TEMPO LITURGICO

   
 

Natale del Signore
Carattere "inaudito" dell'Incarnazione
Jacques Leclercq


Riferimento biblico: Gv 1,1-18; 1Gv 1,1-4

"Inaudito", nel senso etimologico, vuol dire qualcosa di cui non abbiamo sentito parlare. Ebbene, mai abbiamo inteso una storia simile a questa: la storia di un Dio fatto Uomo, con tutte le sue meravigliose conseguenze ...

"Egli bestemmia" dicevano gli Ebrei; e anche i discepoli, allora, trovavano la sua "parola troppo dura" e quindi inaccettabile. L'Incarnazione è uno scandalo per lo spirito; sapendo chi è Dio, mai crederemmo possibile l'Incarnazione se non la sapessimo realizzata con tali garanzie che la impongono allo spirito.

  Ma non ne siamo meravigliati abbastanza ...
Non potremmo mai immaginare il verificarsi di un fatto simile, e in tutta la letteratura umana non trovo nulla che gli s'avvicini, poiché anche se incontriamo episodi di esseri divini sulla terra, non troviamo ciò che ci offre il cristianesimo: una religione cioè che, mentre purifica in modo radicale la nozione della trascendenza divina e rende Dio tanto perfettamente inaccessibile al nostro spirito e scava un abisso tra gli uomini e Lui, s'occupa di noi, ci è Padre, si mischia alla nostra vita e ci impregna interamente di sé.

Possiamo credere a queste cose, solo perché l'evidenza ci costringe a credere; ignorando il fatto, si dimostrerebbe che esso è impossibile, come, d'altronde, capita spesso nella scienza prima di una scoperta.
L'Incarnazione ci fa violenza, forza le concezioni spontanee della nostra intelligenza; entra nel nostro spirito per mezzo di una rottura e deve mettere sossopra ogni cosa per trovarsi un posto.

Con tutto questo, non siamo meravigliati per nulla! ...

L'Incarnazione, punto di partenza della nostra redenzione, è il fatto più prodigioso, unico nella nostra storia; mai, da quando esiste l'universo, è avvenuto qualcosa di simile e con maggiore certezza sappiamo che mai nulla di uguale avverrà per l'avvenire. La singolarità di questo avvenimento tanto prodigioso e di tale carattere da richiedere, di sua natura, l'unicità, e noi abbiamo la certezza assoluta che non ne seguirà un secondo.

 

Ma perché questa convinzione ci sia in noi e sia tanto radicata da non lasciare dubbio alcuno, è necessario che ci convinciamo che l'Incarnazione è qualcosa di completamente straordinario.

Coloro che non hanno l'anima presa da Cristo, ci obiettano: "Sì, è vero, tutto questo è straordinario; non abbiamo mai visto nulla di simile; ma come credere a questa storia che va contro tutte le leggi abituali?". Ed effettivamente, se non fosse cosa certa, come la si crederebbe possibile? Ma sappiamo che è vera, e che siamo nella verità. Se è vero, allora, la prima virtù del cristiano è la virtù della meraviglia.

La nostra vita interiore deve consistere anzitutto nel risvegliare ogni mattina nella nostra anima lo stupore di saperci amati da Dio, di sapere che questo essere che chiamiamo Dio ci ama veramente. E questo si chiama amare.



Jacques Leclercq, sacerdote, sociologo cristiano (+ 1971): Meditazioni di vita cristiana - Ed. Paolinr, Milano 1956 - pagg 41-44.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 63-64


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