TEMPO LITURGICO

   
 

Tempo ordinario
Ottimismo e fiducia


Riferimenti biblici: Mc 4,26-34; Is 55,10-11; ICor 3,4-9


L'agricoltore ha gettato in terra il seme. Poi ha finito, non ha più niente da fare. Non pensa più alla terra, si occupa del lavoro di ogni giorno. E il grano spunta senza che egli debba intervenire, senza che ci pensi o se ne renda conto. La terra produce da sola il suo frutto.



  In questa tranquillità del contadino si cela una lezione. Il regno cresce, simile alla messe terrena. La speranza del contadino non è mai delusa. Allo stesso modo la speranza del Regno condurrà l'umanità fino al tempo del raccolto.

Gesù ci rivela la certezza che gli riempie il cuore e che lo rende sicuro del trionfo del suo messaggio. Non sta a noi affrettare l'ora decisiva. E' sicuro che verrà, perché Dio la prepara liberamente, ineluttabilmente, nel segreto della sua attività. Gesù avrebbe potuto ripetere la sua parabola ai descepoli Giacomo e Giovanni, quando proponevano di far scendere il fuoco dal cielo sui Samaritani inospitali (cfr Lc 9,52-55). L'uso della forza non conviene allo stabilirsi del Regno di Dio.

Di fronte alle leggi d'inerzia che sembrano ostacolare l'opera di Dio, si erge in tutta la sua maestà la legge possente e irresistibile che solleva la creazione verso il suo Creatore.

Quando noi siamo certi dell'immancabile progresso del Regno di Dio nel mondo, in noi e per mezzo nostro (fatti questi che si equivalgono), noi ritroviamo insieme ottimismo e tranquillità. L'ottimismo è un tutt'uno con la gioia e la pace, frutti dello Spirito Santo: "Siamo in pace con Dio per opera di nostro Signore Gesù Cristo" (Rom 5,1).

Questo è l'ottimismo di Gesù. La vittoria della sua parola era assicurata, malgrado l'oscurità apparente che la avvolgeva: non prepara la lampada per metterla sotto il moggio.

 

Questo ottimismo è condiviso da san Paolo, da tutti i grandi santi, i grandi credenti. San Paolo è il grande maestro della fiducia. Il disfattismo non corrisponde alla teologia della salvezza: Colui che ci ha scelti è la potenza, la fedeltà in persona.
Se ci ha scelti, andrà fino in fondo nel suo dono, ci glorificherà ...

L'ottimismo e la fiducia abbracciano anche la vita terrena. Dio fa sbocciare i fiori e spuntare l'erba dei prati e nutre gli uccelli del cielo: è possibile che si disinteressi della nostra vita corporale? "Imparate dai gigli dei campi e guardate come crescono; non lavorano né filano: e io vi dico che lo stesso Salomone, in tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro" (Mt 6,28-29).

La tranquillità si accompagna sempre alla fiducia in Dio. Dopo tutto, assicurare il successo della Chiesa, della nostra santità, delle nostre fatiche, qualunque esse siano, è un compito che non spetta a noi, ma a Dio. Quanto a noi, è sufficiente l'adempimento del nostro dovere di cristiani, nella più grande semplicità.


Lucien Cerfaux, biblista (+1968): Le Trésor des Paraboles - Desclée, 1966 - pagg. 43-47.

 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 707-708


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