TEMPO LITURGICO

   
 

Natale del Signore
Colui che si pone al nostro fianco
Karl Barth


Riferimenti biblici: Lc 2,1-14; Fil 2,6-7


Il fatto di non aver trovato posto nell'albergo non ha impedito al Salvatore di nascere in un luogo del tutto diverso dal previsto. Si tratta di una mangiatoia. Siamo evidentemente in una stalla o in qualche posto per il foraggio del bestiame, in un luogo per nulla confortevole per degli esseri umani ...
E' in questo luogo oscuro che Gesù è nato, e morirà poi in un luogo simile, ben più oscuro.


  Nella mangiatoia, nella stalla accanto al bestiame, il cielo si è aperto sulle tenebre della terra. Dio si è fatto uomo per essere tutto con noi e per noi. Là ci è stato donato questo nostro simile, questo prossimo, questo amico, questo fratello. Sì, proprio là questo è avvenuto. Ringraziamo il Signore che i genitori e il bambino, abbiano potuto disporre di questo luogo dove l'avvenimento ha potuto attuarsi.

E se ora il Salvatore vuole abitare presso di noi, sia benedetto Dio se esiste anche nella nostra vita un posticino dove il Salvatore possa entrare senza chiedere, senza rimanere fuori a bussare; un luogo dove segretamente è già sceso e dove attende semplicemente che lo riconosciamo e ci rallegriamo della sua presenza.

Qual è questo luogo nella nostra vita? Non pensare a qualcosa di distinto, di bello o di buono che potrebbe servirti da referenza di fronte al Salvatore per renderti raccomandabile ai suoi occhi e pronto ad accoglierlo. Niente affatto. Il luogo della nostra esistenza in cui il Salvatore viene a dimorare ha in comune con la stalla di Betlemme il fatto di essere tutt'altro che bello, di avere persino una apparenza molto brutta, niente di accogliente e di intimo, non è nemmeno rassicurante, né umano, vicino alle bestie ... E' là che noi uomini viviamo, tutti senza eccezione, poveri come mendicanti, peccatori perduti, creature gementi, in una parola: disperati.

 
Ora, è là che Gesù Cristo viene ad abitare; o meglio, è là che ha scelto la sua dimora. Sia benedetto Dio per questo luogo oscuro, per questa mangiatoia, per questa stalla della nostra vita. Là noi abbiamo bisogno di lui ed egli può servirsi di noi, di ciascuno di noi. Là siamo le persone di cui ha bisogno. Attende soltanto che lo vediamo, che lo riconosciamo, che crediamo in lui, che lo amiamo. Qui egli ci raccoglie.

Non ci resta nient'altro che accoglierlo noi pure e dargli il benvenuto. Non abbiamo vergogna di trovarci in questo sotterraneo in compagnia del bue e dell'asino. E' proprio là che egli si mette al nostro fianco.



Karl Barth, teologo e pastore protestante (+ 1968): Aux captifs la liberté - Ed. Labor et Fides, Ginevra 1964 - pagg 171-173.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 69-70


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