TEMPO PASQUALE
Accogliete Cristo per essere da lui accolti
Gregorio Magno


Fratelli carissimi, avete sentito che il Signore apparve lungo il cammino a due discepoli che non ancora credevano, ma che tuttavia parlavano di lui, ma non mostrò loro un aspetto per il quale fosse possibile riconoscerlo.
Il Signore agì dunque all'esterno mostrandosi agli occhi del corpo in accordo con quando accadeva loro nell'intimo, agli occhi dell'anima. Essi infatti nell'intimo amavano e dubitavano e, d'altro lato, il Signore all'esterno era presente, ma non mostrava la sua identità. Stette con loro che parlavano di lui, ma poiché dubitavano, nascose l'aspetto in base al quale avrebbero potuto riconoscerlo.
Parlò con loro, rimproverò l'ostinazione della loro mente, svelò i misteri della Scrittura che si riferivano a lui e, tuttavia, poiché nei loro cuori era ancora un pellegrino rispetto alla loro fede, finse di andare più lontano. [...] Dovevano essere messi alla prova per vedere se, sebbene non fossero ancora pronti ad amarlo come Dio, erano in grado di amarlo come pellegrino.


  Ma poiché questi due discepoli con i quali camminava la Verità non potevano sottrarsi alla carità, gli offrirono accoglienza come a un pellegrino. Perché diciamo «gli offrirono» dal momento che sta scritto: «Lo costrinsero» (Lc 24,29)? Da questo esempio si ricava che i pellegrini non devono essere soltanto invitati, ma attirati all'ospitalità. I due discepoli preparano la mensa, offrono i cibi e allo spezzare del pane riconoscono quel Dio che non avevano riconosciuto quando spiegava le Scritture.

Veniamo il luminati non tanto ascoltando i precetti, ma mettendoli in pratica. Non sono stati illuminati dunque nell'ascoltare i precetti di Dio, ma lo sono stati nel metterli in pratica poiché sta scritto: «Non quelli che ascoltano la Legge sono giusti al cospetto di Dio, ma quelli che la mettono in pratica saranno giustificati» (Rm 2,13). Chi dunque vuole comprendere ciò che ha ascoltato si affretti a mettere in pratica quello che già è riuscito a capire.

Vedi, il Signore non fu riconosciuto mentre parlava, accettò di essere riconosciuto mentre mangiava.
Perciò, fratelli carissimi, amate l'ospitalità, amate le opere di carità.
Per questo Paolo dice: «Si pratichi fra voi la carità fraterna e non vogliate dimenticare l'ospitalità. Grazie ad essa alcuni furono graditi avendo accolto come ospiti degli angeli» (D) 13,1-2).

E Pietro scrive: «Siate ospitali gli uni verso gli altri, senza mormorare» (1Pt 4,9).
E la Verità stessa dice: «Sono stato forestiero e mi avete accolto» (Mt 25,35). [...] Accogliete Cristo alla vostra mensa per poter essere da lui accolti nel banchetto eterno. Offrite ora ospitalità a Cristo pellegrino, affinché nel giorno del giudizio non siate stranieri e ignoti a Lui, ma vi accolga fra i suoi nel Regno, con l'aiuto di chi vive e regna, Dio nei secoli dei secoli. Amen.



Gregorio Magno, Omelie sui vangeli 23,1-2 - Opere di Gregorio Magno, pp 294-296





da:
Eucarestia e Parola - Testi per le celebrazioni eucaristiche di Quaresi a e tempo pasquale -
a cura di Enzo Bianchi, Goffredo Boselli, Lisa Cremaschi e Luciano Manicardi - Comunità di Bose -
Vita e Pensiero 2008 - Largo A. Gemeli, 1 - 20123 Milano - pp 59-60




 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org