nostro ordinario, talvolta pesante e persino noioso, può veramente diventare straordinario per il fatto che non è più percepito dal punto di vista di cò che accade e continua ad accadere, inesorabilmente, ogni giorno, ma come l'occasione che ogni giorno rappresenta per fare un piccolo passo in più nella conoscenza del Signore Gesù e nell'imitazione del suo cuore.

L'ordinario così diventa straordinariamente ricco e perfino realmente mistico.





da:
Messale quotidiano, festivo e feriale - Letture bibliche dal Nuovo Lezionario Cei
commenti di fratel Michael Davide - Edizioni Dehoniane Bologna - pp 697-698



 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org