SETTIMANA SANTA
"SE IL CHICCO DI GRANO MUORE, PORTA MOLTO FRUTTO"
Richard Gutzwiller

Riferimento biblico: Gv. 12, 20-28


Dopo l'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, un gruppo di pagani di origine greca chiede di poter vedere Gesù e di parlargli. Si rivolgono a Filippo, il quale a sua volta chiama Andrea. Sono dunque i due discepoli dal nome greco a mettere i pagani in rapporto con Gesù. Le parole che Gesù pronuncia in
questa occasione non sono rivolte solo ai pagani, ma a tutto il popolo; sono un'altra grande manifestazione del Signore.

«E' giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo... Se il chicco di grano muore, porta molto frutto» (Gv. 12, 23 ss.

Lo sguardo di Gesù si spinge oltre la morte: la presenza di quel gruppo di pagani sta già a indicare che
la sua opera di salvezza non sarà compiuta invano, anzi dimostra la portata universale della sua immolazione.


  Così avviene anche per tutti coloro che vogliono seguire Cristo: l'effetto decisivo non deriva dalle grandi opere, dai piani ben preparati, dall'organizzazione o dal lavoro, dalle parole o dagli scritti.
Tutte queste cose sono buone e anche giuste, ma l'energia determinante viene dalla morte. L'uomo deve morire a se stesso e al mondo e vivere unicamente per Dio: solo questa apparente disfatta darà alla sua opera la vera forza animatrice e trasformatrice.

Perciò chi si aggrappa alla propria vita, l'ama e non vuole abbandonarla, la perderà davanti a Dio; chi invece la fa passare in seconda linea, odiandola magari, pur di seguire la via segnata dal piano divino, la ritroverà nuova e feconda dinanzi a Dio e per Dio.

Ogni uomo che vuole mettersi al servizio di Cristo e seguirlo, deve prendere la stessa strada che egli ha percorso. E' la strada che, attraverso la morte porta alla vita, attraverso l'umiliazione alla gloria: in altre parole, la via della croce.

E' naturale che ogni uomo, per un primo impulso, indietreggi spaventato di fronte al duro cammino della croce. Gesù stesso ha tremato all'idea della sua morte; eppure non ha chiesto che il Padre lo salvasse da quell'ora tremenda. Gesù, pensando solo al Padre e alla gloria di lui, prega: «Padre, glorifica il tuo nome» (Gv. 12, 28), mentre ha in mente la propria morte. Ed è vero: la luce di Dio deve risplendere anche nei più profondi abissi della morte, il messaggio di gioia deve risuonare anche tra le tenebre più fitte.



Richard Gutzwiller - teologo gesuita († 1958): Meditationen über Johannes Benziger Verlag, Einsiedeln 1958.


da:
Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 233-234



 

 

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