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TEMPO LITURGICO

   
 

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Maria, primo frutto della Redenzione
Thomas Merton


Riferimenti biblici: Giud 15,10; Lc 1,26-28; Ap 21,9-11


La Chiesa celebra in Maria il ritorno perfetto della luce che il peccato di Adamo aveva spento. In Maria essa ridiviene perfettamente limpida, arde di una fiamma pura, diritta sul candelabro mentre illumina tutta la casa di Dio, dà un senso all'esistenza di tutte le creature di Dio e mostra agli altri la via del ritorno alla luce. Non perché Maria fosse piena di luce propria, ma perché era il primo frutto della Redenzione, da questa perfettamente santificata prima ancora che fosse compiuta, per dare una più grande gloria alla forza del sacrificio di Cristo e per preparare la strada all'Agnello di Dio, luce del mondo, che stava per venire, grazie al suo sì e alla sua obbedienza.

La liturgia applica a Maria i testi sublimi dei Libri sapienziali sulla Sapienza stessa di Dio. In Maria non c'è "niente d'impuro" (Sap 7,25), ella è splendore della luce eterna e specchio senza macchia. Più bella del sole, essa è più bella della stessa luce.


  Come si possono dire queste cose di Maria? Non è che una creatura, e queste espressioni si appplicano alla Sapienza increata. Ricordiamoci che la luce che brilla in Maria, la stessa che brillava in Adamo prima della caduta e che Dio voleva dare a tutti gli uomini, è proprio la luce della sapienza divina, il riflesso della sua verità, la sua stessa verità.

Nessuno ha mai portato in sé la luce di Dio in modo più completo di Maria che, nella perfezione della sua purezza e della sua umiltà, è per così dire completamente identificata alla verità, come il vetro limpido che scompare nella luce che lascia passare.

La liturgia descrive pure Maria come la donna dell'Apocalisse, "vestita di sole e la luna sotto i suoi piedi, e sul capo una corona di dodici stelle" (Ap 12,1).

Essa è piena della luce di Cristo trasfigurato; secondo le parole del Vangelo, "le sue vesti sono candide come la neve e il suo viso è splendente come il sole" (cfr Mt 17,2). "E' tutta bella, è la gloria di Gerusalemme e la letizia di Israele" (Gdt 15,10).

La luce che brilla in Maria è infatti quella che brillerà in tutta la Chiesa e in tutto l'universo ricapitolato in Cristo. Maria è paragonata alla Gerusalemme celeste: "Il Signore ci ha mostrato la celeste Gerusalemme inondata dalla luce di Dio, e la sua luce è come il cristallo e le pietre preziose" (Ap 21) ...


 
In Maria si realizza perfettamente il piano creatore e redentore di Dio. per questo è per noi luce di verità e modello di vita. Per questo la sua bellezza spirituale comprende tutta la bellezza che vediamo qua e là nell'universo, ma in forma incompleta. In essa si trova tutta le bellezza del mondo, trasfigurata e innalzata a un punto che supera la nostra comprensione.

Tuttavia, poiché essa ha raggiunto questa perfezione sviluppando le tendenze della sua natura, che è pure la nostra, c'è fra noi e lei una certa connaturalità che ci rende sensibili al suo splendore trascendente, anche se non lo comprendiamo. Vediamo in lei una creatura umana come noi, la cui piccolezza è stata innalzata da Cristo e che con la grazia della Croce è stata salvata dal potere delle tenebre e del male.


Thomas Merton, cistercense, scrittore (+ 1968): Il tempo delle feste, Casterman 1968, pp 154-155, 158-159.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 9-10


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