TEMPO LITURGICO

   
  Tempo di Quaresima
PREGHIERA DEL PECCATORE PENITENTE

(Riferimenti biblici: Is. 61, 1-4; Lc. 11,9-13; Ef. 1,3-8)


Tornerò alla casa di mio Padre come il prodigo, sarò accolto. Come ha fatto lui, farò anch’io: non mi esaudirà forse?
Ecco, busso alla tua porta, Padre misericordioso; aprimi, perché io entri, perché non mi perda e mi allontani e perisca! Mi hai fatto tuo erede, e io ho abbandonato la mia eredità e dissipato i tuoi beni; che io sia ormai come un mercenario come un servo!

   
  Abbi pietà di me come del pubblicano e io vivrò per la tua grazia! Perdonami i peccati, come hai perdonato alla peccatrice, o Figlio di Dio! Traimi come Pietro dai flutti! Abbi pietà della mia malizia e ricordati di me, come ti sei ricordato del ladrone! Cercami, Signore, come la pecorella smarrita, e mi troverai; e sulle tue spalle, Signore, portami alla casa del Padre!

Aprimi gli occhi come al cieco, perché io veda la tua luce!
Aprimi le orecchie come al sordo, perché io senta la tua voce!
Guarisci la mia infermità, come quella del paralitico, perché io dia lode al tuo nome!
Purificami dalle mie immondezze con l’issopo, come il lebbroso!
Fammi vivere, o Signore, come la fanciulla figlia di Giairo!
Guariscimi come la suocera di Pietro, perché sono malato!
Risuscitami come il ragazzo, figlio della vedova!
Chiamami con la tua voce sciogli i miei legami come hai fatto per Lazzaro!

Poiché sono morto per il mio peccato, come per una malattia, sollevami dalla rovina, perché dia lode al tuo nome!

Ti prego, Signore della terra e del cielo, vieni in mio aiuto e mostrami il tuo cammino, perché io venga verso di te!
Conducimi a te, o Figlio di Colui che è la bontà per essenza, e colma la tua misericordia!
Verrò a te e là mi sazierò, nella gioia. Macina per me il frumento di vita, in quest'ora in cui sono spossato!

   
  Sono partito alla tua ricerca e il Maligno mi ha depredato come un ladro. Mi ha legato e incatenato nelle delizie del mondo malvagio; mi ha incarcerato nei suoi piaceri e mi ha chiuso in faccia la porta. Nessuno mi libera, perché io possa partire per cercarti, o buon Signore! Manda verso di me la tua grande pietà, o Figlio di Dio! Spezza il giogo che il Maligno mi ha messo sulle spalle, perché mi soffoca!

Signore, desidero essere con te e camminare con te. Ecco, medito notte e giorno i tuoi comandamenti. Concedimi quello che ti chiedo e accogli le mie preghiere, o misericordioso! Non deludere la speranza del tuo servo, Signore, perché egli ti attende!

   
  Giacomo di Sarug - poeta, vescovo siriaco di Batnan († 521): Poema - «La Vie Spirituelle», marzo 1960 - pagg. 271-274.
   
  da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 207-208


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