TEMPO LITURGICO

   
  Tempo di Quaresima
IL TEMPIO DI DIO SIA BELLO IN OGNI SUA PIETRA

(Riferimenti biblici: Gv. 2, 13-17; I Cor. 3, 10-17)


Fra tutti i giorni dell'anno che la devozione cristiana onora in vari modi, non ve n'è uno, che superi per importanza la festa di Pasqua, perché, nella Chiesa di Dio, questa rende sacre tutte le altre solennità. Anche la nascita del Signore è orientata verso questo mistero: il Figlio di Dio non ebbe altra ragione di nascere, che quella di essere inchiodato alla croce.

   
  Nel grembo della Vergine, infatti, egli prese carne mortale; in questa carne mortale fu realizzato interamente il disegno della passione; e così avvenne che, per un piano ineffabile della misericordia di Dio, questa diventasse per noi sacrificio redentore, abolizione del peccato e inizio di risurrezione alla vita eterna.

Ora, se consideriamo ciò che l'universo ha ricevuto dalla croce del Signore, noi riconosceremo che, per celebrare il giorno di Pasqua, è giusto prepararci con un digiuno di quaranta giorni, per poter partecipare degnamente ai divini misteri.

Non solo i vescovi, i sacerdoti e i diaconi devono purificarsi da tutte le macchie, ma l'intero corpo della Chiesa e tutti quanti i fedeli: perché il Tempio di Dio, che ha come base il suo stesso fondatore, deve essere bello in tutte le sue pietre e luminoso in ogni sua parte...

Certamente non si può intraprendere, né terminare la purificazione di questo tempio senza il suo costruttore; tuttavia colui che lo ha edificato gli ha dato anche la capacità di trovare il proprio perfezionamento con la propria opera.Infatti per la costruzione di questo tempio è stato usato materiale vivo e dotato di ragione, che lo Spirito della grazia incita a cementarsi spontaneamente in un unico blocco.
Questo materiale è stato amato e ricercato da Dio perché imparasse a cercare e ad amare, lui che non sapeva né cercare né amare, come dice l'apostolo Giovanni: «Noi perciò amiamoci, poiché Dio per primo ci ha amati» (I Gv. 4,19).

   
  Dunque, poiché tutti i fedeli, nel loro insieme, e ciascuno in particolare, sono un solo e identico tempio di Dio, è necessario che questo sia perfetto in ciascuno, come deve essere perfetto nel suo insieme. E anche se la bellezza non è uguale in tutte le membra, né i meriti sono identici in una così grande varietà di parti, il legame della carità crea tuttavia la comunione nella bellezza.

Coloro che sono uniti da un amore santo, anche se non partecipano ai medesimi doni di grazia, si allietano tuttavia reciprocamente dei loro beni; ciò che essi amano non può essere loro estraneo, perché trovare la gioia nel progresso degli altri è un modo per accrescere la ricchezza del proprio essere.

   
  S. Leone il Grande - papa (†461): Sermo XLVIII, 1 - PL. 54, 298 A-299 A.
   
  da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 181-182


web site official: www.suoredimariabambina.org